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Il percorso a Melbourne: Rakhimova, Danilovic e la battaglia con Baptiste

L’obiettivo dichiarato di Coco Gauff in questo inizio 2026 è chiarissimo: andare fino in fondo agli Australian Open. Il cammino fin qui conferma che la n.3 del mondo è entrata nel torneo con grande solidità.

Finora, a Melbourne ha:

  • battuto al primo turno la russa Kamilla Rakhimova 6-2 6-3;
  • superato al secondo turno la serba Olga Danilovic con un perentorio 6-2 6-2, in 77 minuti, impedendole di centrare un secondo upset dopo l’eliminazione di Venus Williams;
  • rimontato al terzo turno la connazionale Hailey Baptiste con il punteggio di 3-6 6-0 6-3, in un match molto più complicato di quanto dica il parziale del secondo set.

La vittoria su Baptiste vale la quarta qualificazione consecutiva agli ottavi di finale a Melbourne: un dato che conferma quanto Gauff ami giocare sull’hard australiano.

Il dato storico: 100 partite Slam prima dei 22 anni

La WTA sottolinea un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi slogan la precocità di Coco: quella contro Baptiste è stata la 100ª partita di tabellone principale Slam della sua carriera, e la sua 77ª vittoria.

Solo altre otto giocatrici nell’era Open hanno raggiunto quota 100 match Slam in singolare prima dei 22 anni, tra cui nomi come Steffi Graf, Martina Hingis, Serena e Venus Williams, Maria Sharapova. Gauff entra così in una compagnia estremamente selezionata, confermando quanto sia stata intensa e vincente la sua crescita dalla stagione d’esordio tra le professioniste ad oggi.

Dal punto di vista statistico:

  • solo Venus Williams e Iga Świątek hanno fatto meglio di lei come numero di vittorie nei primi 100 match Slam;
  • Gauff è quindi già a livello di rendimento delle grandi campionesse della sua generazione, con la sensazione diffusa che il meglio debba ancora arrivare.

La partita con Baptiste: blackout iniziale e cambio di marcia

Il match contro Hailey Baptiste racconta molto dell’attuale Coco Gauff.

Nel primo set, la n.3 del mondo soffre:

  • Baptiste entra sciolta in campo, comanda molti scambi e approfitta di qualche errore gratuito di troppo della rivale;
  • Gauff fatica con la prima di servizio e concede troppi punti in risposta passiva;
  • il parziale si chiude 6-3 per Baptiste, con l’impressione di una Coco un po’ imballata.

Dal secondo set però cambia tutto:

  • Gauff alza nettamente la qualità del servizio e del dritto, spingendo l’avversaria lontano dalla linea di fondo;
  • piazza un secco 6-0, infilando sette game consecutivi tra fine primo set e inizio del secondo, come rilevato dai live dei media australiani;
  • nel terzo set gestisce con intelligenza i pochi momenti di difficoltà, chiudendo 6-3 e completando una rimonta che racconta soprattutto solidità mentale.

È il classico match “alla Gauff”: non sempre perfetta all’inizio, ma capace di ribaltare inerzia e punteggio quando il livello si alza.

Imbattuta nel 2026 in singolare

Guardando al complesso di questo inizio di stagione, Gauff presenta numeri impressionanti:

  • vittorie pesanti alla United Cup, contro Iga Świątek (6-4 6-2) e Maria Sakkari (6-3 6-2), risultati che hanno rafforzato la sua candidatura tra le favorite stagionali;
  • tre successi di fila agli Australian Open senza perdere set fino al match con Baptiste;
  • una striscia di vittorie consecutive che la vede imbattuta nel 2026 in singolare fino a questo momento.

Anche il servizio, storicamente un fondamentale un po’ discontinuo, sembra migliorato: diversi analisti, compreso l’ex coach di Serena Williams, hanno fatto notare un cambiamento positivo nella meccanica e nella percentuale di prime in campo.

Gauff ha già in bacheca due Slam (US Open 2024 e Roland Garros 2025) e cerca a Melbourne il primo successo agli Australian Open.

Per riuscirci, dovrà:

  • mantenere alta la qualità del servizio, evitando i passaggi a vuoto visti a tratti contro Baptiste;
  • gestire meglio le fasi iniziali dei match, per non ritrovarsi troppo spesso a rincorrere;
  • confermare la solidità mentale mostrata nei punti pesanti, che è il vero marchio di fabbrica della sua crescita.

Il quadro del torneo la vede in una parte di tabellone molto competitiva, con possibili incroci contro altre big nei quarti o in semifinale. Ma la sensazione generale, condivisa da molti commentatori, è che Coco sia oggi più matura, più consapevole e più completa rispetto alle sue precedenti campagne australiane.

 
 
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