roberto baggio bologna

I calciatori traditori per antonomasia.

Nel calcio professionistico, soprattutto quello moderno (quello affetto da marketing virale e camisetas vendidas), è sempre più difficile trovare bandiere e  sempre più facile (ovviamente ndr) trovare meretrici del pallone, quelli che giurano amore eterno e poi entrano nella macchina più bella e lussuosa, come dire… traditori.

Nella classifica potremmo inserire anche i tradimenti più “moderni”, come il passaggio di Gonzalo Higuaín dal Napoli alla Juventus, o Mario Balotelli dall’Inter al Milan, passando prima da Manchester, sponda City, e poi Liverpool. Senza poi contare i vari passaggi in Bundesliga tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund, anche loro acerrimi nemici. Esula il buon Zlatan, essendo di origine indoeuropea, proto-popolazione seminomade (Fonte: Wikipedia), è dunque avvezzo al continuo spostarsi (Leggi ultime notizie di calciomercato su Ibrahimovic).

10. Manuel Neuer  – Schalke04/Bayern Munich

Nel 2011 passa al Bayern di Monaco dopo 20 anni allo Schalke 04. Approda nel 1991 fa tutta la trafila e, il 19 agosto 2006, debutta in Bundesliga in Alemannia Aachen-Schalke 04 (0-1) e divenendo  titolare, al posto del più anziano Frank Rost.

Debutta in Champions League nel 2007, ma è nel 2010 che la sua carriera prende una svolta: Heiko Westermann viene ceduto all’Amburgo,  è diventa così capitano della corazzata di Gelsenkirchen. L’annata tutto sommato non è esaltante, arrivano al 14° posto in campionato ma arrivano in seminfinale di Champions (perdendo contro il Manchester United ndr) e vincono la coppa di Germania.

9. Eric Cantona – Leeds/Manchester United

Nel 1991 il Liverpool andò in Francia per disputare una partita del secondo turno di Coppa UEFA contro l’Auxerre. Al termine dell’incontro, Michel Platini disse a Graeme Souness, tecnico dei Reds, che conosceva un giocatore francese che avrebbe potuto giocare nel Liverpool.

Souness conosceva le qualità di Cantona, ma ringraziò Platini e declino l’offerta dicendo che non voleva avere alcun tipo di problema nello spogliatoio e con la stampa.

Nel gennaio 1992, Cantona in Inghilterra ci andò comunque ed effettuò un provino per lo Sheffield Wednesday. Gli offrirono un secondo provino, ma sentendosi offeso, decise di firmare per il Leeds United. Diventò una colonna della squadra che vinse il titolo nel 1992, contribuendo anche nella vittoria per 4 a 3 sul Liverpool nel Charity Shield, segnando una tripletta.

Lasciò il Leeds, da campione d’Inghilterra, trasferendosi al Manchester United in una fredda notte del novembre 1992, ad un prezzo contenuto (1,2 milioni di sterline).

8. Roberto Baggio – Fiorentina/Juventus

S’infortuna a due giorni dalla firma del contratto con la Fiorentina, che lo ha ingaggiato per 2,7 miliardi di lire. La Fiorentina ha la possibilità di recedere dal contratto ma il presidente del club decide di tenerlo.

Operato a Saint-Étienne, in Francia, il professor Bousquet, è costretto a mettere 220 punti di sutura per rimettere a posto la sua gamba. A causa del suo periodo di stop durante l’operazione, di circa un mese, perse circa 12 kg, arrivando a pesarne 56. Il ritorno in campo avvenne nel febbraio del 1986, al Torneo di Viareggio.

Durante i suoi mesi di recupero vive così isolato dal resto della squadra che si dimentica di richiedere lo stipendio per cinque mesi. Esordisce in Serie A il 21 settembre 1986 allo Stadio Comunale (oggi Stadio Artemio Franchi) contro la Sampdoria. Il 28 settembre seguente subisce una lesione al menisco del ginocchio destro che lo costrinse ad una nuova operazione. Rientra in campo a fine stagione, a distanza di quasi due anni dal primo infortunio. Il suo primo gol nella massima divisione arriva su punizione il 10 maggio 1987 contro il Napoli (1-1).

