tribunale
 

Il calcio italiano sembra essere in crisi profonda, anche se forse in verità è in netta ripresa: tornano i campioni in Serie A e la Nazionale, che aveva tappato le qualificazioni al Mondiale di Russia, oggi vince e e convince.

calcetto orario lavoro
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Probabilmente, a livello calcistico, è un altro il Paese europeo ad avere qualche problemino, si veda l’ultima Champions League e il calciomercato di un top club (300 milioni spesi già). La Spagna, se nn si era capito, come l’Italia ha un cultura “pallonara” da fidendere, e allora ci pensa la giustizia ordinaria: il Tribunale Supremo spagnolo ha stabilito che giocare a calcetto con colleghi e clienti fa parte a tutti gli effetti dell’orario di lavoro.

Lo dice una sentenza emessa dalla sezione del Tribunale Supremo di Vigo che è andata a confermare quanto già espresso in questo senso dall’Audiencia Nacional (che in terra Iberia fa sia da corte d’appello che d’istanza), sulla stessa vicenda. A sollevare il caso è stata Altadis, multinazionale iberica del tabacco che da anni organizza un torneo di calcetto con i tabaccai che rifornisce con i suoi prodotti. Lo sport in generale fa “gruppo”, l’attività ludica alimenta relazioni, ed è forse più facile trovare impiego su un campo da gioco che inviando curriculum ovunque (come diceva l’ex Ministro del Lavoro Poletti).

In Spagna la storia del torneo con i venditori è una cosa seria, così sentita da finire all’interno del contratto integrativo di Altadis: azienda e sindacati avevano infatti stabilito che la partecipazione al torneo è volontaria ma il dipendente che partecipa ha diritto a recuperare il tempo sul terreno di gioco con ore libere o giorni di ponte. I sindacati tuttavia – secondo quanto riportato da El Mundo – hanno trascinato la faccenda in tribunale chiedendo e ottenendo il pieno riconoscimento delle partite come orario di lavoro. Ergo, la successiva giornata lavorativa non può cominciare se non sono trascorse almeno 12 ore dalla fine del match e qualsiasi incidente ti capiti dalla strada fino a dentro il rettangolo di gioco deve essere considerato un incidente sul lavoro.

Insomma una rivoluzione che apre un caso che potrebbe essere ripreso in tutta Europa e magari invogliare i datori di lavoro ad organizzare più tornei aziendali per i propri dipendenti.

 
 
 

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