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L’azzurra torna regina nei 100 metri T63 ai Mondiali World Para Athletics 2025 di New Delhi: oro in 14”39, davanti all’indonesiana Karisma Evi Tiarani (+0”26). Un titolo che cancella l’amarezza di Parigi 2024 e rilancia la corsa verso Los Angeles 2028.

Ambra Sabatini
© ELLE

Ambra Sabatini è di nuovo in cima al mondo. Nella finale dei 100 metri T63 ai Mondiali paralimpici di New Delhi 2025, l’azzurra ha dominato in 14”39, staccando nella seconda metà di gara la campionessa iridata in carica Karisma Evi Tiarani e chiudendo un cerchio aperto dodici mesi fa all’Olimpico di Parigi, quando una caduta a pochi metri dal traguardo le costò una medaglia che sembrava già in tasca. “Avevo bisogno di questa gara per ritrovare fiducia”, ha detto a caldo, con il sorriso largo di chi torna a sentirsi sé stessa. È un successo che conferma la leadership tecnica e mentale della sprinter toscana, capace di reagire alla delusione trasformandola in carburante.

La cronaca

La finale è stata una questione di accelerazione e tenuta. Sabatini è uscita bene dai blocchi, ha messo giù la protesi con il solito timing aggressivo e ha preso vantaggio intorno ai 40 metri, quando l’assetto si è stabilizzato e la frequenza di passo ha imposto un ritmo ingestibile per le rivali. Alle sue spalle Tiarani ha provato a rientrare, ma l’inerzia era tutta azzurra; Ndidikama Okoh (GBR) ha completato il podio con un arrivo in rimonta su un fazzoletto di centesimi. Il tempo non è lontano dai migliori standard di Ambra, che resta primatista mondiale della specialità con 13”98 (Parigi 2023): un riferimento che racconta il suo potenziale quando condizioni e salute sono al top.

Analisi: perché questa vittoria “pesa”

Il valore sportivo è chiaro, ma c’è di più. Primo: la dimensione psicologica. Rimettere la medaglia d’oro sul collo dopo l’errore di Parigi significa ricostruire l’autoefficacia nelle fasi calde, quelle in cui si vincono (o si perdono) titoli. Secondo: la conferma di una leadership tecnica che parte dai dettagli—la posizione dei blocchi, l’allineamento del busto nella transizione, il “contatto” della lama nei primi appoggi—e arriva alla capacità di sostenere l’ampiezza senza perdere frequenza oltre metà rettilineo. Terzo: l’effetto sul gruppo Italia, da sempre fortissimo sulle prove veloci: Ambra fa da traino per visibilità, ambizione e standard d’allenamento. L’oro di New Delhi ribadisce inoltre come, al netto di giornate storte, Sabatini resti il benchmark internazionale dei 100 T63.

Impatti e prossime tappe

Il titolo ha un impatto immediato sul ranking e sulla programmazione 2026–2027. Il percorso indicato dalla stessa Ambra è chiaro: consolidare il ritorno ad alti volumi in pista, riprendere confidenza nel salto in lungo T63 (qui a New Delhi partito con un “no mark”) e cucire una stagione con picchi mirati su Europei e Grand Prix. L’orizzonte è già Los Angeles 2028, con l’obiettivo dichiarato di presentarsi non solo da favorita ma con un margine prestazionale che consenta di gestire variabili e pressioni. La narrazione di oggi, d’altra parte, è perfetta: una campionessa che cade, si rialza e torna a vincere dove contava davvero, un anno dopo.

 
 
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