Il ritiro prima di De Minaur
Alexander Blockx ha lasciato il Roland Garros senza poter giocare la partita che avrebbe misurato davvero il suo nuovo status. Il belga, numero 37 del ranking ATP secondo la scheda ufficiale del torneo, si è ritirato prima del secondo turno contro Alex De Minaur per un problema alla caviglia, lasciando all’australiano l’accesso diretto al terzo turno. L’annuncio è arrivato dal torneo e dall’ATP, che hanno confermato il forfait nella giornata di martedì.
Il dettaglio è pesante perché Blockx era arrivato a Parigi da uno dei profili più interessanti della nuova generazione. Non era più soltanto l’ex campione junior dell’Australian Open 2023 o il prospetto belga da seguire: era diventato un giocatore già entrato stabilmente nella conversazione ATP, reduce da una primavera che lo aveva portato a ridosso dei primi 30 al mondo e al ruolo di numero uno del tennis belga.
La vittoria al primo turno e la sensazione di occasione persa
Il Roland Garros di Blockx era cominciato bene. Al primo turno aveva battuto Chak Lam Coleman Wong in tre set, 6-3 6-4 6-2, mostrando solidità e autorità in una partita che poteva nascondere insidie. Il successo gli aveva aperto un secondo turno di grande fascino contro De Minaur, ottava testa di serie e giocatore abituato a logorare gli avversari con ritmo, gambe e continuità.
Il ritiro cancella quindi un test importante. Contro De Minaur, Blockx avrebbe potuto capire quanto il suo tennis fosse già pronto per reggere un top player in uno Slam al meglio dei cinque set. Non sarebbe stata una partita semplice, ma era esattamente il tipo di sfida che serve a un giovane in ascesa: campo grande, avversario di livello, pressione mediatica e possibilità di misurarsi con una delle migliori difese del circuito.
La caviglia e la fragilità dei grandi tornei
Secondo TennisTemple e Tennis Australia, il ritiro è legato a una distorsione alla caviglia destra rimediata in allenamento. È uno di quei dettagli che rendono crudele il tennis: mesi di lavoro, ranking costruito, tabellone aperto e poi un problema fisico fuori dalla partita vera.
Negli Slam la salute pesa quanto il talento. Un giocatore può arrivare in condizione, avere un primo turno positivo e sentirsi pronto per alzare il livello; poi basta un appoggio sbagliato, una scivolata, un movimento laterale fuori asse per cambiare tutto. Sulla terra di Parigi, dove gli scambi sono più lunghi e le scivolate continue, una caviglia non stabile diventa un rischio troppo grande.
Il 2026 della svolta: da promessa a realtà ATP
La delusione parigina non cancella il salto compiuto da Blockx nel 2026. L’ATP lo aveva inserito tra i giocatori in grande crescita dopo la semifinale al Masters 1000 di Madrid, risultato che gli aveva permesso di entrare in top 40. In Spagna aveva battuto avversari di peso, compreso Casper Ruud, e aveva confermato di poter produrre tennis competitivo anche sulla terra battuta.
Il suo profilo è moderno: 1,93 metri, servizio pesante, buona mobilità per la struttura fisica e capacità di colpire forte da fondo senza essere soltanto un giocatore da campi rapidi. A 21 anni, Blockx ha già un ranking che lo obbliga a cambiare mentalità. Non è più l’outsider che entra nei tabelloni per imparare; è un giocatore che deve iniziare a difendere risultati, gestire aspettative e trasformare i picchi in continuità.
Il tennis belga cercava un nuovo riferimento
Il Belgio maschile ha vissuto stagioni importanti con David Goffin, ma negli ultimi anni cercava un nuovo volto capace di riportare entusiasmo. Blockx, anche per età e percorso junior, rappresenta questa possibilità. Il suo ingresso nella top 40 ha creato attese legittime, perché arriva in un momento in cui il circuito è pieno di ventenni già competitivi e ogni salto di ranking può cambiare rapidamente la carriera.
Essere il numero uno belga a 21 anni è un riconoscimento, ma anche un peso. Significa diventare il riferimento di un movimento nazionale, rispondere a più richieste, affrontare più attenzione e imparare a proteggere il proprio corpo in una stagione sempre più lunga.
De Minaur avanza, Blockx deve pensare al recupero
Il tabellone, intanto, va avanti. De Minaur approda al terzo turno senza giocare, un vantaggio fisico non secondario in uno Slam. Per Blockx, invece, la priorità diventa capire l’entità del problema e recuperare senza fretta. Il calendario passerà presto dall’erba, superficie che può offrirgli opportunità ma che richiede stabilità negli appoggi, reattività e continui cambi di direzione.
La tentazione di rientrare subito sarà forte, soprattutto per un giocatore in ascesa. Ma la gestione sarà decisiva. Un problema alla caviglia sottovalutato può trasformarsi in una lunga serie di compensazioni e fastidi, compromettendo non solo un torneo ma una fase intera della stagione.
Un inciampo, non una frenata definitiva
Il Roland Garros 2026 di Blockx finisce con un’immagine incompiuta: una vittoria convincente al primo turno, poi il forfait prima del vero banco di prova. È una chiusura amara, ma non ridimensiona ciò che il belga ha costruito. Anzi, dimostra quanto il suo nome sia già entrato in una dimensione diversa: il suo ritiro fa notizia perché il circuito si aspettava di vederlo misurarsi con De Minaur.
Blockx riparte da qui. Dal fastidio di un’occasione persa, ma anche dalla consapevolezza di essere ormai dentro il tennis che conta. La top 40 non è un punto d’arrivo. È la porta d’ingresso verso un’altra carriera, più dura e più esigente. Parigi gli ha tolto una partita importante; il resto della stagione dirà se sarà soltanto una parentesi o il primo vero esame di maturità.
