Una Sprint da dimenticare per Toprak
Il ritorno della MotoGP dopo la pausa estiva si è trasformato in un sabato particolarmente complicato per Toprak Razgatlioglu. Il pilota turco della Prima Pramac Yamaha ha concluso la Sprint del Gran Premio di Gran Bretagna in ventesima posizione, ultimo tra i piloti arrivati al traguardo, accumulando 34,332 secondi di ritardo dal vincitore Jorge Martin.
Un risultato ancora più pesante considerando la breve distanza della gara: appena dieci giri. Razgatlioglu era partito ventiduesimo dopo una qualifica chiusa in 1’58″590 e, almeno nelle prime tornate, era riuscito a mantenere un ritmo relativamente vicino al gruppo davanti. Poi qualcosa è cambiato drasticamente.
Il tre volte campione del mondo Superbike ha indicato nella gomma posteriore il principale problema. Con il passare dei giri il grip è crollato in maniera molto più evidente rispetto agli altri piloti che avevano scelto la stessa mescola soft. Razgatlioglu ha raccontato di essere rimasto particolarmente sorpreso perché le sensazioni iniziali non lasciavano prevedere un deterioramento così drastico.
Il crollo dopo quattro o cinque giri
Il problema è emerso soprattutto nella seconda metà della Sprint. Secondo quanto spiegato dallo stesso Toprak, dopo quattro o cinque giri la gomma posteriore ha cominciato a perdere prestazione in maniera anomala, compromettendo sia l’ingresso in curva sia la possibilità di inclinare normalmente la Yamaha.
Il dato più significativo riguarda i tempi sul giro: nella fase conclusiva Razgatlioglu girava oltre quattro secondi più lentamente rispetto al proprio miglior passaggio della gara. L’ultimo giro è stato completato in circa 2’04”, un ritmo incompatibile con quello necessario per rimanere agganciato al gruppo della MotoGP.
Il pilota e il proprio capotecnico hanno immediatamente analizzato i dati per cercare una spiegazione. Tutti i piloti che utilizzavano la soft hanno accusato un certo deterioramento, ma nel caso della Yamaha numero 7 il fenomeno è stato molto più marcato.
Miller con la media ha fatto molto meglio
Il confronto più interessante arriva direttamente dall’altro lato del box Pramac.
Jack Miller ha scelto la gomma media al posteriore e ha terminato la Sprint al tredicesimo posto, con quasi venti secondi di vantaggio sul compagno. L’australiano aveva già verificato durante le prove che la soft tendeva a deteriorarsi rapidamente e ha deciso di evitare quella soluzione per la gara breve.
Razgatlioglu aveva invece raccolto indicazioni differenti durante le prove. Utilizzando la soft per alcuni giri aveva percepito dello spin, ma non un crollo paragonabile a quello verificatosi durante la Sprint. È proprio questa differenza tra simulazione e gara ad avere generato i maggiori interrogativi nel box.
La scelta della gomma non spiega quindi completamente il distacco. La Yamaha deve capire perché la moto di Toprak abbia stressato il posteriore in maniera tanto significativa.
La difficoltà di adattare lo stile Superbike alla MotoGP
L’episodio di Silverstone si inserisce nel percorso di adattamento che Razgatlioglu sta affrontando durante la sua prima stagione nella classe regina.
Toprak è arrivato in MotoGP nel 2026 dopo aver conquistato il terzo titolo mondiale Superbike nel 2025. Prima del passaggio alla Pramac Yamaha era diventato uno dei piloti più rappresentativi della storia recente del WorldSBK, vincendo il Mondiale nel 2021 e poi due campionati consecutivi con BMW nel 2024 e 2025.
Il cambio di categoria, però, ha richiesto una profonda trasformazione dello stile di guida. Pneumatici, prototipi, aerodinamica e comportamento della moto in frenata differiscono notevolmente rispetto alle derivate di serie.
Razgatlioglu ha costruito parte della propria fama sulle staccate estremamente aggressive e sulla capacità di controllare la moto durante trasferimenti di carico molto violenti. In MotoGP deve adattare queste caratteristiche a una Yamaha che richiede una gestione differente, soprattutto nella fase di percorrenza e nella conservazione del grip posteriore.
La crescita prima della pausa estiva
Il sabato britannico non cancella i progressi mostrati nelle gare precedenti.
Alla vigilia di Silverstone, la stessa MotoGP aveva sottolineato la crescita del rookie turco. Dopo un precampionato molto difficile, Razgatlioglu era arrivato fino all’undicesimo posto nel GP d’Ungheria al Balaton Park e in due occasioni aveva chiuso un weekend come miglior pilota Yamaha, eguagliando Miller sotto questo specifico dato.
La gara del Balaton aveva rappresentato uno dei segnali migliori della stagione. Toprak aveva terminato immediatamente fuori dalla top ten, mostrando una capacità crescente di mantenere il ritmo su tutta la distanza.
Anche al Sachsenring aveva conquistato punti, confermando che il processo di adattamento stava iniziando a produrre risultati più regolari.
Silverstone rappresenta quindi un passo indietro, ma soprattutto un problema tecnico da comprendere.
Oggi il GP: la media può cambiare la situazione
La gara lunga del Gran Premio di Gran Bretagna è in programma oggi, domenica 9 agosto, alle ore 14 italiane. Razgatlioglu partirà nuovamente dalla ventiduesima posizione.
Per i venti giri del GP la gomma media posteriore è considerata una soluzione molto più probabile. Lo stesso Razgatlioglu ha spiegato che, indipendentemente dalla mescola, sarà comunque necessario trovare un miglioramento perché il problema principale resta il grip al posteriore.
La scelta utilizzata da Miller nella Sprint fornisce almeno una base di lavoro. L’australiano è riuscito a mantenere un rendimento più stabile e il suo set di dati può aiutare il box Pramac a individuare una direzione.
Da campione dominante a rookie costretto a imparare
La prima stagione di Toprak in MotoGP racconta bene quanto sia difficile il passaggio dalla Superbike ai prototipi.
Nel WorldSBK era il riferimento assoluto. Nel 2025 aveva lasciato la categoria conquistando il terzo titolo mondiale e arrivando in MotoGP con aspettative enormi.
Qui la situazione è completamente differente. Deve imparare circuiti, pneumatici Michelin e comportamento della Yamaha mentre contemporaneamente compete contro piloti che conoscono queste moto da molti anni.
Anche la M1 è inserita in un percorso tecnico complesso. Di conseguenza, distinguere i limiti del rookie da quelli della moto non è sempre semplice.
Silverstone diventa un nuovo esame
La ventesima posizione della Sprint non rappresenta il risultato che Razgatlioglu immaginava alla ripresa del Mondiale.
Il dato preoccupante non è tanto essere arrivato ultimo quanto aver perso oltre trenta secondi in appena dieci giri dopo un deterioramento della gomma che il pilota stesso considera anomalo.
La gara lunga offrirà però immediatamente un’altra possibilità.
Pramac e Yamaha hanno i dati di Miller, possono cambiare mescola e possono intervenire sul setup. Toprak, invece, dovrà continuare il lavoro che accompagna tutta la sua stagione: capire una MotoGP che non permette di utilizzare automaticamente le armi che lo avevano reso praticamente imbattibile in Superbike.
Silverstone può diventare un altro weekend difficile oppure un passaggio importante nel suo processo di apprendimento. La risposta arriverà nei venti giri del Gran Premio.