Nella stagione successiva, di cui è la rivelazione, si presenta a San Siro segnando alla seconda giornata in Milan-Fiorentina (0-2). Negli anni seguenti la Fiorentina naviga nelle zone medio-alte della classifica e raggiunge una finale di Coppa UEFA nel 1990, persa poi contro la Juventus. Alla fine dell’anno riceve il “Trofeo Bravo”, premio assegnato dalla rivista Guerin Sportivo al miglior giovane Under-23 partecipante alle coppe europee, unico riconoscimento personale vinto con la Fiorentina.

Nella stagione 1988-1989, con l’arrivo di Sven-Göran Eriksson, è schierato più frequentemente, andando a formare la coppia d’attacco con Stefano Borgonovo detta “B2”: i due realizzano 29 dei 44 gol totali messi a segno dalla formazione viola. Nell’annata seguente sigla 17 reti, arrivando in seconda posizione nella classifica marcatori, davanti a Diego Armando Maradona (16) ma dietro al solo Marco van Basten (19).

Il campionato è chiuso a metà classifica ma i viola vanno avanti in Coppa UEFA, escludendo dal torneo diverse squadre e raggiungendo la finale: Baggio segna due rigori, il primo decide la vittoria contro l’Atlético Madrid(1-1, 3-1 ai rigori) al primo turno, il secondo consente alla Fiorentina di sconfiggere la Dinamo Kiev agli ottavi di finale (1-0).

Rimane a Firenze fino al 18 maggio 1990, quando è acquistato dalla Juventus per la cifra record, a quei tempi, di 25 miliardi di lire, nonostante avesse firmato un contratto in scadenza nel 1991. La tifoseria viola, consapevole di perdere il proprio simbolo, scende in piazza protestando contro la dirigenza ed il presidente Pontello.

I disordini causano anche diversi feriti ed arrivano fino a Coverciano, creando non pochi problemi al ritiro degli Azzurri in preparazione per i Mondiali e al giocatore stesso, che arriva a ricevere sputi da alcuni esagitati; l’allora procuratore Caliendo ha in seguito narrato un fatto singolare al riguardo: “Mi ricordo ancora la scena: quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via. Fu un gesto imbarazzante. Io dissi che il ragazzo andava compreso: era come se avessero strappato un figlio alla madre. Ammetto che, quella volta, rimasi molto colpito anch’io.

Il giocatore resta molto legato a Firenze ed ai colori viola, avendo già mostrato la sua volontà di non andare al club torinese nei mesi precedenti, suscitando non pochi malumori tra i suoi nuovi tifosi. Su tutte, rimane celebre la sua prima sfida in maglia bianconera contro la Fiorentina a Firenze, il 7 aprile 1991, nella vittoria viola per 1-0:  si rifiuta di calciare un rigore contro la sua ex squadra, motivando il gesto con il fatto che il portiere avversario, Gianmatteo Mareggini, “lo conosceva bene”, ed una volta sostituito, uscendo dal campo va poi a salutare i suoi ex tifosi raccogliendo una sciarpa viola che gli è stata lanciata dagli spalti, in un’atmosfera surreale di applausi e fischi.  –  fonte: Wikipedia

7. Ashley Cole – Arsenal/Chelsea

Inizia la sua carriera calcistica nell’Arsenal, squadra di cui era tifoso sin da bambino. Ha firmato il suo primo contratto professionistico proprio con i Gunners, il 25 febbraio 2000. Ha fatto il suo esordio in prima squadra come attaccante a 18 anni, il 30 novembre 1999 assieme a Jermaine Pennant, contro il Middlesbrough. Il suo debutto con l’Arsenal in Premiership è avvenuto il 14 maggio 2000 contro il Newcastle. Prima di questa stagione ha giocato in prestito per il Crystal Palace, dove ha raccolto 14 presenze e segnato 1 goal dalla lunga distanza contro il Blackburn.

