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Dopo la Coppa del Mondo del 1982, a giugno, Diego Armando Maradona si trasferì in Spagna all’FC Barcelona, per la cifra record (all’epoca ndr) di 5 milioni di sterline (7,6 milioni di dollari) che tenendo ovviamente conto degli anni passati [e dell’inflazione] non hanno lo stesso valore attuale.

Maradona-Schuster: gemelli del gol separati troppo presto

L’allenatore del Barcellona era Udo Lattek e nonostante avesse dei metodi di allenamento abbastanza duri, l’allenatore tedesco lo schierò, come era stato ampiamente previsto, formando il tandem straniero d’attacco insieme a Bernd Schuster, mentre il Pallon d’oro, Allan Simonsen fu lasciato solamente in panchina.

Lattek dichiarò che il tedesco e l’argentino si completavano perfettamente, e fu quello che fecero, muovendosi con brillantezza e sincronia sul fronte d’attacco e portando a casa azioni e gol che ricordavano i tempi d’oro di Cruyff.

In una delle prime partite, Maradona e Schuster dimostrarono di essere di essere due campioni, ma El Pibe si infortunò e non ci furono molte occasioni per i due di dare spettacolo.

Alla vigilia della prima partita dopo essersi recuperato dall’ingiuria, Maradona convinse Lattek a portarlo in una difficile gara in ambito europeo, a Belgrado contro lo squadrone della Stella Rossa.

Era il 20 ottobre 1982 (sei anni dopo lo stesso giorno della sua prima partita da professionista con l’Argentinos Juniors, quando aveva solo 16 anni) per la prima tappa del secondo turno della Coppa delle Coppe, quando Maradona e i blaugrana lasciarono lo stadio Marakana di Belgrado (noto anche come Stadion Rajko Mitić ndr) dopo una prolungata standing ovation arrivata per lo spettacolo mozzafiato messo in scena in campo!

Maradona e Schuster segnarono due gol a testa, assicurando il 4-2 ai campioni di Jugoslavia dopo un vantaggio per 3-0 dopo solo un’ora di gioco.

Il secondo gol di Diego fu incredibile, da vero funambolo e che ci fa capire perché Messi è spesso e volentieri accostato al campione argentino.

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