Adrian Mannarino supera Matteo Berrettini in due set all’esordio del Rolex Shanghai Masters e si guadagna il R64. Prestazione di controllo ai turni di battuta e letture perfette in risposta nei game chiave.

Inizio convincente per Adrian Mannarino a Shanghai. Il francese ha eliminato Matteo Berrettini con un 7-5 7-6(5) costruito su precisione, tempi di impatto e una regia tattica che ha tolto ritmo al dritto dell’azzurro. Per il mancino di Soisy-sous-Montmorency il passaggio al secondo turno (R64) vale punti utili e, soprattutto, fiducia in una fase di stagione in cui il suo tennis piatto, anticipato e chirurgico tende a funzionare particolarmente bene sul cemento asiatico. Il riepilogo di giornata dell’ATP e i report di testate specializzate confermano punteggio e andamento: pochi fronzoli, tanta sostanza. Al prossimo turno affronterà Francisco Cerúndolo.
Cronaca e letture tattiche
Il primo set scorre in equilibrio fino al dodicesimo gioco: qui Mannarino incassa due errori di dritto di Berrettini (forzati da traiettorie basse e veloci sul rovescio) e porta a casa il break che vale il 7-5. Nel secondo, l’azzurro aggiusta la percentuale di prime e cerca più spesso la discesa a rete, ma il francese tiene la barra dritta: pochi rischi, variazioni con lo slice di rovescio e, nei momenti caldi, colpo piatto profondo al centro per negare angoli. Il tie-break è un compendio del suo tennis: minibreak iniziale, gestione posizionale quasi da scacchi e chiusura 7-5. È il tipo di match in cui Mannarino eccelle: rallenta il ritmo del colpitore puro, sporca le certezze con palle “basse” e costringe a colpire fuori comfort. I log ufficiali del torneo riportano la qualità del suo primo colpo dopo il servizio, fattore che ha fatto la differenza nei game a rischio.
Stato di forma e orizzonte del torneo
Il successo su Berrettini si inserisce in un 2025 altalenante ma ricco di partite tirate: quando le condizioni sono medio-rapide e la palla rimbalza basso, il tennis di Mannarino si esalta. In più, l’esperienza nei campi asiatici—dove spesso ha raccolto le sue serie vincenti—è un asset nella gestione dei turni di battuta e delle risposte bloccate. In termini di classifica, il passaggio al R64 gli consente di muovere la Race e tenersi nella fascia 40–60 del ranking, dove bastano due turni in un 1000 per fare salti significativi. La pagina ATP dedicata al torneo, con draw e order of play, è il riferimento per seguire il suo prossimo avversario e gli incroci della sua sezione del tabellone.
Come si batte il “tennis piatto” di Mannarino (e cosa aspettarsi)
Gli avversari che lo mettono in difficoltà sono quelli capaci di alzare il rimbalzo e costringerlo a colpire in salita: kick al servizio, rotazioni pesanti sul dritto e cambi campo rapidi sul lato del rovescio. Se il prossimo match lo opporrà a un ribattitore aggressivo, la chiave sarà proteggergli il lato destro con servizi al corpo e mantenere “corto” lo scambio sulle seconde avversarie. Di contro, se troverà un picchiatore lineare, la sua abilità nel negare tempo e nel cambiare la geometria potrebbe portarlo ancora avanti. In ogni caso, la partita con Berrettini certifica uno stato di salute tecnico molto buono: poche sbavature, grande lucidità nelle scelte.
