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Si partirà a porte chiuse in Austria

Il giro del mondo pare salvo, sebbene sia più lungo dei famosi 80 giorni di Verne e abbia perso ufficialmente un’altra tappa con la cancellazione del GP di Francia (dopo quelli di Spagna, Olanda, Italia e Montecarlo – Leggi l’articolo). Ieri un comunicato ufficiale di F.1 riportava dichiarazioni dell’a.d. Chase Carey, di fatto la road map – si spera il più definitiva possibile – per il Mondiale 2020. Che si farà, salvo ulteriori e futuri sconvolgimenti: prima e confortante certezza. «Stiamo in- dividuando un percorso iniziale di gare in Europa tra luglio e i primi di settembre. Partiremo dall’Austria nel weekend 3-5 luglio. Pubblicheremo il calendario il prima possibile» ha aggiunto Carey.

Tutti in fila

Via da Zeltweg e avanti tutta verso Silverstone e Monza (ai primi di settembre, appunto, «stiamo lavorando per le porte chiuse» ha ribadito il n°1 Aci, Sticchi Damiani a Radio 24), con l’incognita Spa. Ma Carey nel mentre ha chiarito anche la scansione successiva: fino a novembre la Formula 1 gareggerà in Eurasia (Baku e Sochi?), Asia (probabilmente Giappone, da capire Singapore, Vietnam e Cina) e America (Usa e Messico, ma il Brasile?). Per chiudere in dicembre nel Golfo arabo, tra Bahrain (espressamente citato da Carey a conferma che il GP rinviato in marzo si farà) e Abu Dhabi per la chiusura che comunque avverrà nell’anno solare, senza sconfinamenti a gennaio 2021 come a un certo punto era stato ipotizzato. «Le prime gare saranno a porte chiuse», ha confermato Carey, che ha però aggiunto «sperando di poter accogliere i tifosi nei circuiti via via che la stagione proseguirà». Ma è chiaro che la decisione ultima sarà presa solo in base ai provvedimenti dei vari Governi nazionali.

Arrivederci Francia

Il caso di Le Castellet fa scuola. Ieri è arrivata l’ufficialità su una decisione ormai scontata per tutti. Il GP di Francia è stato cancellato, «stiamo già lavorando a un’edizione 2021 senza precedenti» ha provato a sorridere il d.g. del circuito Eric Boullier. Mentre dall’altra parte della Manica il suo collega Stuart Pringle, n°1 di Silverstone, confermava «che il GP di Gran Bretagna sarà a porte chiuse. Abbiamo rinviato il più possibile la decisione ma vista la situazione e le misure del Governo non possiamo organizzare la gara in condizioni normali».

 
 

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