cricket
Tempo di lettura stimato: 4 minuti
   

Bangladesh a un passo da una vittoria mai vista

Australia-Bangladesh non è più una semplice serie ODI di giugno. A Mirpur, il secondo match è diventato una possibile pagina storica per il cricket bengalese: dopo il successo nell’opening match, il Bangladesh ha l’occasione di conquistare la sua prima serie ODI contro l’Australia. La squadra di Mehidy Hasan Miraz arriva infatti avanti 1-0 dopo l’86-run win con metodo DLS nel primo ODI, risultato che Reuters ha definito la prima vittoria bengalese sugli australiani in 21 anni.

Nel secondo ODI, giocato ancora allo Shere Bangla National Stadium di Dhaka, l’Australia ha vinto il toss e ha scelto di battere per prima. Ma l’avvio non ha cancellato i dubbi: al momento dell’ultimo aggiornamento disponibile, gli ospiti erano 122/6 dopo 29.3 over, con Marnus Labuschagne a 22 e Xavier Bartlett a 24, mentre il Bangladesh risultava nettamente avanti nella win probability live.

Mustafizur cambia subito la partita

Il protagonista della prima metà del secondo ODI è stato Mustafizur Rahman. Il mancino bengalese ha riportato cifre pesanti: 3 wicket per 14 run in 5.3 over, con due maiden e un’economia bassissima. In una partita in cui l’Australia aveva bisogno di partire forte per rimettere in equilibrio la serie, Mustafizur ha tolto ritmo, sicurezza e profondità al batting order australiano.

Il momento chiave è arrivato quando l’Australia è scivolata a 81/6, con Cameron Green eliminato da Tanvir Islam dopo 25 run in 50 palline. Cricbuzz indicava proprio quel wicket come ultimo colpo prima della mini-reazione firmata da Labuschagne e Bartlett, una partnership da 41 run in 50 palline che ha almeno rimesso in piedi un totale difendibile.

Australia in emergenza e senza leader

Il quadro australiano va letto anche attraverso le assenze. Mitchell Marsh, Travis Head e Tanveer Sangha sono stati esclusi dalla serie ODI contro il Bangladesh: Marsh per un problema alla caviglia, Head per motivi personali e Sangha per un infortunio al tendine del ginocchio. Reuters ha riportato che Josh Inglis guida la squadra da capitano in una serie in cui l’Australia è costretta a testare profondità e alternative.

Questo non basta a giustificare il crollo, ma spiega perché l’Australia sembri meno compatta del solito. Senza Marsh e Head, manca potenza in alto. Senza Sangha, manca una pedina specialistica per condizioni subcontinentali. E contro un Bangladesh aggressivo, abituato a leggere Mirpur, ogni vuoto tecnico diventa più visibile.

Il primo ODI ha cambiato il peso psicologico della serie

Il Bangladesh aveva già mandato un messaggio chiarissimo nel primo ODI, leggi il nostro articolo. Batting first, aveva chiuso a 284/8 in 50 over, costruendo il totale con Tanzid Hasan Tamim da 54, Najmul Hossain Shanto da 67 e soprattutto Mosaddek Hossain, autore di 86 run in 70 palline.

L’Australia, nella risposta, non aveva mai dato davvero la sensazione di controllare il chase. Cameron Green era stato il migliore con 52 run, ma il Bangladesh aveva mantenuto pressione costante fino alla vittoria per 86 run con DLS. Nahid Rana era stato indicato tra i protagonisti del successo, con quattro wicket in una prestazione che ha dato profondità e cattiveria al bowling attack bengalese.

Mirpur come fattore tecnico

Lo Shere Bangla National Stadium non è un campo neutro. A Mirpur la superficie tende a offrire grip e turn, rendendo la vita complicata ai battitori che non riescono ad adattarsi in fretta. Economic Times ha indicato una media di primo innings tra 225 e 235 run, con quota 250 considerata competitiva in condizioni normali.

Questo rende ancora più importante il totale australiano. A 122/6 dopo meno di 30 over, l’obiettivo non è più costruire un punteggio dominante, ma arrivare almeno a una soglia difendibile. Se Labuschagne dovesse restare fino alla fine, l’Australia potrebbe ancora superare quota 200 e costringere il Bangladesh a gestire pressione e aspettative. Ma se i padroni di casa chiudessero l’innings in fretta, la partita prenderebbe una direzione molto chiara.

Bangladesh, intensità nuova contro una grande storica

La differenza rispetto ad altre serie è l’intensità. Il Bangladesh non sta solo approfittando delle assenze australiane: sta giocando con un’aggressività diversa. Nel primo ODI ha costruito un totale solido, poi ha difeso con disciplina. Nel secondo ha aggredito subito il top order australiano e ha imposto una partita sporca, esattamente il tipo di gara che a Mirpur può diventare una trappola.

Per una nazionale che spesso ha alternato grandi giornate a crolli improvvisi, la continuità tra primo e secondo ODI sarebbe il vero salto di qualità. Battere una volta l’Australia è un’impresa. Metterla sotto due partite di fila e chiudere una serie sarebbe un messaggio di status.

Australia, la risposta deve arrivare subito

Per l’Australia il problema è doppio. Da una parte c’è la serie: perdere anche il secondo ODI significherebbe consegnare al Bangladesh una vittoria storica. Dall’altra c’è la credibilità del gruppo: una squadra australiana, anche rimaneggiata, non può permettersi di apparire passiva contro pressione, spin e ritmo lento.

In questa fase, Labuschagne diventa il giocatore più importante. Deve restare, portare l’Australia oltre la soglia psicologica dei 200 e permettere ai bowlers di avere qualcosa da difendere. Bartlett, già utile con il bat, può dare minuti preziosi, ma il margine è stretto: ogni wicket da qui in avanti rischia di trasformare una partita difficile in una resa anticipata.

Una serie che può cambiare percezione

Australia-Bangladesh oggi vale molto più del risultato. Per il Bangladesh, è l’occasione di uscire dalla logica dell’exploit e prendersi una serie contro una potenza storica del cricket mondiale. Per l’Australia, è un test sulla profondità e sulla capacità di reagire senza i propri leader abituali.

Il primo ODI ha rotto un digiuno lungo 21 anni. Il secondo può trasformare quella vittoria in storia. Mirpur sente il momento: Mustafizur ha già acceso la partita, il Bangladesh vede la possibilità di chiudere la serie, l’Australia è costretta a resistere prima ancora di contrattaccare.

Se il Bangladesh completerà il lavoro, non sarà soltanto un successo di giornata. Sarà una svolta simbolica: la prova che, in casa, con condizioni favorevoli e una squadra finalmente matura, può mettere sotto anche una delle nazionali più vincenti del cricket mondiale.

 
 
Tempo di lettura stimato: 4 minuti
 
 

Leggi Anche

Loading...