logo-F1
 

Tempo di Lettura: 5 minuti

Avete presente il Mes? Il fondo salva Stati dell’Unione Europea che sta spaccando la maggioranza di governo e fa litigare governo e opposizione? Qualcosa di simile sta pensando la Formula 1 per salvare i team meno ricchi dal fallimento. L’idea che Liberty sta coltivando è quella di un prestito, anticipando in sostanza i soldi della stagione 2020 che ancora deve prendere il via e che verranno poi restituiti quando tutto tornerà alla normalità. Soldi che si aggiungerebbero al pagamento di quanto dovuto a ognuno dei dieci team per i risultati ottenuti nella scorsa stagione. Si tratta di uno sforzo notevole anche per Liberty Media: la sua controllata, Formula One, a Wall Street ha perso negli ultimi tre mesi il 46 per cento (ieri era quotata 23 dollari ad azione).

Lo sconto ai GP

Mettere in sicurezza la F1 è il primo punto dell’agenda di Liberty almeno sino a quando non si riuscirà a stabilire una bozza di calendario. Ma iniziare è fondamentale. Nelle ultime ore sarebbe spuntata l’ipotesi di disputare 4 GP nel solo mese di luglio, rigorosamente senza pubblico, in Austria e in Inghilterra. Forse addirittura con due gare nello stesso weekend, adattando allo scopo il fine settimana. Per poi recuperare qualche corsa europea, sempre a porte chiuse, e infine puntare a Oriente: Cina, Vietnam, Bahrain e Abu Dhabi a chiudere. Si arriverebbe così a una quindicina di GP, più sufficienti per dare validità al Mondiale (ne basterebbero 8) ma soprattutto per ottenere una robusta fetta di soldi da tv e sponsor. La ripartenza realisticamente a Zeltweg, 5 luglio. Proprio ieri il ministro dello sport austriaco Werner Kogler ha aperto al GP senza pubblico: «Non vogliamo essere un ostacolo», ha detto alla tv nazionale. Ma sen- za gente in tribuna, non si po- trà chiedere agli organizzatori quanto pattuito prima che si scatenasse la pandemia. L’orientamento di Liberty è di scorporare dal contratto quanto viene guadagnato attraverso la vendita dei biglietti. Facciamo il caso di Monza: gli introiti dal botteghino per l’edizione 2019 del GP d’Italia sono stati pari a 12 milioni di euro a fronte di un canone di 24 che quest’anno sarebbe abbassato a 20.

In sostanza Monza si troverebbe a pagarne 8 qualora la gara si disputasse a porte chiuse.

Tetto ai costi

Ma il piatto forte dell’incontro (virtuale) di oggi tra F1, Fia e i team, come scritto in precedenza, resta quello di garantire il futuro a tutti e dieci i team, attraverso il tetto ai costi. Liberty ha accolto con interesse la proposta avanzata dalla Ferrari di introdurre un budget cap differenziato, consapevole che un team come la Haas, comprando un gruppo sospensioni da Maranello, poniamo, per 4 milioni di euro, ne risparmia almeno 6: quelli spesi dalla rossa per la ricerca e lo sviluppo di quel particolare. Partendo da questa idea, Fia e Liberty si sono sforzate di elaborare una piattaforma che consentisse di quantificare il valore della proprietà intellettuale e delle spese a essa collegate e al tempo stesso di aggiornare la lista delle parti che potrebbero es- sere soggette al tetto. Operazione delicata perché bisogna far sopravvivere un team storico come la Williams che gode di un budget di 150 milioni di dollari (137 milioni di euro) e stipendia 635 persone e al tempo stesso garantire alla Ferrari che, costruendosi tutto in casa, spende 435 milioni di dollari (398 di euro) di mantenere tutti i suoi 1450 dipendenti della Gestione Sportiva. Un budget cap troppo restrittivo, hanno avvertito i grandi team, avrebbe come spiacevole conse- guenza la necessità di ridurre il personale. Da qui la battaglia sul tetto dei costi coi big disposti a scendere dai 175 milioni di dollari già fissati a 150 e i piccoli che spingono per un tetto a 100. Liberty è convinta che un accordo sia a portata di mano e come al solito la soluzione sarà quella di «scontentare tutti il meno possibile», fanno sapere dal quartier generale con tipico humor britannico.

 
 

Tempo di Lettura: 5 minuti

 

Ultime dalla Piazzetta

Pallavolo: stilato il protocollo per il ritorno della Serie A

L’uomo che ha scritto l’inno della Champions League

Marcelo e altri campioni che hanno scelto un orologio Casio

Il film hard sui Mondiali di Cicciolina e Moana Pozzi

Il Ministro Spadafora e il pubblico negli stadi, ecco quando si ritornerà a tifare

Serie D, presunta combine tra Picerno e Bitonto

Loading...