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La campionessa olimpica australiana Ariarne Titmus, a soli 25 anni, ha annunciato il ritiro dalle competizioni. L’oro di Tokyo e Parigi, la rivalità con Katie Ledecky e i record mondiali resteranno tra le pagine più iconiche del nuoto moderno.

Ariarne Titmus
© BBC

Una decisione che chiude un’era. Con un post sui suoi profili social e una conferenza stampa a Brisbane, Ariarne Titmus ha annunciato il ritiro ufficiale dal nuoto agonistico. «Ho sentito che il mio corpo e la mia mente avevano bisogno di una pausa definitiva. Ho dato tutto, è il momento di vivere anche fuori dall’acqua», ha dichiarato la due volte campionessa olimpica.

La notizia, riportata da ABC Australia, Reuters e Swimming World, è arrivata poco dopo la sua assenza ai campionati nazionali di fine stagione. Titmus lascia dopo aver vinto 5 ori olimpici, 8 titoli mondiali e aver stabilito 2 record del mondo ancora imbattuti (200 e 400 stile libero).

Dalla Tasmania alla leggenda

Classe 2000, Titmus è diventata simbolo di una generazione di nuotatrici che hanno riportato l’Australia al vertice del nuoto femminile mondiale. Il suo duello con Katie Ledecky ha acceso due Olimpiadi consecutive: Tokyo 2021 (oro nei 200 e 400 sl) e Parigi 2024 (oro 200, argento 400). La gara del 2024 — chiusa in 1:52.23, record mondiale — è già entrata nella storia come la migliore prova su 200 sl mai registrata.

Le parole del suo coach, Dean Boxall

«Ariarne ha riscritto i limiti della velocità di mezzo fondo — ha detto il suo allenatore, visibilmente emozionato — ma soprattutto ha insegnato cosa significa lavorare ogni giorno per la perfezione».

Titmus resterà nel mondo dello sport: ha confermato che seguirà progetti di educazione giovanile e promozione del nuoto nelle scuole australiane.

L’eredità sportiva

Con i suoi successi, Ariarne ha ispirato una nuova generazione di nuotatrici australiane, da Mollie O’Callaghan a Shayna Jack. I record stabiliti tra 2023 e 2024 restano i tempi da battere:

  • 200 sl: 1:52.23 (record mondiale, Trials 2024)
  • 400 sl: 3:55.38 (record mondiale, Mondiali Fukuoka 2023)

L’Australia perde una campionessa, ma guadagna un modello.

 
 
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