facebook-beluga-rugby
 

Negli ultimi giorni il video di un tenerissimo beluga che “gioca a rugby” è diventato virale. Le immagini sono state pubblicate su Facebook da Alan Kowen e visualizzate da quasi due milioni e mezzo di volte. Un uomo si sporge dal gommone e lancia in mare un pallone Gilbert della Rugby World Cup 2019. Il beluga lo osserva attentamente e corre a prendere l’ovale, per riportarlo indietro al suo “nuovo amico”. Ma c’è un ma. È davvero possibile che un beluga selvatico possa giocare a rugby con degli umani? Cerchiamo di fare chiarezza.

Stiamo parlando di un intelligentissimo cetaceo, lungo fino a cinque metri e pesante oltre una tonnellata. Ma questo non basta per renderlo simile al nostro cane. Il primo errore lo ha fatto Alan Kowen. Accanto al video scrive infatti “il beluga celebra la vittoria degli Springboks da qualche parte vicino al Polo Sud!”. Peccato però che i beluga vivano solo nei mari del circolo polare artico, tra Alaska, Groenlandia, Canada e Russia. Niente polo sud, quindi. A lanciare la palla al grosso mammifero marino è invece un gruppo di tifosi della nazionale sudafricana di rugby, che ha appena vinto i mondiali, a bordo di un Gemini Craft, della Gemini Marine. Una ditta navale sudafricana.

Questa “piccola” svista non ha impedito però al video di fare il giro del mondo e di ricevere commenti del tipo: “l’amore per il rugby non ha confini”. Oltre ad essere stato ripreso da tantissime testate giornalistiche con titoli come: “a questo adorabile beluga piace il rugby”. Purtroppo però non c’è niente di adorabile in tutta questa storia.

Basta avere un po’ di buona memoria e fare qualche ricerca sul web per svelare l’arcano. Appena qualche mese fa, il 9 maggio 2019, Tgcom24 pubblicava un video di un beluga con una “pettorina” che ripescava un telefono in mare in cambio di un filetto di pesce. E si lasciava persino accarezzare. Un po’ troppo confidente e gentile il beluga, no? Quasi per coincidenza solo se i giorni prima, su National Geographic, usciva un articolo sui cetacei – in particolare delfini, beluga e leoni marini – che venivanoutilizzati a scopo militare. A questi animali, addestrati, viene chiesto di scovare mine e altri oggetti in fondo al mare o di identificare intrusi nelle acque territoriali.

Insomma, il beluga che ama giocare a rugby molto probabilmente è un esemplare di nome Hvaldimir che ha una funzione meramente militare, e che è stato ripreso qualche tempo fa nella stessa zona. Con l’unica differenza che indossava una “pettorina” con la scritta “Equipment of Saint Petersburg”. Un beluga addestrato insomma.

Il fotografo naturalista Marco Colombo, da sempre attento alle bufale naturalistiche che girano su internet, ha pubblicato sulla sua pagina una dettagliata smentita: “Ovviamente non abbiamo gli strumenti per essere sicuri al 100% che quel beluga in particolare sia davvero sfuggito a un programma di addestramento cetacei a scopo militare in Russia. Ma è molto probabile”.

Siamo ormai talmente assuefatti a una visione tenera e simpatica della natura, che ci racconta di animali amici dell’uomo. Sempre gentili, giocherelloni e pronti a darci una mano, quando spesso dietro questi comportamenti si cela solo la terribile mano dell’uomo. E la realtà è molto più triste di quanto si pensi. “Se incontrate un beluga deperito e confidente, che vi riporta oggetti in cambio di cibo, fatevele due domande” conclude Marco Colombo. “Nel 99% sarà un animale ammaestrato, con un passato di sofferenze”.

 
 
 

Ultime dalla Piazzetta

Stadi di Subbuteo, tra gioco e modellismo

MMA, la classifica dei fighter dal migliore al peggiore

Perché Messi cammina i primi minuti di partita?

Dybala: “Giocare con CR7 e Messi è un vantaggio per me, posso studiarli ogni giorno”

David Villa: “Ho avuto fortuna, sono stato felice!”

Presidente FIGC femminile: “Le pari opportunità nel 2020 sono dovute”

Loading...