Dopo l’infortunio del terzino brasiliano Sylvinho nell’autunno 2000, Cole ha preso il suo posto, diventando così terzino sinistro e prima scelta per Arsène Wenger anche dopo il recupero dello stesso giocatore.

La stagione 2004-2005 è stata quella della consacrazione per Ashley Cole. Ha giocato come terzino titolare sia per la Nazionale inglese che per l’Arsenal, nonostante le proteste da parte di Gael Clichy per una continuità di impiego maggiore.

Ha segnato la sua prima rete della stagione nella 7ª giornata di Premiership contro il Manchester City, regalando la vittoria ai Gunners proprio grazie al suo centro. Ha segnato il suo secondo goal in una vittoria per 3-1 contro l’Aston Villa, siglando la terza rete dei londinesi a soli 28 minuti dal fischio d’inizio. Tuttavia nel medesimo anno il suo nome è stato spesso accostato al Chelsea a cui venne rifiutata una prima offerta di sedici milioni di sterline.

Il 31 agosto 2006 è passato dall’Arsenal al Chelsea per cinque milioni di sterline, nell’ambito di una operazione che ha portato il francese William Gallas a compiere il percorso opposto.

Con l’Arsenal ha vinto 2 Premier League, nel 2002 e nel 2004, e 3 FA Cup, nel 2002, 2003 e 2005 (segnando tra l’altro uno dei rigori decisivi). Pur essendosi infortunato nella stagione 2005-2006, ha recuperato in tempo per conquistare la prima finale di Champions League nella storia del club londinese (stagione 2005/06). Tuttavia iGunners si sono dovuti arrendere di fronte al Barcellona, nonostante il goal di Sol Campbell. Con la squadra londinese ha totalizzato 228 presenze e 9 reti. – Wikipedia

6. Mo Johnston – Celtic/Rangers

Fu un calciatore del Celtic, club di fede cattolica, dal 1984 fino al 1987, quando si trasferì al Nantes, in Francia. Gioca un anno e ritorna in patria, sponda Rangers. I suoi ex tifosi non la prendono bene, e neanche quelli nuovi (essendo di fede protestante), infatti cercarono di boicottare l’acquisto.

5. Luis Nazario de Lima (Ronaldo) – Barcellona/Real Madrid e Inter/Milan

Il tradimento in questo caso è doppio e incrociato: Barcellona/Real Madrid e Inter/Milan.

Arriva a Barcellona, via Eindhoven, nel 1996 non ancora ventenne per 20 milioni di dollari. Ci sta un anno, segna 47 gol in 49 presenze. Poi nell’estate del 1997 si trasferisce a Milano, sponda nerazzura. Segnò la prima rete alla seconda giornata di campionato contro il Bologna, partita vinta dall’Inter per 4-2. Nella stagione successiva (1997-1998) l’Inter arriva seconda in campionato, ma vinse la Coppa UEFA battendo a Parigi la Lazio con Ronaldo autore del gol del definitivo 3-0. 

A livello personale Ronaldo in quella stagione vinse il suo primo Pallone d’oro e segnò 25 gol in 32 partite in campionato, che non bastarono a vincere la classifica marcatori (appannaggio di Bierhoff con 27 centri). In particolare, realizzò 16 reti nelle 17 partite del girone di ritorno, senza però riuscire a raggiungere il bomber tedesco.

Il seguito della permanenza di Ronaldo all’Inter fu reso difficile da due infortuni gravi e dai tempi lunghi di recupero. Il 21 novembre 1999, durante Inter-Lecce, si lesionò il tendine rotuleo del ginocchio destro. Ci vollero quasi sei mesi e un intervento chirurgico prima di tornare in campo: questo avvenne il 12 aprile 2000 a Roma, durante la finale d’andata della Coppa Italia contro la Lazio. Ma il ginocchio cedette nuovamente dopo sei minuti dall’ingresso in campo e, questa volta, il tendine rotuleo si ruppe completamente. La cosa fece temere per la sua carriera, visto che il danno era più grave del previsto.

