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MILANO – Il contatto c’è stato, ma non ha avuto l’esito sperato. La Lega e l’Aic ieri si sono scoperte lon- tane sul tema degli stipendi.

Non tanto sui tagli, perché ormai è chiaro che ci dovranno essere trattative “private” tra ogni club e il relativo spogliatoio (in alcu- ni casi potrebbe non bastare nep- pure questo: c’è il rischio del… caso per caso), quanto sul con- gelamento degli stipendi da mar- zo a giugno, ovvero quelli matu- rati o che matureranno dopo lo scoppio del Coronavirus in Italia. Mentre le società aspettano il 2 maggio per capire come si com- porteranno i broadcast con il pa- gamento dell’ultima rata dei di- ritti tv, il presidente Dal Pino e l’ad De Siervo stanno provando

Ieri contatto Lega-Aic, nessun accordo ma le parti torneranno a parlarsi. I nodi: emolumenti arretrati, no al congelamento di 4 mensilità, il rischio messa in mora a impedire uno… scontro a fuoco tra i proprietari e i calciatori riguardo agli ultimi 4 stipendi di questo 2019-20. La questione per il momento è molto tecnica, ma diventerà estremamente pratica (o addirittura poten- zialmente “cruenta”) tra qualche settimane. Meglio dunque trova- re un’intesa in tempi brevi. Ecco perché entro venerdì sarà affrontata di nuovo, nella speranza di arrivare a una fumata bianca.

RISCHIO SVINCOLO. Ieri c’è stato un consiglio informale della Lega nel quale il tema stipendi è stato all’ordine del giorno. Il problema è semplice: le società si aspettano che i calciatori “congelino” fino a che la situazione emergenziale non sarà terminata i loro emolumenti. Tradotto, che firmino una car- ta nella quale si impegnano a non avanzare la pretesa di ri- scuotere quanto dovuto entro i termini fissati dalla Federazione. Questi termini, se non rispettati, possono portare i giocatori a chiedere la messa in mora della squadra e dunque lo svincolo, ma possono produrre anche pe- nalizzazioni di punti in classifica sia nella stagione in corso sia in quella successiva oltre (in ultima ipotesi) alla mancata iscrizione al campionato o alla non conces- sione della licenza Uefa. Come potete immaginare per società senza introiti dai botteghini e con tanti contratti di sponsorizzazione che non sono stati onorati fino in fondo dalle aziende, trovare tutti i soldi per pagare i tesserati e non aver problemi è assai complicato.

Ecco perché chiedono una deroga. La risposta dell’Aic? Il sindacato fa no- tare che non tutti i club hanno corrisposto neppure il salario di febbraio (qualcuno deve tirare ancora fuori i soldi di gennaio…) e che prima di parlare dei mesi da marzo ad giugno, bisogna regolarizzare il pregresso. Fermo restando che un congelamento di tutte e quattro le mensilità è ritenuto eccessivo. Al massimo, viene proposto, si può spostare il termine ultimo del pagamento di una sola (marzo) dal 30 maggio al 30 giugno. Qual è il rischio? I dirigenti non vogliono sedersi a un tavolo per discutere la decurtazione degli ingaggi sapendo che i loro tesserati, dopo pochi giorni, potrebbero chiedere la messa in mora ed ottenere lo svincolo: nella trattativa per il taglio le società partirebbero da una posizione di svantaggio. I calciatori, dal canto loro, non intendono mettere i presidenti in una situazione troppo comoda perché hanno paura che qualcuno, abituato a pagare in ritardo, colga al volo l’occasione e, ottenuta l’iscrizione dal campionato 2020-21 senza le liberatorie dei tesserati, si “dimentichi” di corrispondere quanto dovuto. Posizioni distanti, ma non inconciliabili soprattutto perché, in un periodo di forte crisi del si- stema, alla fine il bene comune dovrà prevalere. Entro vener- dì previsti nuovi aggiornamen- ti tra Dal Pino, De Siervo, Tommasi e Calcagno. Quanto ai tagli, invece, il consiglio direttivo dell’Aic di lunedì li ha già… approvati. Ogni squadra seguirà tempistiche proprie, con la Juventus che è già arrivata al tra- guardo staccando le altre.

VENERDI’ LEGA. Domani intanto riunione del tavolo sul risk assessment delle società. Venerdì invece assemblea dei club con tutti i temi caldi sul tavolo, dai calendari agli stipendi.

di Andrea Ramazzotti per Corriere dello Sport

 
 

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