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Masters 1000 di Shanghai: al primo match dopo lo stop per la spalla sinistra, Ben Shelton cede in due set a David Goffin e manca l’aggancio ai punti Race. Ora servirà un finale indoor di qualità per blindare le Nitto ATP Finals.

ben shelton
© tennisupdate.com

Il ritorno di Ben Shelton nel tour non è quello immaginato. Dopo lo stop seguito all’infortunio alla spalla sinistra maturato agli US Open, il n.6 del mondo è uscito all’esordio (secondo turno) del Rolex Shanghai Masters: 6-2 6-4 per David Goffin, due volte quartofinalista qui e avversario molto più insidioso di quanto dica il ranking. Goffin due volte QF a Shanghai, atteso da Diallo al 3º turno.

Per Shelton è una battuta d’arresto che pesa sul piano emotivo e sui conti Race: la rincorsa a Torino resta aperta ma l’americano perde un’occasione di mettere fieno in cascina nell’Asian swing. Lo certificano AP e il riepilogo ufficiale ATP, che sottolineano come per il belga si tratti della seconda vittoria su un Top 10 nel 2025.

Cronaca del match

La partita si spiega in tre capitoli. Nel primo set Goffin prende subito campo in risposta sul lato del rovescio di Shelton, anticipando il tempo con il back e togliendo inerzia allo schema “serve+1” dell’americano. Break immediato e 6-2 in gestione, con il belga molto preciso nel tenere corto il rimbalzo. Nel secondo parziale Shelton alza le percentuali di prima e prova a forzare il lungolinea di rovescio per aprire lo sventaglio di dritto; l’equilibrio tiene fino al nono game, quando Goffin trova un paio di risposte profonde che gli valgono il break decisivo, chiuso poi 6-4. Nel complesso, l’americano non è riuscito a trasformare le sporadiche palle break e ha pagato nelle transizioni: pochi punti “gratis” con la prima, scarsa continuità sul colpo successivo e qualche esitazione nei recuperi laterali—segnali tipici di chi rientra da stop fisico. Il quadro tecnico è in linea con l’analisi pubblicata dall’ATP a fine gara.

La sua stagione e l’attuale stato di forma

A 22 anni, Shelton sta vivendo una stagione comunque di alto profilo: primo Masters 1000 vinto in Canada a luglio, piazzamenti importanti negli Slam (semi e quarti) e una scalata fino alla top 6 della classifica. La spalla sinistra lo ha fermato a New York e gli ha fatto saltare alcune settimane, motivo per cui Shanghai era considerato un test più che un traguardo. Alla vigilia, la stampa internazionale segnalava ottimismo sulla tenuta fisica e ambizione di consolidare la corsa a Torino, ma anche il rischio di ruggine competitiva al primo turno utile: alla prova dei fatti, il rientro ha mostrato un timing non ancora brillante. L’analisi pre-torneo di Reuters ricordava inoltre una statistica chiave: Shelton è tra i migliori del circuito per games di servizio vinti nel 2025, voce che in Cina non è riuscito a far valere.

Cosa significa per la corsa alle Finals

Con lo 0 di Shanghai, il margine su chi insegue nella Race resta gestibile ma si assottiglia. Il calendario propone ancora Tokyo/Basilea (a seconda della programmazione) e soprattutto i Masters 1000 di Parigi-Bercy, tradizionale spartiacque per le qualificazioni alle Nitto ATP Finals. Tradotto: serviranno un paio di settimane pulite al servizio e qualche vittoria “pesante” su top-20 per blindare Torino. In chiave tattica, priorità a ritrovare l’efficacia del “serve+1” e la profondità in risposta sulle seconde avversarie, la chiave con cui Shelton di solito accelera i game e crea strappi. Per aggiornamenti su tabelloni e orari delle prossime settimane, i riferimenti restano le pagine ufficiali ATP e il nostro hub tennis.

 
 
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