 Tornò in campo alla fine del 2001, ma i postumi dell’infortunio portarono l’allenatore Héctor Cúper ad utilizzarlo con iniziale cautela. Solo nella parte finale del campionato, che l’Inter stava guidando davanti a Roma e Juventus, tornò ad essere impiegato in pianta stabile, risultando spesso decisivo.

Nell’ultima partita di campionato, il 5 maggio 2002 allo Stadio Olimpico di Roma, l’Inter fu battuta 4-2 dalla Lazio e si vide sorpassata in classifica sia dalla Juventus, che vinse lo scudetto, sia dalla Roma. Ronaldo chiuse la partita in lacrime: fu la sua ultima apparizione in campionato con la maglia dell’Inter.

Nel luglio 2002, subito dopo il termine del vittorioso campionato del mondo, Ronaldo ruppe con il tecnico interista Cúper e chiese di essere ceduto, a meno di ricevere un adeguamento dell’ingaggio. Dopo una trattativa durata tutto il mese d’agosto e condotta tra il furore dei tifosi, il giocatore brasiliano fu ingaggiato dal Real Madrid il 31 agosto 2002 poco prima della mezzanotte (termine ultimo per la consegna della lista dei calciatori per le competizioni UEFA per club). 

Le due società raggiunsero l’accordo per il trasferimento in Spagna del giocatore sulla base di 45 milioni di euro, 35 in contanti pagabili in cinque anni più altri 10 da versare a dicembre 2002 se l’Inter (come poi avvenne) non avesse scelto in cambio un giocatore del Real. Con la squadra, fresca vincitrice della Champions League e della Supercoppa europea, nel dicembre 2002 vinse la Coppa Intercontinentale. I successi ottenuti con il nuovo club e il titolo mondiale conquistato con la Nazionale brasiliana, gli permisero di ricevere il 17 dicembre 2002 il secondo Pallone d’oro della carriera.

Nella stagione 2002-2003 vinse il campionato spagnolo, mentre all’inizio di quella successiva, Ronaldo conquistò la Supercoppa nazionale. In quattro stagioni e mezzo al Real Madrid Ronaldo vanta 177 partite ufficiali con 104 gol e il secondo titolo di Pichichi nel 2004.

Il 30 gennaio 2007, dopo una lunga e complessa trattativa, il Real Madrid ha ceduto Ronaldo al Milan per la cifra di 7,5 milioni di euro. Una clausola del contratto d’acquisto prevedeva che, nell’eventualità (poi verificatasi) del raggiungimento di un posto utile alla qualificazione alla Champions League 2007-2008, il Milan fosse tenuto a versare al Real Madrid un ulteriore corrispettivo di 500.000 €. 

Ronaldo ha firmato un contratto con il Milan fino al 30 giugno 2008. In base al regolamento UEFA, che proibiva a qualsiasi calciatore di poter giocare in una stagione sportiva europea con due o più squadre diverse, Ronaldo non ha potuto essere schierato nell’edizione 2006-2007 della Champions League, essendovi stato utilizzato in precedenza dal Real Madrid. L’esordio in campionato con il Milan è avvenuto l’11 febbraio 2007, subentrando nel secondo tempo dell’incontro casalingo contro il Livorno, vinto 2-1. Nella giornata successiva, in trasferta contro il Siena, ha realizzato una doppietta nell’incontro vinto dal Milan per 4-3. 

Infine, nel derby dell’11 marzo 2007, ha realizzato il gol del provvisorio 1-0 contro l’Inter, la quale ha poi vinto l’incontro 2-1. Nel complesso l’acquisto di Ronaldo ha segnato una svolta nella stagione del Milan: con 7 gol in 14 presenze il brasiliano ha dato un apporto decisivo alla rimonta della squadra verso la quarta posizione, necessaria per qualificarsi alla Champions League tramite i preliminari che poi i rossoneri hanno potuto saltare, avendo vinto la massima manifestazione europea per club ad Atene contro il Liverpool.

