Una multa da 30 milioni di dollari, cinque prime scelte al Draft cancellate, Steve Ballmer sospeso per un anno e Kawhi Leonard personalmente sanzionato per 700.000 dollari. Il 2 settembre la NBA ha chiuso la propria indagine sui Los Angeles Clippers annunciando una delle punizioni più pesanti mai inflitte a una franchigia per violazioni delle regole sul salary cap. E proprio mentre il caso sembra raggiungere il punto più duro, si riapre definitivamente la strada che può riportare Leonard ai Toronto Raptors.
La vicenda ruota intorno a compensi extra-campo ricevuti dal giocatore attraverso aziende che avevano rapporti commerciali con i Clippers.
L’indagine indipendente affidata allo studio Wachtell, Lipton, Rosen & Katz ha concluso che la società abbia violato le norme contro l’elusione del tetto salariale attraverso una serie di operazioni che avrebbero prodotto vantaggi economici per Leonard al di fuori del normale contratto NBA.
Le conseguenze sono enormi.
Cosa ha stabilito l’indagine NBA
Il comunicato ufficiale della lega entra nel dettaglio.
Secondo l’indagine, i Clippers avrebbero creato opportunità di guadagno extra-campo tra Leonard e quattro aziende che lavoravano con la franchigia: Aspiration Partners, Boingo Wireless, Daktronics e Lockton Insurance.
La società avrebbe inoltre facilitato accordi di sponsorizzazione, incentivato le aziende a concluderli attraverso rapporti commerciali con il club, coperto alcune spese personali di Leonard e dei suoi rappresentanti e omesso di segnalare richieste improprie formulate per conto del giocatore.
Sul fronte Leonard, la NBA attribuisce una responsabilità anche all’attività svolta dall’allora business manager e zio Dennis Robertson.
Secondo la lega, Robertson avrebbe esercitato pressioni sui Clippers affinché aiutassero il giocatore a ottenere opportunità economiche extra-campo e Leonard avrebbe beneficiato di tali accordi.
È su questa base che la NBA ha deciso di intervenire.
Cinque prime scelte tolte ai Clippers
La sanzione più devastante sul lungo periodo riguarda il Draft.
I Clippers perderanno la propria scelta al primo giro in ciascuno dei Draft dal 2029 al 2033.
Cinque prime scelte consecutive.
È una penalità che può modificare il futuro della franchigia per quasi un decennio.
Nel sistema NBA le prime scelte rappresentano infatti non soltanto la possibilità di acquisire giovani talenti, ma anche una delle principali monete di scambio per costruire operazioni di mercato.
Perdere cinque asset di questo livello significa ridurre drasticamente la flessibilità della dirigenza.
A questo si aggiunge la multa da 30 milioni di dollari.
Ballmer sospeso per un anno
La NBA ha colpito direttamente anche la proprietà.
Steve Ballmer è stato sospeso da tutte le attività legate alla lega e alla squadra per un anno.
Secondo il rapporto, avrebbe consapevolmente cercato di aiutare Leonard a ottenere opportunità economiche extra-campo e avrebbe approvato operazioni commerciali collegate agli accordi contestati.
Non è l’unico dirigente coinvolto.
La presidente delle operazioni commerciali Gillian Zucker è stata sospesa senza stipendio per un anno.
Lawrence Frank, presidente delle basketball operations, ha ricevuto invece una sospensione di sei mesi.
L’intera organizzazione Clippers sarà inoltre sottoposta a un programma di monitoraggio e controllo NBA per cinque anni.
Leonard paga 700.000 dollari
Kawhi non è rimasto fuori dal provvedimento.
La NBA gli ha imposto il pagamento di 700.000 dollari, mentre Dennis Robertson è stato bandito per cinque anni da qualsiasi attività di rappresentanza o rapporto professionale con squadre e strutture NBA.
Leonard ha sostenuto di non essere stato a conoscenza delle irregolarità compiute dalle persone che gestivano alcuni aspetti del suo business e ha espresso rammarico per le conseguenze della vicenda.
La questione regolamentare, però, per la lega è chiusa.
Nel comunicato ufficiale si precisa che NBA e NBPA hanno raggiunto un accordo che rende le sanzioni finali e vincolanti.
