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Con i campionati minori terminati definitivamente, tutti si chiedono come finirà la Serie A.

Saranno due mesi, i prossimi, da monitorare con attenzione. Perché, come si dice in questi casi, solo chi cade può risorgere. E allora il basket italiano può ripartire dal dramma del coronavirus per provare a organizzare delle stagioni un po’ meno affannose delle ultime, quando i problemi economici di un buon numero di club sono stati quasi all’ordine del giorno. Non tutto è da buttare, chiariamolo subito. Ma servono regole serie, precise e attuabili che consentano di giungere a una sorta di Serie A d’élite ed evitare già verso novembre-dicembre i soliti post sui social di giocatori che battono cassa. Stavolta, si parte da un dato di fatto: la Fipe le Leghe di A e A-2 viaggiano sugli stessi binari, sugli stessi desideri. Ed è per questo motivo che oggi ci sarà un Consiglio Federale, ovviamente in video conferenza, con la presenza di Umberto Gandini (A) e Pietro Basciano (A-2). L’obiettivo è di far entrare nel «club» solo chi ne abbia le reali possibilità. Chi parte, dovrà avere la forza di arrivare fino in fondo. Non si potranno fare budget che arrivano al massimo a fine dicembre e poi… si vedrà. No, le carte andranno svelate subito.

Come sarà la Serie A 2020/21?

Numero di squadre

Partiamo da una certezza. Il nuovo campionato di A non sarà con squadre dispari. Quindi, niente 17. Ci si chiede: lo vedremo a 18, a 16 o a 14 squadre? E qui dipenderà non solo dalle iscrizioni, ma dalle nuove regole che verranno stabilite. Gandini, il neo presidente della Lega subito apprezzato dagli addetti ai lavori, ha fatto capire le sue idee. Vorrebbe arrivare a un campionato d’élite. Anche a 14. Ma che siano 14 solide. Dicevamo che tutto «gira» attraverso i criteri che si stabiliranno per l’iscrizione. “Stringenti” è la parola più in voga.

Un confronto tra le parti è già cominciato e vede tra i protagonisti da una parte la Comtec (la commissione di controllo dei club, organismo indipendente) e dall’altra la Lega, rappresentata da Egidio Bianchi. Già, l’ex presidente che su indicazione dell’assemblea risulta oggi come consulente per la parte fiscale-amministrativa. La Comtec dovrà verificare lo stato patrimoniale delle società grazie soprattutto ai report dell’Agenzia delle Entrate che aiuteranno a capire la reale consistenza patrimoniale dei club. «Basta realtà con problemi economici, serve un atto di responsabilità e la garanzia di poter chiudere la stagione senza problemi», è il pensiero comune.

Insomma, bisognerà fare la conta. Ci sono varie ipotesi: se tutte e 17 dovessero iscriversi, si salirà a 18, tanto le giornate (34) sono le stesse. In che modo? «Pescando» una squadra dalla A-2. L’accordo tra le due Leghe sembra cosa fatta, pure la Fip non metterebbe ostacoli: si stabiliranno dei criteri di ripescaggio per chi ha mire di A, una sorta di ranking. L’ideale sarebbe avere subito una A a 14 squadre, ma vorrebbe dire che dovrebbero saltare in tre. Impossibile fare previsioni ora, anche se due club sono molto chiacchierati. Il concetto sarà lo stesso: restano 15? Sale una dalla A-2. Le date delle iscrizioni dovrebbero essere confermate: verso fine giugno, con l’ammissione ai campio- nati nei primi dieci giorni di luglio. Uscirà tutto dalle Doa (Disposizioni organizzative annuali) che verranno pubblicate tra un mesetto.

IL PUBBLICO

Porte chiuse?

Pronti partenza via e ai club mancheranno subito le due voci più importanti, quelle degli abbonamenti e del ticketing. Circolano bozze governative di una ripresa dello sport a porte chiuse almeno fino a fine dicembre. Sarebbe un dramma per tantissimi club, che significherebbe comunque non avere soldi contanti già in estate grazie alla vendita degli abbonamenti. Pensate un po’: lo scorso anno Sassari comunicò il lancio della campagna il 17 maggio, Varese il 21, Cremona il 23, Brindisi il 4 giugno, Cantù l’11, Brescia e la Fortitudo il 27 e via dicendo. E i numeri delle tessere vendute sono stati alti, come si evince dalla tabella a lato. In questo momento è tutto azzerato. In attesa di un qualcosa che nessuno può prevedere. Idem la vendita dei singoli biglietti in caso di porte chiuse. Tutto salterebbe sperando in un futuro migliore.

I CONTRATTI TV

Rai ed Eurosport

Grande impulso alla stagione sarebbe dovuto arrivare dal nuovo contratto televisivo, con tanto di bando da pubblicare di solito verso maggio. E si sarebbe fatto molto affidamento sulle competenze di Gandini. Ma cosa si potrà mai vendere ora? Nessuno sa bene cosa accadrà, quindi si andrà verso un allungamento di un anno dell’attuale contratto con Rai ed Eurosport, così da gestire al meglio anche i pagamenti sospesi di questa stagione terminata anzitempo per cause di forza maggiore.

SPONSOR

Una sfida decisiva

È una voce molto delicata, perché da sempre nel basket ha avuto gran valore, tanto è vero che le società vengono storicamente chiamate dai tifosi e sui media col nome dello sponsor. Ipotizzabile una riduzione globale ma il mondo del basket vive di solito di sponsorizzazioni frutto di passioni vere verso la palla a spicchi, con coinvolgimento totale nelle società. Prendete il caso di Brescia e di Germani, col titolare dell’azienda Mauro Ferrari pronto a rilevare totalmente, raccontano fonti vicine allo sponsor, la società Leonessa mettendo così fine all’epoca di Graziella Bragaglio. Molti club hanno il contratto valido anche per la prossima stagione, forse trovare nuovi marchi sarà anche più facile visto che ci sarà un appiattimento degli importi. Difficile trovare quello da 300mila euro, per dire, più facile sei da 50.

Come sarà la Serie A-2?

Club pronti al salto

Il compito di Pietro Basciano non è semplice. Deve gestire 28 società, un numero che non ha motivo di esistere. Certo, essendo anche in regime di dilettantismo, restare a galla sarà meno difficile del previsto, ma anche qui c’è un sommerso con un grande numero di club che fa fatica da anni ad arrivare a fine stagione. L’ideale sarebbero 24 squadre, il confronto con club e Fip è aperto da tempo. Nel frattempo, ci sono società pronte a passare al piano di sopra. Hanno campo di gioco, proprietà solida, seguito. Facciamo i nomi, in ordine alfabetico: Forlì, Napoli, Torino, Udine e Verona. Anche Tortona ha una proprietà solida (Beniamino Gavio, titolare del Gruppo Gavio che opera nel settore delle concessioni autostradali, secondo operatore al mondo) ma non un campo di gioco valido, anche se esiste il progetto di una cittadella dello sport proprio a Tortona. Quante di queste ne vedremo in A?

 
 

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