Un infortunio alla coscia sinistra, capitatogli in allenamento il 31 luglio 2007, lo ha costretto a saltare la prima parte della stagione 2007-2008. Il 4 novembre 2007, dopo 3 mesi di assenza dai campi, Ronaldo è stato convocato da Carlo Ancelotti per la trasferta del 6 novembre contro lo Šachtar.

xHa fatto il suo esordio stagionale in partite ufficiali nello Stadio Sant’Elia contro il Cagliari, il 25 novembre, nel 13º turno di campionato. Convocato anche per la successiva gara di Champions League del 28 novembre contro il Benfica, non è però sceso in campo poiché ha subito un nuovo infortunio, questa volta al polpaccio, durante il riscaldamento pre-sostituzione. Ha stentato a riprendersi da tale infortunio e non si è allenato coi compagni in Giappone prima del Mondiale per club 2007. Di conseguenza, dopo essere stato inizialmente inserito nella lista dei 23 convocati per tale manifestazione, il giorno prima dell’esordio, in accordo con il giocatore, il Milan ha deciso di sostituirlo con Favalli. È tornato in campo dopo l’infortunio il 13 gennaio 2008 a San Siro contro il Napoli segnando 2 gol nella vittoria per 5-2.

Il 13 febbraio 2008, nel recupero di campionato contro il Livorno, Ronaldo ha subito un nuovo grave infortunio: entrato in campo da pochi minuti, nel tentativo di colpire di testa il pallone crossato in area da Massimo Oddo, si è procurato la rottura del tendine rotuleo questa volta del ginocchio sinistro. È stato operato il giorno seguente ancora a Parigi da Eric Rolland con la consulenza di Gérard Saillant, il medico che l’aveva operato 8 anni prima.

L’11 marzo 2008, a poco meno di un mese dall’infortunio, Ronaldo è tornato in Italia, dove ha proseguito il programma di recupero, per poi continuare in patria dal 9 aprile. Il 29 aprile 2008 è giunta la notizia che Ronaldo è stato trovato in compagnia di tre prostitute transessuali in un motel di Rio de Janeiro. La polizia ha poi riferito che le tre avrebbero cercato di estorcere al giocatore 50.000 real (circa 20.000 euro) per non dire nulla dell’accaduto ai media.

Il 30 giugno 2008 è scaduto il contratto di Ronaldo con il Milan, che ha deciso di non rinnovarlo per la stagione seguente. L’attaccante brasiliano, quindi, dal 1º luglio 2008 è rimasto senza contratto per la prima volta da quando ha iniziato a giocare.

 4. Harry Redknapp – Portsmouth/Southampton/Portsmouth

Da allenatore e non da giocatore, nel 2004 passa dal Portsmouth (dopo averlo portato in Premier League) al Southampton (retrocedendo) per poi ritornarci l’anno successivo e vincendo, nel 2008, la coppa d’Inghilterra.

3. Carlos Tevez – Manchester United/Manchester City

L’apache, ora in forza alla Juventus, approda il 10 agosto 2007 a Manchester, sponda United per 12,7 milioni di euro. Con i Red Devils esordisce il 15 agosto contro il Portsmouth e il 23 settembre segna il suo primo gol contro il Chelsea (2-0 all’Old Trafford). Nella sua prima stagione l’Apache vince la Premier League e la Champions League grazie alla vittoria ottenuta ai calci di rigore contro il Chelsea. Nel corso della massima competizione europea il calciatore argentino mette a segno 4 gol. A queste vanno aggiunti i 14 gol in 34 presenze nel suo primo anno di Premier League, nel corso del quale non sempre parte da titolare.

