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Cosa ha funzionato (e cosa no) per le giallorosse

Avvio in salita nel girone di UWCL per la Roma: al Tre Fontane il Barcellona vince 4–0 con una prestazione da manuale. Per la squadra di Spugna restano coraggio, qualche buon segnale e lezioni tattiche preziose.

Prova di forza. Il Barça Femení conferma la propria superiorità con un 0–4 netto che fotografa ritmo, tecnica e organizzazione. La Roma regge un tempo, ma paga la differenza di qualità nella gestione del pallone e nelle uscite dal pressing. Le blaugrana muovono palla con tempi perfetti, generano superiorità costanti tra le linee e colpiscono su palle inattive e transizioni corte.

La partita, in tre momenti chiave

  1. Pressing orientato: il Barça forza la Roma a giocare larga per poi chiuderla a lato; nascono così le prime palle perse “alte”.
  2. Cambio lato rapido: con Bonmatí e Walsh a orchestrare, il lato debole si apre spesso per gli inserimenti di Hansen/Mariona.
  3. Gestione del vantaggio: una volta avanti, il Barcellona rallenta quando serve e accelera appena la Roma allunga le distanze tra i reparti.

Cosa salva la Roma

  • Compattezza per 50-60 minuti, con Bartoli e Linari guide della linea;
  • Haavi unica a strappare in 1v1, utile per risalire;
  • Giugliano quando trova campo frontale.
    Limiti emersi: uscita palla bassa troppo complicata, pochi riferimenti tra le linee, transizioni difensive in ritardo sul secondo tempo.

Cosa cambia ora nel girone

Lo 0–4 non scalfisce l’obiettivo qualificazione: il margine si gioca negli scontri diretti con le altre due del gruppo. La Roma dovrà capitalizzare partite più “alla pari”, facendo leva su:

  • palle inattive (ottimo piede di Giugliano),
  • gestione dei primi 20’ per indirizzare il ritmo,
  • rotazioni fresche sugli esterni per reggere il pressing avversario.

Gli highlights della partita

 
 
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