Fifa
 

Lo scorso 26 aprile, Du Zhaocai, presidente ad interim della federcalcio cinese (e vice ministro dello sport) ha firmato un accordo con Gianni Infantino, presidente della FIFA. Le due parti nel futuro prossimo lavoreranno insieme sulle strutture, la gestione e gli aspetti tecnici relativi allo sviluppo del calcio in Cina. Come riportato dai documenti ufficiali, la collaborazione si concentrerà su 5 punti chiave: struttura e governance della federcalcio cinese, sviluppo tecnico, arbitraggio, campionato professionale e gestione degli eventi.

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Questa partnership inoltre apre poi nuovi orizzonti su quello che è l’obiettivo principale del mondo del calcio (e non solo) cinese: ospitare una edizione della Coppa del Mondo FIFA. Probabilmente la CFA (federcalcio cinese), presenterà la sua candidatura per l’edizione del 2030, considerando anche la possibilità di ospitare anche la nuova Coppa del Mondo per Club a 24 squadre, che con ogni probabilità partirà nel 2024.

Sul memorandum Gianni Infantino ha dichiarato: “Deve essere una priorità della Fifa garantire che il gioco più popolare del mondo continui a crescere e svilupparsi nel paese più popoloso del mondo”. Il presidente della CFA, Du Zhaocai, ha ribadito: “Essendo una grande nazione impegnata nello sviluppo del calcio mondiale, la Cina è disposta a dare il suo contributo pur integrandosi nella famiglia internazionale del calcio. Non vediamo l’ora di ricevere il supporto continuo della Fifa per il nostro sviluppo del calcio, che promuoverà ulteriormente lo sviluppo del gioco in tutto il mondo. “

La federcalcio cinese negli ultimi quattro anni ha firmato molti accordi con enti stranieri sportivi per la cooperazione bilaterale (in Italia c’è un accordo tra FIGC e Governo Cinese) coinvolgendo sopratutto la politica: nel 2016, in occasione del G20 di Hangzhou, il presidente argentino Mauricio Macri e Xi Jinping hanno parlato di cooperazione calcistica, ed oggi, la AFA ( la Federcalcio Argentina), è molto attiva sul suolo cinese, con programmi di formazione ed un sito e-commerce. Sempre ad un G20, quello del 2017 di Berlino, il presidente Xi Jinping e la cancelliera Angela Merkel hanno assistito assieme ad una partita di calcio giovanile ed in seguito firmarono un patto di cooperazione bilaterale che includeva anche il calcio (rafforzando gli intenti che la stessa Merkel aveva firmato nel 2016 insieme al Ministro dell’Educazione Cinese).

L’accordo tra la FIFA e la CFA è però più controverso, perché il massimo ente mondiale del calcio ha permesso l’interferenza del governo cinese all’interno della propria federazione calcistica. Secondo le regole stabilite dalla stessa FIFA, qualsiasi intervento del governo negli affari della Federcalcio può essere punita con il divieto dalle competizioni internazionali, tanto per i club quanto per le nazionali.

Cosa che negli ultimi tre anni è accaduta per Pakistan, Indonesia e Sierra Leone, dove la FIFA ha squalificato le federazioni. “Due pesi due misure” utilizzati dal massimo ente calcistico, in barba al passato recente e alle continue critiche, che esclude federazioni che hanno un peso irrilevante nell’economia calcistica mondiale, ma ammette comportamenti coercitivi in Cina solo perché Infantino e la FIFA non vogliono perdere uno dei mercati più redditizi del pianeta e ovviamente gli sponsor che ne derivano.

La FIFA non è nella posizione di squalificare la Cina dallo scenario calcistico mondiale per motivi di sponsor, infatti nell’ultimo Mondiale, quello in Russia, 4 dei principali sponsor erano cinesi: Dalian Wanda di Wang Jianling, uno degli uomini più ricchi in Cina, anche proprietario del club di Dalian nella Super League cinese; il produttore di latte Mengniu Diary, con il quale Messi ha firmato un contratto di sponsor; il marchio di apparecchi elettronici Hisense e il produttore di smartphone Vivo.

In Cina, nonostante le apparenze, è in atto una vera e propria dittatura calcistica. Infatti sul documento di riforma del calcio cinese pubblicato nel 2015, le autorità hanno sottolineato come la Federcalcio dovesse diventare indipendente e divisa dal Ministero dello Sport. Una separazione avvenuta solo sulla carta, in quanto la CFA continua ad essere gestita dalle autorità governative. Nel 2017, la decisione di ridurre il numero dei giocatori stranieri nel massimo campionato di calcio cinese, la Super League, durante la finestra di trasferimento, decisione arrivata direttamente dal Ministero dello Sport e non dalla Federcalcio del sol levante, senza poi contare che l’anno scorso è stato promulgato dal Ministero dello Sport un assurdo campo di addestramento calcistico/militare (dove 55 giocatori U25 sono stati presi dai club al di fuori della pausa internazionale e non hanno permesso loro di giocare gli ultimi 6 round del campionato). Senza contare la sostituzione di Cai Zenhua, presidente CFA fino al 2018 e che portò Marcello Lippi in Nazionale, da parte Du Zhaocai, che oltre ad essere un uomo del governo di Pechino, recentemente è diventato anche vice presidente della FIFA.

Per concludere, questo accordo tra la federcalcio cinese e la FIFA, ha poco o nulla a che fare con il calcio vero e proprio, per la Cina questo Memorandum rappresenta un grosso passo in avanti per le sue ambizioni di ospitare la Coppa del Mondo.

Fonte: ChinaFilesCalcio8Cina

 
 
 

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