Champions League
 

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L’inno della Champions League è stato scritto da Mister Tony Britten, che spiega come l’attuale inno della Champions League fu scelto tra varie opzioni, e fu scelta una versione che si rifaceva ad una canzone di quasi 300 anni, “Zadok the Priest“, composta nel 1792 da Hendel.

Compositore, produttore, scrittore, regista e pianista britannico ha lavorato a produzioni teatrali, televisive e cinematografiche. Noto anche per aver composto la musica del film “Robocop“.

Tony Britten
© mirror.co.uk

Uefa e Team Marketing, che hanno ideato l’inno nel 1992, pensavano a qualcosa simile ai Tre Tenori, che allora spopolavano. Presentai una serie di musiche su cui lavorare e a loro piacque molto Zadok the Priest: da Händel ho ‘preso’ i violini e li ho usati per scrivere il brano, che comunque usa lo stile dell’inno originale. Per le parole ho pensato a una serie di superlativi inglesi, poi trasformati in un testo che il coro poteva cantare in modo credibile, con quel celebre finale che tutti conoscono“, ha spiegato un po’ di tempo fa a La Gazzetta dello Sport.

Si dice “orgoglioso” della sua creazione e che mai avrebbe immaginato un successo del genere. “Ogni volta che sento The Champions mi sento onorato. Nel 1992 la Champions stava nascendo, non avrei mai immaginato di arrivare fin qui. E non saprei nemmeno qual è il suo segreto, però credo che sia un perfetto simbolo della grandiosità di questa competizione“.

Tra i ricordi legati alla canzone che il San Paolo di Napoli ama far sentire anche al di fuori delle proprie mura, quello che gli regala più gioia è proprio legato all’Italia: “Nel 2001, per la finale a Milano, abbiamo suonato l’inno dal vivo, insieme con il coro della Scala. Ricordo ancora l’urlo del pubblico, assordante: avevo paura di non riuscire a dirigere il coro. Fu una giornata bellissima anche perché conobbi Pelè e vidi tutta la partita a bordo campo. Una cosa da raccontare ai nipotini“.

Il compositore britannico ha anche avuto la fortuna di vedere tante partite dal vivo: “Ho portato mio fratello alla finale di Parigi nel 2000 e abbiamo avuto un pallone”, ha detto.” Eravamo in piedi in posti davvero belli e mio fratello mi ha fatto notare che c’erano persone che cantavano insieme.“.

 
 

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