Lo spumante scorre negli spogliatoi di casa: il Real Bedford festeggia il terzo titolo di fila con in panchina Rob Sinclair e la promozione a fine stagione. A catalizzare l’attenzione, però, sono i due gemelli alti e identici che spruzzano bottiglie: “Wink-le-voss! Wink-le-voss!” cantano i giocatori, appena approdati nel settimo livello del calcio inglese.
Si tratta di Cameron e Tyler Winklevoss, imprenditori miliardari noti per la causa con Mark Zuckerberg sulla paternità di Facebook e per l’investimento da 65 milioni di dollari poi riversato su Bitcoin. Quando il podcaster Peter McCormack — bedfordshire doc, circa 80 km a nord di Londra — li contatta per sostenere il club della sua città, i due conoscono poco dell’intrico dei campionati non-League inglesi, dalla Premier fino ai tornei regionali. Avevano però già sponsorizzato il suo show “What Bitcoin Did” e restano colpiti dal progetto: far scalare una società dai bassifondi del sistema fino alla Football League (i tre livelli sotto la Premier), investendo nella struttura e rafforzando gradualmente la rosa. A febbraio formalizzano un impegno da 4,5 milioni di dollari in Bitcoin.
La scintilla definitiva scatta ad aprile, quando atterrano in jet privato per la gara che vale il titolo nel girone Southern League Division One Central contro il Kings Langley: davanti a circa 1.500 persone, il Real sale dall’ottavo al settimo livello. Da quel momento i gemelli non si staccano più dal progetto e alzano l’asticella: Premier League? Perché no.

Un’ascesa lampo e paragoni illustri
Con McCormack al timone, il Real è oggi a tre promozioni dall’ingresso tra i professionisti della Football League. Inevitabile il paragone con il Wrexham di Ryan Reynolds e Rob McElhenney, capace di tre salti di categoria fino alla Championship. McCormack sognava “solo” la Football League; i Winklevoss immaginano la massima serie come obiettivo non fantascientifico.
L’approccio “non convenzionale” del club suscita scetticismo. Bitcoin divide: è decentralizzato, non regolato, anonimo nelle transazioni; per qualcuno un terreno fertile per attività illecite. Lo stesso McCormack ha raccontato di essersi avvicinato alla criptovaluta in un periodo difficile (tra cocaina e problemi familiari), poi superato, continuando a investire fino a costruire un patrimonio. Intanto, nell’ecosistema locale, il Real insidia la supremazia storica del Bedford Town (fondato nel 1908), da sempre “il club” della città.
Due stadi, un vialetto, nessun matrimonio
Il Ledger Stadium del Real è a pochi passi dal campo del Bedford Town — letteralmente: uscendo dagli spogliatoi, il rettangolo dei vicini è “più vicino” del proprio, separato solo da una fila di alberi. Con una tale prossimità, una fusione sembrerebbe logica; in realtà, nulla da fare. McCormack racconta di aver provato ad acquistare il Town anni fa e di aver proposto un’unione nella scorsa stagione, respinta dai tifosi storici per ragioni identitarie. Così ognuno prosegue per la sua strada: il Town, modello tradizionale e media spettatori ~860 a The Eyrie, ha investito quasi 1 milione di sterline in un campo artificiale omologato UEFA e lancia la propria academy; oggi è in National League North (sesto livello) e mira a consolidarsi. Dall’altra parte, il Real corre e punta in alto.

“Andiamo in Premier?” — come nasce un obiettivo folle
“Ho spiegato ai gemelli la struttura del calcio inglese e l’idea di portare il club in Football League”, ricorda McCormack. “Uno di loro ha ribattuto: ‘Perché non la Premier?’. Ho risposto: ‘Va bene’. Mi hanno preso per pazzo. Ma dopo tre promozioni siamo a un terzo dell’opera. Se ne arrivano altre tre in sette anni, la Football League è alla portata nel giro di dieci”. Da allora si sentono quasi ogni settimana: “Sono sempre sul pezzo”.
Per capire da dove partono: prima del rebranding “Real Bedford” — nome ispirato alla logica “global brand” di Inter Miami — il club, tra le dieci serie della piramide, attirava poche decine di spettatori.
Il marchio “Bitcoin Club” e i conti
McCormack rivendica l’etichetta: “Siamo il Bitcoin Club”. Il finanziamento quotidiano resta in sterline (sponsor locali, botteghino), ma la narrazione crypto ha portato sponsor di maglia per 500.000 £ in 5 anni, un record per un club fuori dalla Football League. Il chairman detiene il 53,5%, i Winklevoss il 45%. Oltre all’accordo con Gemini pagato interamente in Bitcoin, il merchandising ha superato le 300.000 £, complice un brand d’impatto — teschio e tibie incrociate, idea nata dopo una visita ai Raiders NFL — molto gradito al pubblico USA (c’è chi vola in UK per vedere una partita).
Il tocco “americano” si sente pure in gara: ingressi sulle note di Enter Sandman e AC/DC, playlist curata dallo stesso McCormack. È un affare di famiglia: il fratello Neil è segretario, il padre Gerry magazziniere, il figlio Conor vice-chairman.
Sul piano economico, la scorsa stagione il club ha fatturato 640.000 £ e speso 1,3 milioni (budget raddoppiato e investimenti infrastrutturali). Quest’anno il passivo potrebbe salire fino a 900.000 £, ma il chairman sottolinea che la rivalutazione delle posizioni in Bitcoin rafforza il quadro: “Abbiamo convertito 3,6 milioni di sterline in BTC; oggi valgono oltre 6 milioni e ne abbiamo anche spesi. Per ora, scelta sensata”. Resta il tema della nuova casa: per scalare davvero, servirà un impianto proprio, non in affitto dal Comune.
Bedford Town: “Sostenibilità prima di tutto”
Dall’altra parte della carreggiata, il sentiment è freddo. I tifosi del Town non hanno gradito l’idea di fusione: “Meglio rimanere noi”, dicono. Il club ammette di “boxare una categoria sopra”, ma preferisce crescere senza “grandi investitori”, facendo leva sulla comunità e sulla storia in FA Cup (hanno sfidato anche Arsenal, Newcastle, Everton).
Tra i supporter c’è chi teme che il Real “cambi l’ordine naturale” locale. “Non ci scalderemo mai molto a loro”, sintetizza un rappresentante della tifoseria: “Peter McCormack FC ha tanti soldi e parla tanto di ambizione. Noi pensiamo a Bedford Town: successo sì, ma non a scapito della sostenibilità”.
Classifica, obiettivi e orizzonte
In Southern League Premier Central il Real naviga nelle zone alte (terzo posto dopo la vittoria a Stamford: significherebbe play-off promozione). McCormack resta convinto: “Non è se, è quando. Piano da sei promozioni in dieci anni: tre sono già arrivate in tre stagioni; le altre tre sono possibili. Poi… si vedrà”.
L’ex proprietario Lui La Mura, inizialmente scettico, ora è ottimista: “La Premier forse è un sogno, ma la Football League è realistica”. Intanto, il derby cittadino promette un’altra puntata: non è escluso che il Real giochi nella stessa divisione del Town già dalla prossima stagione, con la rivalità pronta a impennarsi.
