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Tredici anni di Sassuolo non si cancellano in tre mesi. Giovanni Carnevali lo sapeva già prima di entrare domenica sera al Mapei Stadium con la Juventus, ma probabilmente non immaginava che il primo ritorno da avversario potesse trasformarsi in una partita così particolare. La squadra bianconera ha perso 3-2, incassando il gol decisivo al 94’ da Vasilije Adzic, calciatore di proprietà proprio della Juventus e oggi in prestito al Sassuolo. Il giorno dopo, Carnevali ha scelto una linea molto chiara: nessun processo a Luciano Spalletti e nessun allarme, ma la richiesta di imparare rapidamente dagli errori commessi.

Il risultato ha consegnato alla Juventus la prima sconfitta della Serie A 2026-27, dopo due vittorie e un pareggio nelle prime tre giornate. La doppietta di Edon Zhegrova aveva permesso ai bianconeri di restare dentro una partita molto complicata, prima della rete di Adzic nel recupero.

Per Carnevali, però, Sassuolo-Juventus non poteva essere una gara normale.

“Tredici anni qui non si dimenticano facilmente”

Prima della partita, intervistato da DAZN, l’amministratore delegato della Juventus aveva parlato apertamente dell’emozione legata al ritorno al Mapei Stadium. Aveva definito i tredici anni trascorsi a Sassuolo un percorso non soltanto sportivo, ma anche umano, sottolineando come un’esperienza così lunga non possa essere dimenticata in pochi mesi.

Carnevali aveva lasciato ufficialmente il Sassuolo il 12 giugno 2026, quando il club neroverde aveva accettato le sue dimissioni dalle cariche di amministratore delegato e direttore generale. Nella stessa giornata la Juventus lo aveva nominato nuovo amministratore delegato e direttore generale, affidandogli la guida manageriale della società dopo la conclusione dell’esperienza di Damien Comolli.

Il passaggio aveva chiuso una delle esperienze dirigenziali più longeve e riconoscibili del calcio italiano moderno. Sotto la sua gestione il Sassuolo era diventato una società capace di unire risultati sportivi, valorizzazione dei giovani e sostenibilità economica, costruendo un modello molto apprezzato soprattutto per la capacità di individuare giocatori prima della loro esplosione definitiva.

Domenica Carnevali è tornato per la prima volta in quello stadio rappresentando una società completamente diversa.

Anche Spalletti aveva scherzato sul “gol dell’ex”

Alla vigilia Luciano Spalletti aveva provato a stemperare l’atmosfera con una battuta. Parlando proprio del ritorno del dirigente a Sassuolo, aveva scherzato spiegando che, se fosse stato possibile, lo avrebbe addirittura schierato in campo perché avrebbe probabilmente segnato il classico “gol dell’ex”.

Il destino ha prodotto qualcosa di quasi opposto: non Carnevali, naturalmente, ma un giocatore della Juventus in prestito al Sassuolo ha realizzato il gol che ha condannato i bianconeri.

Adzic ha trovato il 3-2 al 94’, trasformando il ritorno dell’amministratore delegato in una delle serate più amare dall’inizio della sua nuova esperienza torinese.

Carnevali: “Abbiamo commesso errori che la Juventus non deve fare”

Il giorno dopo la partita Carnevali è intervenuto a Radio Anch’io lo Sport, analizzando la sconfitta senza cercare attenuanti.

Il dirigente ha spiegato che, guardando esclusivamente il risultato, la valutazione non può che essere negativa. Ha ammesso che la squadra ha commesso errori che una formazione come la Juventus non dovrebbe permettersi, pur sottolineando come i bianconeri siano comunque riusciti a creare occasioni.

Il punto centrale della sua analisi riguarda però l’equilibrio. La Juventus ha cercato la vittoria a ogni costo e, proprio in quel tentativo, ha perso le distanze contro una squadra che Carnevali conosce fin troppo bene.

Il dirigente ha comunque apprezzato lo spirito mostrato dalla squadra e ha espresso un desiderio molto preciso: che questa sconfitta possa diventare una lezione. La responsabilità, ha aggiunto, non deve essere attribuita soltanto alla difesa, ma condivisa dall’intero gruppo e dalla società.

Fiducia totale a Spalletti

Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda Luciano Spalletti. Dopo una sconfitta arrivata appena alla quarta giornata, Carnevali ha escluso qualsiasi tipo di discussione sull’allenatore.

Lo ha definito “un tecnico straordinario, uno dei migliori di sempre”, aggiungendo che cambiare allenatori non appartiene al proprio modo di lavorare. La Juventus, secondo il nuovo amministratore delegato, deve programmare, costruire e soprattutto avere pazienza, accettando che durante il percorso possano arrivare anche alcune “pillole amare”.

