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ROMA – Sta per succedere l’inevitabile. C’era da aspettarselo dicono quelli che vorrebbero finire il campionato quando terminerà l’emergenza Coronavirus – perché il motto lotitiano “pagare moneta, vedere cammello” può essere capovolto e valere allo stesso modo: se non c’è cammello, che moneta pensi di ricevere? Tradotto: senza calcio giocato, e dunque senza lo spettacolo per gli abbonati, perché le emittenti dovrebbero pagare la sesta e ultima tranche dei diritti televisivi? Il problema è, semmai, nell’utilizzo che viene fatto di questi soldi. In Italia pesano tanto sui bilanci e rappresentano la parte più sostanziosa degli introiti delle società, alcune delle quali pare li abbiano già scontati arrivando a chiedere un anticipo sulle prime rate della prossima stagione. Non è un’esagerazione dire che c’è chi rischia di finire sul lastrico senza le quote di Img, Sky e Dazn. Le pay tv, ovviamente, non vorrebbero avere sulla coscienza il collasso del calcio, ma devono rispondere in primis ai loro clienti che hanno speso dei soldi per qualcosa che non stanno vedendo.

RUBINETTI CHIUSI. Dopo l’approfondimento del 27 marzo de Il Corriere dello Sport, ieri da Londra è rimbalzata l’indiscrezione che la piattaforma di streaming comunicherà nel giro di pochi giorni il temuto stop ai pagamenti dei diritti (niente cammello, dunque niente moneta). Conseguentemente, diversi dipendenti potrebbero essere mandati in ferie o messi in cassa integrazione. Secondo Sportcal, Dazn liquiderà i servizi che gli sono stati consegnati, mentre non lo farà per eventi o partite di competizioni sospese, rinviate o annullate. E soprattutto: altro che anticipi sulla stagione 2020-21, i rubinetti resteranno chiusi finché non vi sarà chiarezza sui calendari. Nonostante l’impegno a creare nuovi contenuti e format, gli eventi in diretta rappresentano il “core business” dell’azienda che nel 2020 aveva programmato un’opera di espansione per raggiungere i 5 continenti. Attualmente opera in 9 Stati: USA, Canada, Brasile, Giappone, Italia, Germania, Austria, Svizzera e Spagna. Lo sport è fermo ovunque.

SOLDI. Per restare alla sola Serie A e a questa stagione, la società Per- form, che trasmette sulla piatta- forma, ha firmato un contratto da 193 milioni con la Lega (contro i 780diSkyeglialtri371peridi- ritti all’estero). Di questi, 129 sono stati pagati mentre i restanti 64 resterebbero congelati in cassaforte. Nelle 38 giornate di campionato era previsto che Dazn mandasse in onda, in esclusiva, un to- tale di 114 match (3 per ogni turno). Il costo medio dei diritti per ogni partita è di 1,7 milioni. Ne mancano davvero troppe – esattamente 38 – per far finta di niente.

di Giorgio Marota per Corriere dello Sport

 
 

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