I Clippers hanno contestato pubblicamente le conclusioni dell’indagine, ma il quadro disciplinare stabilito dalla lega rimane quello annunciato il 2 settembre.
Il caso Aspiration
La vicenda era esplosa soprattutto intorno ad Aspiration, società ambientale successivamente fallita.
Leonard aveva un accordo di sponsorizzazione del valore complessivo indicato intorno ai 28 milioni di dollari.
Il problema non era l’esistenza di un contratto commerciale in sé.
Gli atleti NBA possono naturalmente firmare sponsorizzazioni.
La questione riguardava il legame economico tra l’azienda e Steve Ballmer e soprattutto l’ipotesi che il contratto servisse a garantire al giocatore una forma di compensazione aggiuntiva non conteggiata all’interno del salary cap.
L’indagine ha poi allargato l’attenzione ad altre aziende legate commercialmente ai Clippers.
Ed è proprio il quadro complessivo, non un singolo accordo, ad avere portato la NBA a parlare di un vero pattern di violazioni.
Ora può sbloccarsi il ritorno ai Raptors
L’altro grande capitolo riguarda Toronto.
Clippers e Raptors avevano già trovato un accordo a fine giugno per riportare Leonard nella squadra con cui conquistò il titolo NBA nel 2019.
L’operazione prevedeva il passaggio di Kawhi a Toronto in cambio di Brandon Ingram, Gradey Dick, prime scelte al Draft del 2031 e 2033, due seconde scelte e uno swap al primo giro nel 2027.
Il trasferimento venne però messo in pausa dalla NBA.
Il motivo era semplice: Toronto non voleva completare un’operazione senza sapere se Leonard sarebbe stato successivamente sospeso, se il contratto avrebbe subito conseguenze o se altre sanzioni avrebbero coinvolto direttamente il giocatore.
L’indagine ora è terminata.
Leonard non è stato sospeso e il suo contratto non è stato annullato.
Questo elimina il principale ostacolo alla trade, che secondo le informazioni più recenti dovrebbe essere completata nelle prossime giornate.
Il ritorno dove tutto cambiò
Toronto non sarebbe una destinazione qualsiasi.
Nel 2018 i Raptors acquisirono Leonard dai San Antonio Spurs in una delle trade più rischiose della loro storia.
Kawhi rimase in Canada soltanto una stagione.
Gli bastò.
Nel 2019 guidò Toronto al primo titolo NBA della propria storia e conquistò il premio di Finals MVP.
Il tiro sulla sirena contro Philadelphia in gara 7 delle semifinali di Conference è diventato una delle immagini simbolo del basket moderno.
Poi Leonard scelse Los Angeles.
Adesso, sette anni dopo, potrebbe tornare nella città nella quale ha vissuto il punto più alto della carriera.
Una stagione individuale ancora di alto livello
Il caso disciplinare rischia di far dimenticare un dettaglio.
A 35 anni Kawhi continua a produrre basket di livello altissimo.
Nell’ultima stagione ha chiuso con circa 28 punti, oltre sei rimbalzi e quasi quattro assist di media, confermando che quando il fisico gli permette continuità resta uno dei migliori giocatori offensivi della lega.
Toronto costruirebbe così un gruppo con Leonard, Scottie Barnes e Immanuel Quickley, provando a tornare immediatamente tra le squadre più competitive della Eastern Conference.
Fine dell’era Clippers
Se la trade verrà formalizzata, il 2 settembre resterà probabilmente la data che chiude definitivamente il ciclo Leonard-Clippers.
Il progetto era nato nel 2019 con aspettative enormi.
L’arrivo contemporaneo di Paul George avrebbe dovuto trasformare la franchigia di Los Angeles in una candidata stabile al titolo.
Non è mai successo.
Infortuni, eliminazioni playoff e continue difficoltà hanno impedito al gruppo di raggiungere le Finals.
Ora il finale assume una forma che nessuno avrebbe immaginato.
Non una semplice trade.
Uno scandalo regolamentare con conseguenze economiche e sportive destinate a durare anni.
Kawhi Leonard può tornare a Toronto. I Clippers, invece, dovranno convivere molto più a lungo con ciò che resta della sua esperienza a Los Angeles.
