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La notizia (ufficiale)

A 12 mesi dalla chiusura del 2025 da n.1 ATP, Carlos Alcaraz ha annunciato la separazione dal suo coach Juan Carlos Ferrero dopo sette anni di lavoro comune. Il divorzio è stato comunicato con note congiunte e post social pieni di gratitudine: “Nuove avventure” per entrambi, nessuna polemica. L’ATP e le maggiori agenzie (Reuters, Times) hanno rilanciato la notizia, sottolineando la portata storica del sodalizio.

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I numeri dell’era Ferrero

Sotto la guida dell’ex n.1 e vincitore del Roland Garros 2003, Alcaraz ha messo insieme 24 titoli complessivi, di cui 6 Slam (due US Open, due Wimbledon, due Roland Garros) e 8 Masters 1000. È diventato il n.1 più giovane della storia e ha chiuso il 2025 in vetta. La fotografia statistica varia leggermente fra fonti, ma l’ordine di grandezza è costante e dipinto come “epocale”.

Perché adesso (e cosa cambia sul piano tecnico)

La separazione arriva a ridosso dell’Australian Open 2026, unico Slam che manca per completare il Career Grand Slam. Il timing, spiegano le ricostruzioni, è legato alla volontà di aprire un nuovo ciclo: consolidare il rendimento sul cemento outdoor d’inizio anno e ricalibrare carichi e pianificazione in stagione lunga. Le cronache parlano di scelta condivisa e priva di strappi: Ferrero ha scritto di “sperare in una reunion in futuro”, mentre Alcaraz ha ringraziato per “aver trasformato i sogni in realtà”.

Gli scenari per il nuovo coach (cosa è notizia e cosa no)

Nessun successore è stato annunciato. Tra le ipotesi rilanciate dalla stampa italiana c’è la suggestione di un coinvolgimento, anche temporaneo, nella galassia Nadal (speculazione, non notizia). Fino all’ufficialità, il team transitorio ruoterà verosimilmente attorno allo staff già vicino al giocatore (preparatori e sparring consolidati) per non comprimere la preparazione a Melbourne.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il focus immediato è su Melbourne: gestione del servizio (più prime in campo in momenti chiave), gestione fisica nei match best-of-5 su caldo intenso e piccole rifiniture tattiche su pattern già noti (inside-out di dritto per aprire il campo, uso più selettivo della palla corta). Al netto del cambio in panchina, Alcaraz resta il favorito per il titolo con Sinner, Djokovic e Medvedev nel lotto dei contendenti.

 
 
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