È un messaggio che racconta molto della filosofia che Carnevali vuole portare a Torino.

Durante gli anni al Sassuolo ha sempre privilegiato programmazione e continuità rispetto alle rivoluzioni frequenti. Alla Juventus la pressione è naturalmente molto diversa: non basta valorizzare giocatori e mantenere sostenibilità, perché il risultato sportivo deve essere la conseguenza immediata di ogni scelta.

Carnevali sembra però voler applicare lo stesso principio di fondo anche in un club obbligato a vincere.

“Sul mercato si poteva fare di più”

Il ritorno a Sassuolo era stato anche l’occasione per un primo bilancio del mercato estivo juventino.

Prima della partita Carnevali aveva riconosciuto a DAZN che “si poteva fare di più”, ricordando però di essere arrivato alla Juventus soltanto tre mesi prima. Il dirigente ha spiegato che la società ha provato a costruire una rosa competitiva e si è detto complessivamente soddisfatto del lavoro svolto, pur ammettendo implicitamente che alcuni aspetti avrebbero potuto essere completati diversamente.

La Juventus ha vissuto un’estate di forte trasformazione, con Carnevali e Spalletti che hanno anche rivalutato diversi elementi precedentemente considerati sul mercato.

Douglas Luiz, Nico Gonzalez e Koopmeiners sono tornati progressivamente dentro il progetto. Proprio Spalletti ha speso parole importanti sul brasiliano, apprezzandone qualità tecnica, competitività e capacità di coprire più campo di quanto inizialmente immaginasse.

Parallelamente, Carnevali ha iniziato a guardare anche verso giocatori giovani e italiani o già adattati alla Serie A, riproponendo in parte il metodo utilizzato per anni a Sassuolo.

Il paradosso Bakola

Uno dei nomi seguiti dalla Juventus è Darryl Bakola, centrocampista classe 2007 che Carnevali aveva portato proprio al Sassuolo nel gennaio precedente investendo circa 10 milioni di euro. Il giovane francese era stato strappato alla concorrenza di società importanti ed era considerato uno degli ultimi grandi colpi della gestione Carnevali in neroverde.

Adesso il dirigente potrebbe trovarsi dall’altra parte della trattativa.

È un esempio quasi perfetto del cambiamento avvenuto negli ultimi mesi: per tredici anni Carnevali ha costruito giocatori destinati a essere osservati dalle grandi squadre; oggi guida una delle società che deve provare ad acquistarli.

Dalla sconfitta al debutto europeo

Il calendario concede pochissimo tempo per elaborare il ko di Reggio Emilia. Giovedì la Juventus ospiterà il NEC nel debutto stagionale in Europa League, competizione che Carnevali considera uno degli obiettivi principali della stagione.

Il dirigente ha ribadito che la squadra deve cercare il massimo risultato sia in campionato sia in Europa, pur riconoscendo che esiste ancora molto lavoro da fare prima di poter parlare di una Juventus pronta a competere realmente per lo Scudetto.

È una posizione coerente con il momento del progetto. Quattro giornate non possono definire una stagione, ma la sconfitta contro il Sassuolo ha mostrato problemi che Spalletti dovrà correggere rapidamente.

Un ritorno che racconta il cambio di dimensione

Il primo Sassuolo-Juventus di Giovanni Carnevali da dirigente bianconero ha quindi prodotto quasi tutti gli elementi possibili: l’emozione del ritorno, una partita spettacolare, la prima sconfitta stagionale e perfino il gol decisivo di un giocatore juventino in prestito alla sua ex squadra.

Ma soprattutto ha offerto un primo esempio concreto del modo in cui il nuovo amministratore delegato intende affrontare i momenti difficili.

Nessun processo immediato a Spalletti. Nessuna rivoluzione annunciata dopo una sconfitta. Fiducia nel progetto, ma allo stesso tempo riconoscimento degli errori e della necessità di migliorare.

Per tredici anni Carnevali ha rappresentato il Sassuolo. Adesso deve dimostrare che il modello costruito in Emilia possa essere tradotto in una realtà nella quale la pazienza è molto più difficile da ottenere.

Il ritorno al Mapei Stadium gli ha ricordato quanto sia stato importante il passato. La sconfitta per 3-2, però, gli ha ricordato immediatamente quale sia la responsabilità del presente: alla Juventus costruire è fondamentale, ma prima o poi bisogna anche tornare a vincere.

 

 
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