Juliette Willmann è morta a 29 anni in una valanga in Patagonia, sul Cerro Crestón, nei pressi di El Chaltén, in Argentina. L’incidente è avvenuto martedì 29 settembre 2026 mentre la sciatrice francese praticava scialpinismo. Il marito, Pierre-Idris Mehdi, coinvolto nello stesso distacco, è stato soccorso vivo e accompagnato in una struttura sanitaria. L’identità dell’atleta è stata confermata dall’agenzia EFE attraverso il ministero della Sicurezza.
Willmann aveva gareggiato nel Freeride World Tour, raggiungendo il quarto posto nella classifica generale del 2021. Successivamente aveva rivolto la propria attività allo sci di alta montagna e ai progetti cinematografici. Il documentario Rise racconta proprio questo passaggio, dall’esperienza agonistica alla ricerca di nuovi itinerari sulle montagne di Chamonix.
La ricostruzione ufficiale dell’incidente
Il governo della provincia di Santa Cruz ha pubblicato una prima ricostruzione dell’intervento. Intorno alle 12:30 locali, un accompagnatore presente sul Cerro Crestón ha segnalato una valanga che aveva coinvolto due persone. È stato quindi organizzato un gruppo di soccorso con personale di Parques Nacionales, Commissione di soccorso di El Chaltén, Gendarmería e servizi sanitari.
Altri sciatori presenti nella zona hanno raggiunto per primi la coppia. Le manovre di rianimazione effettuate sulla donna, con assistenza medica via radio, non hanno avuto esito positivo. Il marito è stato ritrovato cosciente e successivamente trasferito per ricevere cure.
La comunicazione ufficiale precisa che le circostanze dell’accaduto e le lesioni responsabili della morte dovranno essere definite attraverso gli accertamenti. Non è quindi possibile attribuire responsabilità o indicare una causa precisa del distacco oltre quanto riportato dalle autorità.
Un intervento in una zona difficile da raggiungere
Il Cerro Crestón si trova nell’area del Lago del Desierto, vicino a El Chaltén. Il resoconto del Club Alpino Italiano descrive un settore di alta montagna distante diverse ore di cammino dalla strada di accesso.
Secondo la ricostruzione ripresa dal CAI, la valanga avrebbe trascinato i due sciatori lungo il pendio per circa quattrocento metri. La difficoltà di raggiungere la zona ha richiesto il coinvolgimento di più gruppi di intervento, tra gendarmeria, protezione civile e personale sanitario.
La stampa locale, riportando le informazioni del ministero della Sicurezza di Santa Cruz, colloca alle 16:58 l’arrivo sul posto dei soccorritori specializzati. Il recupero è proseguito lungo un sentiero di montagna fino alla strada provinciale 41; il trasferimento a El Chaltén è stato completato in serata. Sono elementi della cronologia dell’operazione, distinti dagli accertamenti ancora necessari sulle dinamiche dell’incidente.
Chi era Juliette Willmann
Juliette Willmann era originaria della valle dell’Ubaye, nelle Alpi francesi, e aveva successivamente costruito il proprio percorso sportivo a Chamonix. Nella biografia pubblicata dal suo partner Alpina, riferita agli anni della carriera agonistica, il primo legame con lo sci risale all’infanzia.
Prima del freeride aveva praticato sci alpino. La sua prima stagione completa nelle competizioni freeride, nel 2016, si era conclusa con il secondo posto nella graduatoria europea. Nel 2018 aveva poi ottenuto il risultato che le aveva aperto le porte del Freeride World Tour: il primo posto nel circuito di qualificazione.
L’esordio nel circuito maggiore era arrivato nel 2019, con il settimo posto nella classifica generale. Due anni dopo aveva chiuso quarta, uno dei riferimenti principali della sua carriera.
Il percorso documentato nel Freeride World Tour
Il profilo ufficiale del Freeride World Tour conserva i risultati di Willmann nella categoria Ski Women, nella quale rappresentava la Francia. La scheda permette di ricostruire anche la stagione 2022, successiva al quarto posto generale del 2021.
Tra i piazzamenti riportati figurano il quarto posto a Baqueira Beret e le partecipazioni alle tappe di Ordino Arcalís e Kicking Horse. L’archivio registra inoltre il quinto posto nella finale di qualificazione di Nendaz.
Questi dati documentano la sua presenza nei diversi appuntamenti del circuito internazionale. Consentono anche di descriverne il percorso attraverso risultati verificabili, senza attribuirle titoli mondiali che non emergono dalle fonti consultate. Willmann aveva raggiunto il livello del Freeride World Tour e ottenuto piazzamenti di rilievo; il quarto posto del 2021 resta il risultato di classifica generale richiamato dalle sue biografie.
Rise e il passaggio allo sci di alta montagna
Dopo la fase agonistica, Willmann aveva scelto di dedicarsi allo sci di pendii ripidi. Il documentario Rise, presentato da Outside nel gennaio 2024, segue l’apprendimento necessario per affrontare questo nuovo ambito.
Il film racconta le discese nella valle di Chamonix, il lavoro con la guida Pierre-Idris Mehdi e il confronto con paure e dubbi. Tra gli itinerari richiamati dalla presentazione figurano la parete nord dei Miages e il couloir Couturier all’Aiguille Verte.
Alla realizzazione avevano collaborato Fred Rousseau e Maxime Moulin. Il progetto era arrivato dopo altri lavori cinematografici, tra cui Making the Most of e Recipe, e aveva trovato spazio nei festival dedicati alla montagna. Il racconto di Rise amplia quindi il profilo dell’atleta oltre le classifiche: documenta una scelta sportiva e il processo con cui stava costruendo competenze differenti da quelle richieste dalle competizioni.
Il viaggio in Sud America
Nelle settimane precedenti l’incidente, Willmann e Mehdi stavano attraversando il Sud America in furgone, alternando attività in montagna e altre esperienze all’aperto. Outside riferisce che, nell’area di El Chaltén, avevano effettuato anche la salita e la discesa con gli sci del Cerro Madsen.
La Patagonia era dunque una tappa di un viaggio più ampio, raccontato attraverso fotografie e contenuti dedicati alle escursioni. La loro presenza sul Cerro Crestón il 29 settembre si inseriva in questo percorso.