Nella stagione 2008-2009 vince nuovamente il titolo nazionale con due giornate di anticipo, collezionando 29 partite e 5 reti. Il 5 dicembre 2008 realizza la sua prima tripletta nel quinto turno della Coppa di Lega vinta per 5-3 contro il Blackburn. Pochi giorni dopo conquista anche il Mondiale per club, nella cui finale parte da titolare. Entra in campo nel secondo tempo, nella finale di Champions League persa per 2-0 contro il Barcellona.

Il 20 giugno 2009 il Manchester United ufficializza l’addio di Tévez con una nota pubblicata sul proprio sito, annunciando il passaggio al City per 29 milioni di euro.

2. Luis Figo Barcellona/Real Madrid

Nel 1994-1995 è al centro di un caso di calciomercato: il 17 ottobre 1994 firma un contratto triennale con la società italiana della Juventus con decorrenza dal 1995, ma poche settimane dopo disdice unilateralmente quest’accordo con una lettera; per la Juventus ciò non è sufficiente, quindi – forte dell’accordo di 6 miliardi di lire allo Sporting e uno e mezzo all’anno al giocatore – deposita il contratto presso la Lega Calcio nel gennaio del 1995. Il 1º febbraio 1995 Figo firma da svincolato un contratto con il Parma, disposto a versare alla squadra portoghese 2 miliardi di lire come da parametro UEFA. Figo esce dall’impasse dopo che le Lega ha riconosciuto irregolari entrambi i contratti iniziando una mediazione fra i due club, i quali il 17 febbraio seguente decidono di non tesserare il giocatore per due anni, durante i quali nessun’altra società italiana avrebbe potuto farlo.

Figo passa quindi al Barcellona, dove resta per cinque anni. Nel periodo in blaugrana vince 2 campionati spagnoli, 2 Coppe del Re, 1 Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e una Supercopa de España.

In totale, con la maglia del Barcellona ha collezionato 249 partite e 45 gol tra campionato e coppe.

Nel 2000 è protagonista di un clamoroso trasferimento al Real Madrid per 62 milioni di euro. Con la squadra della capitale conquista due volte la Primera División, oltre alla Champions League, alla Coppa Intercontinentale, alla Supercoppa Europea e a due Supercoppe di Spagna. Proprio nel 2000 viene premiato con il Pallone d’oro, battendo Zidane: a questo premio individuale, si aggiunge – in particolare – il FIFA World Player del 2001.

Nella stagione 2002-2003, Figo è vittima di uno dei più noti episodi di contestazione da parte dei suoi ex-tifosi del Barcellona. Durante Barcellona-Real Madrid, mentre Figo si trovava vicino alla bandierina del calcio d’angolo impegnato in un’azione di gioco, dagli spalti venne lanciata la testa di un maiale che finì non molto distante dal giocatore.

Nel Real Madrid ha collezionato in totale 242 presenze e 56 gol. – Wikipedia

1. Sol Campbell – Tottenham/Arsenal

Campbell ha debuttato nella prima squadra del Tottenham nel dicembre del 1992, segnando un goal dopo aver sostituito Nick Barmby, non giocando poi più per il resto della stagione. Nelle due stagioni successive ha giocato in varie posizioni nella difesa prima di diventare un centrale. Con il tempo ha collezionato sempre più presenze.

Nella stagione 1998-1999 gli Spurs sono arrivati solo al settimo posto nel campionato.

Passato all’Arsenal, alla prima stagione a Londra ha vinto sia la Premier League che la FA Cup.

Nella stagione 2002-2003 ha mantenuto il suo posto da titolare sia nella prima squadra che nella Nazionale, con un infortunio nel finale di stagione. L’anno successivo l’Arsenal ha vinto il campionato rimanendo imbattuto.

Nel 2004 ha vinto l’FA Cup. Nella stagione 2005-2006 si è procurato due infortuni che ne hanno compromesso la forma fisica in quella stagione. Nella finale dell’edizione 2005-2006 della UEFA Champions League ha messo a segno il gol del momentaneo vantaggio contro il Barcellona, poi vincitore per 2-1. – Wikipedia

 

La lista è stata stilata da Copa 90.

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