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Come era prevedibile, i club di serie A non hanno cambiato le loro strategie su una possibile ripresa del campionato: se le squadre non potranno tornare ad allenarsi entro il 16 maggio, per poi chiudere le finali playoff entro il 30 giugno, la stagione salterà definitivamente. Senza scudetto, promozioni o retrocessioni.

Insomma, in maniera ele- gante l’idea di Baraldi di gio- care a luglio è stata bocciata. L’ a.d. della Virtus Bologna, prima in classifica, proponeva non una Final Eight, ma un tabellone a 16 squadre con roster nuovi. La commissione incaricata di studiare le modalità per una eventuale ripartenza, composta da Milano, Brescia e Trento, dopo aver studiato il progetto ieri ha dato parere ne- gativo nel corso della riunione di Lega Basket avvenuta in videoconferenza.

MOTIVI. Il motivi del no sono dav- vero tanti. Ieri ne avevamo sottolineati solo alcuni: gli Usa hanno intimato agli americani all’estero di tornare in patria; i contratti dei giocatori scadono il 30 giugno, avrebbero dovuto essere allungati o stilati ex novo; l’e- guaglianza competitiva sarebbe clamorosamente venuta meno; la mancanza di aria condizionata in diversi impianti; l’incognita della risposta del pubblico in un periodo così drammatico per il nostro Paese.

A questi ieri se ne sono aggiunti altri. Ad esempio la riflessione sul fatto che, andando sul parquet a luglio, tra serie A, tornei preolimpici e Giochi da disputare nel 2021, gli atleti avrebbero vissuto una stagione di oltre 12 mesi…

Soprattutto, ieri il premier Conte ha confermato sino al 13 aprile «la sospensione di attività di allenamento collettive, onde evitare che i club impongano agli atleti sedute colletti- ve. Ovviamente gli stessi possono allenarsi a livello individuale». Conte ha aggiunto che non si può prevedere ora cosa accadrà il 14.

In sostanza, un passo in più verso la definitiva cancellazione dell’annata 2019-20. Ieri si era anche sparsa la voce che il Governo avesse deciso di dichiarare conclusi tutti i campionati, voce che non ha trovato conferma.

STRATEGIA. La Lega, come abbiamo spiegato nei giorni scorsi, vuole che sia il Governo a dichiarare la stagione conclusa, per evitare di andare al tavolo delle trattative con sponsor e Tv in posizione ancora più debole, dovendo concordare i tagli ai compensi già pattuiti.

Nel frattempo i club, si legge in un comunicato, «hanno dato mandato al presidente di proseguire le conversazioni con le associazioni di categoria, in particolare Giba (giocatori) e Usap (allenatori), per definire eventuali modifiche agli accordi in essere, alla luce della sospensione forzata della attività». Ovvero, si tratterà per definire una per- centuale sui tagli degli stipendi. Il che alla fine potrebbe persino portare le società, in presenza appunto di un accordo collettivo, a pagare parte degli stipendi anche agli stranieri fuggiti.

MALUMORE. Nel corso della riunione ci sono stati momenti non particolarmente sereni. Gandini, persona seria e competente, non ha gradito che, a differenza di quanto era stato concordato nelle riunioni precedenti, alcuni rappresentanti dei club negli ultimi giorni abbiano rilasciato interviste, anche con idee non in linea con quelle della Lega.

Così ha di nuovo chiesto a tutti di fare in modo che siano soltanto i comunicati ufficiali a parlare, per dare un segnale importante di unità.

 
 

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