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Il ribaltone è ufficiale

Giovanni Carnevali è il nuovo amministratore delegato e direttore generale della Juventus. Il club bianconero ha voltato pagina dopo le dimissioni di Damien Comolli, chiudendo una fase breve e complicata e affidando all’ex dirigente del Sassuolo il doppio incarico operativo. La Gazzetta dello Sport ha riportato che il CdA della Juventus ha accettato le dimissioni di Comolli e nominato Carnevali, con una buonuscita lorda da 850mila euro per il manager francese e la rinuncia del club a richiedere la restituzione del bonus alla firma.

Sky Sport ha confermato l’annuncio ufficiale del club: Comolli non è più l’amministratore delegato della Juventus e al suo posto arriva Carnevali, chiamato subito a entrare nel cuore della programmazione sportiva ed economica della prossima stagione.

Le prime parole: responsabilità e identità

Il primo messaggio di Carnevali è stato istituzionale, ma molto chiaro. Il nuovo ad ha parlato di orgoglio, onore e senso di responsabilità, ringraziando la società, l’azionista di maggioranza e John Elkann per la fiducia. Ha aggiunto di voler costruire un percorso di crescita duraturo e riportare la Juventus a essere protagonista in Italia e in Europa, nel rispetto della storia del club e delle ambizioni dei tifosi.

È una formula classica, ma in questo momento pesa. La Juventus non cerca soltanto un amministratore. Cerca una figura che rimetta ordine dopo anni di instabilità: cambi dirigenziali, panchine trasformate troppo spesso, mercato discusso, bilanci da tenere sotto controllo e una distanza crescente dalle abitudini vincenti del passato.

Perché Elkann ha scelto Carnevali

La scelta di Carnevali racconta una svolta culturale. Dopo l’esperimento Comolli, legato a una visione più internazionale e analitica, la Juventus torna su un dirigente italiano, esperto di Serie A, abituato a trattare, vendere, comprare, valorizzare e gestire relazioni. Non è un tecnico da algoritmo, ma un uomo di calcio costruito nel mercato reale.

Il suo lavoro al Sassuolo è la base della candidatura. Per oltre un decennio ha contribuito a rendere il club neroverde un modello di sostenibilità, valorizzazione dei talenti e creazione di valore dentro e fuori dal campo. Sky, riportando il profilo inserito nel comunicato bianconero, sottolinea proprio il peso avuto da Carnevali nella crescita del Sassuolo e il suo ruolo nei tavoli della Lega Serie A.

Dal Sassuolo alla Juventus: il salto più difficile

Il Sassuolo è stato il laboratorio ideale: società stabile, proprietà forte, pressioni contenute, capacità di programmare e vendere al momento giusto. La Juventus è l’opposto: ogni decisione diventa nazionale, ogni trattativa viene giudicata in tempo reale, ogni stagione senza trofei viene vissuta come un fallimento.

Carnevali dovrà quindi dimostrare che il modello Sassuolo può sopravvivere dentro una grande. Non potrà semplicemente replicarlo. Alla Juventus non basta scoprire o valorizzare: bisogna vincere. Non basta fare plusvalenze intelligenti: bisogna costruire una squadra competitiva. Non basta essere sostenibili: bisogna esserlo senza perdere status.

Il mercato: Dibu Martínez, Sørloth, Lucumí e Kolo Muani

La prima prova sarà il mercato. Sky Sport ha indicato alcuni dossier già aperti: Dibu Martínez, Alexander Sørloth, Jhon Lucumí e Randal Kolo Muani sono tra gli obiettivi su cui la Juventus dovrà decidere se continuare ad accelerare. Il primo vertice operativo con Carnevali è atteso nei prossimi giorni, con il direttore sportivo Marco Ottolini e Luciano Spalletti già coinvolti nella programmazione tecnica.

Il tema sarà capire quanto Carnevali vorrà correggere la rotta già impostata e quanto invece preferirà mantenere continuità per non perdere tempo. La Juventus ha bisogno di rinforzi, ma anche di una linea chiara: portiere, difensore centrale, centravanti e gestione del caso Vlahović sono nodi che possono definire l’intera estate.

Il rapporto con Spalletti

Uno dei punti centrali sarà la sintonia con Luciano Spalletti. La Juventus ha scelto di continuare con il tecnico e ora gli affianca un dirigente abituato a parlare la lingua del campo e delle trattative italiane. Dopo le difficoltà emerse nel rapporto tra area tecnica e gestione precedente, Carnevali dovrà funzionare da ponte: proprietà, allenatore, direttore sportivo, spogliatoio e mercato.

È qui che si misurerà subito la sua efficacia. Un grande ad non deve solo chiudere operazioni, ma dare metodo. Deve evitare sovrapposizioni, accelerazioni disordinate, acquisti incoerenti e messaggi contraddittori. La Juve degli ultimi anni ha pagato anche questo: troppe direzioni, poca continuità.

Il dopo Sassuolo e l’eredità lasciata

L’addio di Carnevali chiude un’epoca anche per il Sassuolo. TMW ha scritto che il club neroverde dovrà ora individuare una nuova figura manageriale, probabilmente proveniente dall’area Mapei, mentre Francesco Palmieri dovrebbe mantenere il ruolo di direttore sportivo.

Per il Sassuolo è una perdita enorme, perché Carnevali era più di un dirigente: era il volto negoziale del club, l’uomo delle trattative con le big, il filtro tra proprietà, area sportiva e mercato. Per la Juventus, invece, è una scommessa di maturità: prendere un dirigente che ha lavorato bene in una dimensione media e chiedergli di reggere una delle piazze più esigenti d’Europa.

La missione: ricostruire autorevolezza

Carnevali non arriva alla Juventus per gestire l’ordinario. Arriva per ricostruire autorevolezza. La Juve deve tornare credibile sul mercato, più compatta nella governance, più riconoscibile nelle scelte tecniche e più coerente nei rapporti tra costi e rendimento.

Il suo primo compito sarà evitare l’effetto annuncio. La nomina può piacere, ma da sola non cambia la squadra. Serviranno decisioni rapide, trattative pulite, messaggi chiari e una relazione forte con Spalletti. La Juventus ha scelto un uomo di calcio italiano, abituato a creare valore e a muoversi nella complessità della Serie A.

Ora però il livello è un altro. A Sassuolo, Carnevali poteva sorprendere. Alla Juventus deve riuscire a vincere.

 
 
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