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Nel frattempo il World Boxing introduce i test cromosomici

Il fatto (21 agosto 2025). Imane Khelif, oro ai Giochi di Parigi 2024 nei 66 kg, ha definito “false e maliziose” le voci di ritiro diffuse da un ex manager: “continuo ad allenarmi tra Algeria e Qatar”. Nessuna intenzione di fermarsi: l’obiettivo resta il percorso verso Los Angeles 2028.

Imane Khelif
© lapresse.it

Il contesto regolamentare. A pochi giorni dall’annuncio, World Boxing ha comunicato che ai Mondiali di settembre 2025 (Liverpool)* i controlli per la categoria femminile includeranno test cromosomici per verificare la presenza di materiale Y: un cambio pesante dopo le polemiche esplose già a Parigi. La federazione parla di “sicurezza ed equità”, con procedure d’appello per i casi DSD.

Perché la storia conta. A Parigi, il 9 agosto 2024, Khelif è diventata la prima donna algerina campionessa olimpica nel pugilato, in mezzo a un dibattito globale sulla sua eleggibilità (l’IOC ne aveva confermato la regolarità d’accesso ai Giochi). Oggi la 26enne ribadisce identità e percorso sportivo, mentre le regole internazionali si irrigidiscono: il 2025 è l’anno in cui sport, scienza e diritti tornano a incrociarsi sul ring.

*I Mondiali World Boxing si terranno a Liverpool dal 4 al 14 settembre 2025: prevista l’introduzione dei test cromosomici (ricerca materiale Y) per l’accesso alle categorie femminili, con procedure d’appello dedicate

 
 
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