Nazionale Italiana
 

ROMA – Qualche giorno fa è stato siglato, presso la sede romana della FIGC, un accordo d’intesa tra la Federcalcio italiana e il Governo del sol levante per lo sviluppo del calcio in Cina, oltre che alla diffusione del calcio italiano nel medesimo territorio, cosa a cui puntano già molti club italiani: Milan, Inter, Juventus e Napoli su tutte.

È un incontro storico, ricco di significati – ha detto Gabriele Gravina, Presidente della FIGC, in occasione della visita dello scorso 25 marzo del Ministro della Comunicazione cinese, nonché Direttore Generale di China Media Group, Shen HaixiongIl dialogo tra Italia e Cina si rafforza grazie al binomio sport e cultura che genera nuove opportunità, valorizza la dimensione del confronto e promuove le eccellenze, da ambo le parti”.

La delegazione cinese ha prolungato la permanenza nella Capitale per affrontare ulteriormente il tema dello sviluppo del calcio in Cina, cercando nuove forme di collaborazione tra i due Paesi in quella che è la disciplina sportiva più amata anche territorio asiatico.

Il calcio italiano in Cina è molto seguito per gli allenatori, i giocatori e le squadre, sono tutti molto conosciuti “. Si è congedato così il n.1 del ministero cinese della Comunicazione. “Dopo che il primo ministro Xi Jinping ha concluso una visita di successo in Italia – ha aggiunto Shen Haixiong – speriamo di realizzare ancora un progetto con voi sulla base di questo risultato. Desideriamo promuovere l’industria calcistica attraverso la nostra cooperazione strategica”.

Molti gli argomenti oggetto dell’accordo, a partire dalla diffusione della cultura e della tecnica calcistica in Cina, l’avvicinamento allo sport del mercato cinese, il tema della nutrizione e della salute degli atleti, oltre alla comunicazione e il marketing, fino ad arrivare alla collaborazione per l’organizzazione di eventi in Cina, cosa comunque non nuova a noi italiani, con un’attenzione particolare al calcio femminile, e la formazione di arbitri, oltre al know how legati alla nuova tecnologia utilizzata per primi da noi italiani, il Var.

Grazie a questa occasione – ha concluso Gravina – il calcio ha dimostrato ancora una volta di essere ponte tra culture diverse, con un’attenzione particolare al futuro. Parlando di formazione, di giovani, di tecnica, di valori, di comunicazione e di sviluppo vogliamo contribuire in maniera proattiva ad avvicinare l’Italia alla Cina e la Cina all’Italia”.

Con questo memorandum pensate che possa giovarne anche il calcio italiano, o sarà solo quello cinese?

 

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