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Anche i miti hanno un mito e ne abbiamo anche già parlato qui a La Piazzetta dello Sport (Leggi l’articolo). A volte più di uno. Quello del Diez era noto da tempo. Ma ieri, raccogliendo la sfida lanciata su Instagram dal gallese ex Liverpool e Juve Ian Rush, Diego Maradona, tecnico del Gimnasia, si è divertito a nominare i 6 che lo hanno fatto innamorare della pelota. E il n.1 amato dal numero uno è Ricardo Bochini, 66 anni, gloria dell’Independiente per un ventennio dal 1972, 5 Libertadores in bacheca – 4 di fila negli Anni 70 – e 2 Intercontinentali. Di cui una, quella del 1973 all’Olimpico, firmata proprio da un gol del Bocha contro la Juve, che aveva sostituito l’Ajax.

«Che onore!»

Sì, il piccolo Dieguito, che anco- ra abitava a Villa Fiorito, lo ammirava a livelli impensabili. Guardava le sue prodezze e se poteva si faceva portare da papà ad Avellaneda per seguirlo dal vivo. Qualche anno fa il Bocha raccontava a ET, del circuito de La Gazzetta dello Sport: «Che posso dire… Diego è stato il più grande n. 10 nella storia del calcio, eppure mi ha sempre considerato il suo idolo: un onore difficile da capire. Non credo di avergli insegnato nulla, perché i geni nascono così. Ma il fatto che io fossi il punto di riferimento di Diego per me è molto speciale». Bocha era uno alla Cruijff, goleador, ispiratore, leader. Una volta, Bochini andò a vedere suo fratello, che giocava contro l’Argentinos con le juniores. Lì, un ragazzino di nome Maradona fece un gol dribblando tutti. «Impara, impara Bocha», gli dissero in tribuna. Lui scese negli spogliatoi per conoscere quel tipino, ammutolito dall’emozione. Anni dopo si ritrovarono insieme in nazionale al Mondiale 1986. Qualcuno sostenne che il Bocha era lì «convocato» da Diego più che da Bilardo. E disputò solo 4 minuti alla fine della semifinale con il Belgio, risolta da una doppietta del Pibe. Subentrò a Burruchaga all’86. E Diego gli si avvicinò: «Bienvenido Maestro: lo estabamos esperando», «la stavamo aspettando».

Gli altri idoli del Pibe

Oltre al Bocha, fra gli idoli di Diego c’è un brasiliano, Rivelino, sul tetto del mondo nel 1970, ala di Corinthians e Fluminense di enorme talento, specialista dei calci piazzati. E poi gli argentini Beto Alonso, ex River, Marsiglia e Velez nella Seleccion del ’78; come Passarella, ex di Fiorentina e Inter, 7 titoli col River, uno dei migliori difensori di sempre; Angel Clemente Rojas goleador del Boca Anni 60 (quando Diego era bimbo) e Oscar Pianetti, 4 titoli con gli Xeneizes nello stesso periodo.

Leggi anche: L’infanzia di Maradona

 
 

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