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Top 10 allenatori mai stati calciatori

Sono stati dei “Signor nessuno” da giocatori con carriere trascurabili e spesso inesistenti, salvo poi diventare dei veri e propri geni da allenatori. Molti i nomi illustri, quali Sarri o Sacchi, il quale utilizzava la metafora del cavallo e del fantino per spiegare che si può benissimamente allenare anche senza essere mai stati dei professionisti del pallone.

Nel corso della storia ce ne sono stati un bel po’, e molti altri speriamo ce ne saranno (a chi non piacciono le favole!), ma se dovessimo sceglierne 10, sarebbero questi:

Gigi Maifredi
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10. LUIGI MAIFREDI
Mr. Gigi Maifredi inizia la sua carriera da allenatore nel 1976 con i dilettanti del Real Brescia. Nella stagione 1977-1978, a soli 30 anni, si trasferisce a Crotone, come allenatore in seconda in Serie C. Scala le categorie, raggiungendo l’apice alla Juventus nel 1990-91 dove otterrà un 7° posto che varrà ai bianconeri la non qualificazione alle coppe europee dopo 28 anni.

9. SERSE COSMI
Smette giovane col calcio giocato, a 28 anni per un infortunio che lo lancerà verso la carriera da coach. Ricordato per il suo temperamento, che trasmetteva bene alle sue squadre, Serse risale le categorie fino ad approdare in Serie A con il famoso Perugia di Gaucci.

8. MAUIRIZIO SARRI
La sua storia forse è nota ai più, soprattutto nel mondo dilettantistico. Il “Comandante” è figlio di un operaio napoletano ed è cresciuto in toscana. Calciatore dilettantistico, lavora in banca e manterrà questo lavoro fino a quando, allenatore d’Eccellenza, non decide di farne il suo mestiere principale. Risale tutte le categorie fino alla storia recente di Napoli e Chelsea.

7. MARCELO BIELSA
Da calciatore giocava in difesa, e già a 25 anni dimostra più doti da allenatore che da calciatore. Definito “El Loco”, il pazzo, proprio per le sue idee stravaganti e fuori dagli schemi, l’allenatore argentino è sì uno dei più celebrati al Mondo, ma anche ahinoi uno dei meno vincenti.

6. ALBERTO ZACCHERONI
Molte uguaglianze con Sacchi: è romagnolo, è nato il suo stesso giorno (1 Aprile) ed ha allenato il Milan. La disuguaglianza maggiore è che il suo Palmarès è molto più scarno, almeno nel peso specifico. Esordisce in C2, subentrando dalle giovanili e salvandosi inaspettatamente. Nel 2010 allena la Juve, per poi approdare verso lidi più orientali: Giappone, Cina ed Emirati Arabi Uniti.

5. ALBERTO MALESANI
Anche lui meteora da calciatore, anche se dicevano fosse molto bravo da ragazzino. Prima di consacrarsi all’Olimpo degli allenatori (come secondo italiano a vincere la vecchia Coppa UEFA, attuale Europa League), trova lavoro alla Canon. Inizia sulla panchina delle giovanili del Chievo Verona ed arriva su quella del Parma vincente Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Coppa UEFA. Ultimamente si è lamentato di quella famosa foto che lo ritrae con un bicchiere di vino, rea di avergli causato la reiterata disoccupazione.

4. LUIZ FELIPE SCOLARI
Raro caso di brasiliano non bravo al gioco del calcio che però ha una visione d’insieme differente dagli altri, dote che lo porterà sul tetto del Mondo con il suo Brasile nel 2002. Giocatore di serie minori, ottimo allenatore che però non troverà mai la quadra giusta in Europa.  

3. RAFAEL BENITEZ
Don Rafae’ come lo avevano definito i napoletani, era anche un discreto calciatore che come tanti ha dovuto dire stop per via di un infortunio. Dalle giovanili del Real Madrid come giocatore passa in poco tempo ad far parte dello staff tecnico, ed è da qui che inizia la sua avventura in panchina. Consacrandosi nel 2001 alla guida del Valencia, divnetando poi il “Re di Coppe” nonché campione in ogni squadra in cui approda, anche nelle annate peggiori, tipo con l’Inter.

2. ARRIGO SACCHI
Già citato ed uno tra i più vincenti. Ormai quel Milan, nonostante sia stato allenato anche da Fabio Capello, nell’immaginario collettivo rimane il leggendario Milan di Sacchi. Non solo gli olandesi, ma anche giocatori che oggi se sono bravi allenatori lo devono a lui, leggasi Carlo Ancelotti.

1. JOSÉ MOURINHO
Altro nome illustre. Figlio di un allenatore, leggenda narra che pur di inseguire il suo sogno si sia improvvisato traduttore di Robson al Barcellona. Il suo score da allenatore ammonta a 25 trofei, non male per uno che non ha mai indossato gli scarpini ed ora viene chiamato “Special One”.

Dato che il calcio è un gioco in cui si gioca in undici persone, possiamo far finta che questo sia un TOP 11 aggiungendoci qualcuno che forse tra tutti è quello che ha aggiunto una ventata di freschezza al mondo del calcio, una filosofia quasi profetica nel suo modo di intendere questo sport:

ZDENEK ZEMAN
Fuori concorso, nasce a Praga quando era ancora Cecoslovacchia. La divisione della sua patria in due nazioni funge da sliding doors per il “Boemo”. I moti nel Paese lo faranno trasferire definitivamente da uno zio che vive a Palermo. In questa città si laurea, diventa professore di educazione fisica ma soprattutto prende il patentino da allenatore. Inizia da giovane nelle categorie minori negli anni ’70, ma è la stagione 1986-87 a consacrarlo come un totem del calcio italiano. Non vincerà mai nulla, ma è per molti l’allenatore il cui calcio ha più divertito.

Se ti è interessato quest’articolo leggi anche chi sono gli allenatori italiani che hanno vinto all’estero .

 

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