Prima il proprio lavoro, poi una corsa di oltre 300 chilometri per provare ad arrivare in tempo al momento più importante della carriera del compagno. Trinity Rodman è diventata una delle protagoniste inattese della finale maschile degli US Open 2026, nonostante poche ore prima fosse impegnata con il Washington Spirit in NWSL. Dopo la partita contro Boston Legacy, terminata con una sconfitta per 3-0 della sua squadra, la stella della nazionale statunitense ha lasciato Washington e percorso circa 200 miglia verso New York per raggiungere l’Arthur Ashe Stadium e sostenere Ben Shelton nella sua prima finale Slam.
È arrivata quando la partita era già entrata nella fase decisiva. Shelton stava provando a riaprire una finale nella quale Alexander Zverev aveva preso il controllo dei primi due set. L’americano ha conquistato il terzo, ma il tedesco ha poi chiuso 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2, conquistando il titolo. Rodman era sugli spalti con una maglia dedicata al compagno e ha seguito gli ultimi momenti di una serata che per Shelton rimarrà comunque storica.
Prima il Washington Spirit, poi New York
La particolarità della storia sta soprattutto negli orari. Rodman non poteva semplicemente organizzare la giornata attorno alla finale del compagno perché aveva a sua volta una partita professionistica.
Il Washington Spirit affrontava Boston Legacy all’Audi Field alle 13 locali. La finale degli US Open iniziava soltanto alcune ore più tardi a New York. Alla vigilia sembrava quindi molto difficile che Rodman potesse essere presente a Flushing Meadows, tanto che diversi media americani avevano spiegato come i suoi impegni con il club avrebbero probabilmente reso impossibile il viaggio.
Rodman ha invece deciso di provarci. Terminato l’impegno con lo Spirit, ha affrontato il trasferimento verso Queens e ha raggiunto lo stadio mentre Shelton stava ancora lottando contro Zverev.
Il gesto racconta bene la dinamica di una coppia formata da due atleti che non possono semplicemente mettere in pausa le rispettive carriere per accompagnarsi agli appuntamenti più importanti.
Zverev scherza sull’arrivo di Trinity
Anche Zverev ha notato l’ingresso di Rodman nell’Arthur Ashe Stadium. Durante il discorso dopo la vittoria, il tedesco ha scherzato sui tempi del suo arrivo, osservando come Shelton avesse cominciato a giocare meglio proprio quando lei era comparsa sugli spalti.
Una battuta che ha contribuito ulteriormente a trasformare il momento in uno degli episodi più condivisi della finale.
Dietro l’elemento più leggero rimane però una giornata particolarmente intensa per entrambi. Shelton aveva la possibilità di diventare il primo statunitense a conquistare gli US Open maschili dai tempi di Andy Roddick nel 2003. È inoltre diventato il primo uomo afroamericano degli Stati Uniti a raggiungere la finale del torneo dopo 54 anni.
Rodman arrivava invece da una partita con la propria squadra e da una stagione nella quale continua a essere uno dei volti più riconoscibili del calcio femminile americano.
Trinity Rodman non è semplicemente “la fidanzata di Shelton”
L’enorme attenzione generata dalla relazione con il tennista rischia talvolta di modificare la prospettiva. Trinity Rodman è però una delle sportive più importanti degli Stati Uniti a prescindere da Ben Shelton.
Classe 2002, è attaccante del Washington Spirit e della nazionale statunitense. Il profilo ufficiale della US Soccer le attribuisce attualmente 57 presenze, 13 gol e 12 assist con la selezione maggiore. Ha esordito nel 2022, appena un anno dopo essere stata nominata Rookie of the Year della NWSL.
Il punto più alto con gli Stati Uniti è arrivato alle Olimpiadi di Parigi 2024. Rodman formò insieme a Mallory Swanson e Sophia Wilson il trio offensivo ribattezzato “Triple Espresso”, uno dei simboli della squadra che conquistò la medaglia d’oro riportando il calcio femminile statunitense sul gradino più alto del podio olimpico dopo dodici anni.
Nel 2026 quel trio si è riunito nuovamente in nazionale per la prima volta dopo quasi due anni, mentre gli Stati Uniti proseguono il percorso verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali.
Il nuovo contratto con Washington fino al 2028
A gennaio Rodman ha inoltre risolto uno dei dossier più importanti del calcio femminile statunitense firmando un nuovo contratto con il Washington Spirit fino al termine della stagione 2028.
Il club ha descritto l’accordo come uno dei contratti più significativi nella storia della NWSL e del calcio femminile internazionale. La scelta ha permesso allo Spirit di trattenere la propria giocatrice simbolo nonostante l’interesse potenziale dei grandi club europei e una situazione di mercato che avrebbe potuto portarla lontano dagli Stati Uniti.
Rodman ha quindi deciso di costruire ancora una parte importante della propria carriera a Washington, dove gioca dal 2021 e dove aveva già vinto il titolo NWSL nella stagione d’esordio.
Anche nel 2026 il suo impatto offensivo è stato evidente. Nel corso dell’estate ha realizzato quattro gol in quattro partite consecutive per lo Spirit e a luglio aveva segnato anche contro Boston Legacy nella vittoria esterna per 2-1 che aveva portato Washington al primo posto della classifica.
Rodman e Shelton, due carriere che corrono insieme
Rodman e Shelton hanno reso pubblica la loro relazione nel marzo 2025. Da allora sono diventati una delle coppie sportive più seguite negli Stati Uniti, anche perché entrambi stanno attraversando una fase della carriera nella quale risultati e popolarità stanno crescendo contemporaneamente.
Durante gli US Open Rodman aveva già seguito diverse partite di Shelton, compresi il quarto contro Carlos Alcaraz e la semifinale contro Frances Tiafoe. Shelton, a sua volta, ha accompagnato e sostenuto Rodman quando il calendario del tennis glielo ha permesso.
Il loro rapporto viene raccontato molto sui social, ma la giornata di domenica ha mostrato anche il lato meno semplice della relazione tra due professionisti dello sport. Nessuno dei due può scegliere liberamente quando esserci.
Se il Washington Spirit gioca, Rodman deve essere con la propria squadra. Se Shelton disputa una finale Slam, il desiderio è naturalmente essere sugli spalti. A volte le due cose si sovrappongono.
Una sconfitta per entrambi, ma una giornata difficile da dimenticare
Sportivamente la domenica non è stata felice. Il Washington Spirit ha perso 3-0 contro Boston e Shelton è stato battuto da Zverev nella finale degli US Open.
Eppure, proprio per questo, l’immagine di Rodman che arriva a New York assume un significato particolare. Non c’era una festa da celebrare e non c’era la certezza di arrivare in tempo. C’era soltanto il tentativo di esserci.
Per Shelton la finale rappresenta comunque il risultato più importante della carriera. Per Rodman la stagione continua con Washington e con gli Stati Uniti, mentre il calcio femminile americano la considera ormai una delle figure centrali della generazione che dovrà guidare la nazionale nel prossimo ciclo mondiale.
La storia più interessante della sua domenica non è quindi quella di una celebrità arrivata in tribuna all’ultimo momento. È quella di un’atleta professionista che ha concluso la propria partita, è salita su un mezzo per attraversare oltre 200 miglia e ha provato a raggiungere un altro atleta nel giorno più importante della sua carriera.
Questa volta non è bastato per portare fortuna a Ben Shelton. Ma probabilmente spiega molto bene perché Trinity Rodman e il tennista americano siano diventati, in così poco tempo, una delle coppie più riconoscibili dello sport statunitense.
