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Dopo le polemiche di Pechino e il ritiro nei quarti, Lorenzo Musetti riparte al Rolex Shanghai Masters con un convincente 6–4 6–0 su Francisco Comesaña. Terzo turno centrato; obiettivo: continuità sul cemento cinese.

lorenzo musetti
© olympics.com

La risposta che serviva: Musetti ha battuto Comesaña in due set (6–4 6–0) al secondo turno del Masters 1000 di Shanghai, qualificandosi al terzo turno con una prova pulita e in crescendo. L’azzurro ha messo in campo esecuzione tecnica e lucidità tattica: primo set gestito di esperienza, secondo in “modalità bulldozer” con parziale di sei giochi filati. Un modo chiaro per cambiare il racconto dopo il finale amaro di Pechino, dove il ritiro contro Learner Tien era stato accompagnato da fischi e da una coda mediatica legata a una frase infelice verso parte del pubblico, poi ritrattata e corretta con delle scuse pubbliche.

Cronaca del match: controllo, poi fuga

Nel primo set Musetti ha rotto l’equilibrio nel momento giusto: servizio preciso sulle traiettorie esterne per togliere tempo alla risposta di Comesaña e tanta attenzione sul primo colpo dopo la battuta (il suo “serve+1” è stato il grimaldello per aprire il campo). Sullo scambio, l’italiano ha alternato il rovescio in diagonale corto al lungolinea sorpresa, mossa che ha incrinato la posizione del rivale argentino. Chiuso 6–4, il secondo parziale è stato una dimostrazione di dominio: percentuali alte con la prima, qualità in risposta sulle seconde centrali di Comesaña e nastro del ritmo sempre dalla parte di Musetti. Lo score ufficiale live del circuito e i principali tracker confermano il 6–4 6–0 in 1h10’ circa.

Perché questa vittoria conta (anche più del punteggio)

C’è un tema sportivo e uno narrativo. Sul piano tecnico, la partita dice che Musetti ha ritrovato profondità costante dal lato del rovescio e un impatto più aggressivo con il dritto, soprattutto quando può entrare col piede sinistro nel campo. In risposta, ha scelto spesso il blocco profondo per “sporcare” la catena servizio–dritto di Comesaña, togliendogli comfort. Sul piano del racconto, Shanghai è il luogo giusto per voltare pagina: si torna a parlare di tennis giocato dopo giorni in cui l’attenzione era scivolata su altro. Le scuse pubbliche — “parole sbagliate dette in un momento di stress, non riferite al popolo cinese” — hanno rimesso i confini; la miglior replica, oggi, è stata il campo

Dalla Cina alla Cina: cosa resta di Pechino

A Pechino l’azzurro si era fermato nei quarti contro Tien, lasciando il campo tra i boos dopo il ritiro per un fastidio fisico. Al netto dell’episodio, la coda asiatica del suo 2025 resta positiva: la settimana prima a Chengdu aveva perso una finale tiratissima con Tabilo (due match point falliti), confermando una base di rendimento in crescita nell’ultimo mese. Questi tasselli servono ad alimentare fiducia e punti in una fase del calendario (Shanghai → Tokyo/Basilea → Parigi-Bercy) che spesso pesa sulla classifica di fine anno.

Cosa aspettarsi al terzo turno

Il draw ATP posiziona Musetti nella parte nobile del tabellone; il terzo turno promette un avversario più pesante (possibile incrocio con teste di serie della sua sezione). Le chiavi resteranno tre:

  1. >65% di prime per proteggere il game di battuta e aprire il “serve+1”;
  2. Rovescio lungolinea come arma di sbocco quando l’avversario alza il traffico sulla diagonale;
  3. Gestione dei punti pesanti: il Musetti visto oggi ha scelto tempi e rischi meglio del solito, e questa è forse la miglior notizia in vista di un salto di livello competitivo.
    Per orari e accoppiamenti, la pagina ufficiale ATP di Shanghai tiene aggiornati daily schedule e tabellone in tempo reale.

Obiettivi e calendario

Le polemiche di Pechino hanno avuto una soluzione corretta: scuse e ritorno al tennis. Da qui a fine tour asiatico l’obiettivo è capitalizzare: una seconda settimana a Shanghai varrebbe tantissimo in chiave seeding per gli indoor europei e come messaggio competitivo. Il gioco, oggi, dice che il peso di palla è tornato e che la regia tattica è più matura: meno esitazioni in uscita dal servizio, più coraggio a prendere la linea coi colpi piatti e un uso mirato dell’approccio quando l’avversario difende corto. In sintesi: Musetti ha riacceso il motore, ora deve tenerlo alto di giri.

 
 
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