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All’Unipol Forum l’Hapoel IBI Tel Aviv passa con autorità 105–83 sulla EA7 Emporio Armani Milano. Partita in equilibrio nel primo quarto (25–25), poi allungo progressivo degli ospiti: +4 all’intervallo, break nel terzo periodo e chiusura in controllo. La scheda ufficiale EuroLeague riporta parziali (25–25; 20–24; 19–27; 19–29), top performer e valutazioni; in Italia il finale è ripreso da Eurosport, che parla di “ko pesantissimo” nella ripresa.

Cosa ha funzionato per Hapoel e dove Milano ha perso la gara

La differenza sta nella qualità del possesso dopo la pausa lunga: l’Hapoel ha mosso palla con continuità, scegliendo linee interne quando l’EA7 provava a togliere il perimetro, e colpendo in extra-pass quando Milano proteggeva l’area. Il box ufficiale evidenzia un vantaggio netto in efficienza offensiva (rating e % effettiva), unito a rimbalzi più “puliti” e meno palle perse nella fase calda. L’incremento di 16 punti combinato tra terzo e quarto periodo racconta la tenuta mentale degli israeliani e la difficoltà dell’Armani nel ricucire quando il ritmo si è alzato.

I nomi e i momenti-chiave

Tra gli ospiti spiccano Elijah Bryant e Leandro Bolmaro per impatto complessivo (playmaking e finalizzazioni). Proprio la capacità di alternare pick-and-roll centrale e hand-off laterali ha messo in crisi le letture difensive milanesi: tagli sul lato debole e seconde opportunità hanno generato il solco. Dalla parte EA7, buoni strappi individuali non sono bastati per evitare l’inerzia contraria: la squadra ha faticato a reggere fisicamente e a “regolare” la transizione difensiva dopo errori al tiro. I referti ufficiali e la cronaca serale coincidono su protagonisti e andamento.

L’injury report della vigilia e quanto ha inciso

La nota pre-gara pubblicata da Olimpia ricordava diverse assenze in casa Hapoel (Lorenzo Brown, Josh Nebo, Ousmane Diop, Nate Sestina out; Bolmaro e LeDay in dubbio), ma la profondità del roster di Tel Aviv ha retto benissimo l’urto. Paradossalmente, lo staff di Danny Franco ha trovato rotazioni “corte ma chiare”, mentre Milano non è riuscita a trasformare i mismatch temporanei in vantaggio stabile.

Cosa significa per la classifica e cosa deve cambiare

Per Milano è uno stop pesante anche in ottica differenza canestri. Le priorità: contenere la penetrazione da palleggio sul lato forte, togliere linee di passaggio ai tagli dorsali e sporcare di più il rimbalzo difensivo nei minuti di break avversario. In attacco servirà più verticalità (roll profondo) per evitare di “morire” a metà area con jumper contestati. Il calendario ravvicinato non concede molto tempo: l’appoggio sui dati EuroLeague sarà il punto di partenza per riallineare le coperture e rimettere energia nelle gambe.

 
 
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