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Per milioni di appassionati italiani il tennis aveva anche una voce. Misurata, riconoscibile, capace di accompagnare uno scambio senza sovrastarlo e di spiegare una partita senza trasformare la telecronaca in uno spettacolo parallelo. Quella voce era Elena Pero, storica giornalista e telecronista di Sky Sport, morta il 24 settembre 2026 all’età di 60 anni.

A comunicarne la scomparsa è stata proprio Sky Sport, la redazione nella quale Pero aveva trascorso oltre trentacinque anni della propria carriera, partendo dall’esperienza di Telepiù. La sua ultima telecronaca era arrivata pochi mesi prima a Wimbledon, ancora una volta accanto a Paolo Bertolucci, per raccontare un nuovo trionfo di Jannik Sinner.

Ma ridurre Elena Pero alla “voce di Sinner” significherebbe raccontare soltanto l’ultimo capitolo di una storia molto più lunga.

Prima dell’epoca d’oro del tennis italiano c’erano stati Federer e Nadal, Djokovic, gli US Open, la Coppa Davis, le ATP Finals, i Masters 1000 e soprattutto Wimbledon. Prima ancora c’erano stati Rino Tommasi e Gianni Clerici, i maestri di una scuola di giornalismo sportivo della quale Pero sarebbe diventata una delle principali eredi.

Chi era Elena Pero

Elena Pero era una giornalista sportiva specializzata nel tennis e una delle voci di riferimento di Sky Sport.

La sua carriera televisiva era iniziata ben prima della nascita dell’attuale piattaforma Sky. Nel 1989, ancora giovanissima, partecipò a una selezione promossa da Rino Tommasi attraverso la rivista specializzata MatchBall. Tommasi cercava giovani collaboratori che lo aiutassero nella raccolta e nell’organizzazione delle statistiche sul tennis.

Era un’epoca molto diversa da quella attuale. Database online, risultati in tempo reale e archivi digitali non erano ancora gli strumenti quotidiani di una redazione sportiva. Gran parte del lavoro veniva svolto manualmente.

Sky Sport ricorda che, tra i ragazzi selezionati, Tommasi ne portò due nella redazione sportiva di Fininvest. Una di loro era proprio Elena Pero.

Quel lavoro apparentemente lontano dalla telecronaca sarebbe diventato fondamentale per il suo modo di raccontare il tennis: precisione, conoscenza dei precedenti e attenzione ai dettagli sarebbero rimasti elementi centrali durante tutta la sua carriera.

L’incontro con Rino Tommasi che cambiò la sua carriera

La figura decisiva nella formazione professionale di Elena Pero fu quindi Rino Tommasi.

Pero stessa aveva raccontato di essere cresciuta seguendo il tennis e di aver risposto quasi per caso all’annuncio pubblicato dal giornalista. Dopo la selezione cominciò a lavorare con lui, occupandosi delle statistiche e seguendolo progressivamente nei tornei e nelle trasmissioni televisive.

Nel 1991, con l’arrivo dello sport su Telepiù, Pero seguì Tommasi nella nuova emittente come giornalista praticante. Sarebbe rimasta all’interno di quella struttura e poi di Sky Sport per più di 35 anni.

L’apprendistato non fu soltanto tecnico.

Accanto a Tommasi e Gianni Clerici, Pero osservò una delle coppie di telecronisti più influenti nella storia del tennis italiano. Il loro modo di commentare combinava dati, cultura sportiva, analisi tecnica e capacità narrativa.

Quando Tommasi e Clerici lasciarono progressivamente le cuffie, Elena Pero non provò semplicemente a imitarli. Costruì uno stile diverso, molto più asciutto, facendo diventare quella lezione qualcosa di personale.

Le prime telecronache di Elena Pero

Dopo gli anni iniziali in redazione arrivarono anche le prime telecronache.

Pero lavorò inizialmente insieme a Roberto Lombardi e successivamente iniziò la lunga collaborazione con Paolo Bertolucci, ex campione italiano e componente della squadra che aveva vinto la Coppa Davis nel 1976.

È proprio la coppia Pero-Bertolucci a diventare negli anni una presenza abituale per gli spettatori del tennis di Sky.

Il modello funzionava grazie a una separazione naturale dei ruoli: Pero conduceva la telecronaca giornalistica, fornendo contesto, dati, informazioni e andamento della partita; Bertolucci interveniva soprattutto sull’aspetto tecnico e tattico.

Una collaborazione durata oltre vent’anni. Dopo la morte della collega, Bertolucci ha ricordato il lungo percorso condiviso nelle cabine di commento dei principali tornei internazionali.

Elena Pero e Paolo Bertolucci: una coppia diventata familiare agli appassionati

Il successo della coppia non dipendeva solamente dalle competenze individuali.

Elena Pero aveva una concezione precisa della telecronaca: il commentatore non doveva diventare protagonista al posto della partita.

In un’intervista del 2024 spiegava che uno degli aspetti più difficili del mestiere fosse riuscire a mantenere l’obiettività e soprattutto evitare di “disturbare” ciò che lo spettatore stava guardando. Riteneva importante lasciare spazio anche ai rumori del campo e costruire una vera sintonia con il commentatore tecnico.

È una filosofia che aiuta a capire perché la coppia Pero-Bertolucci sia diventata così riconoscibile.

Il dialogo tra i due raramente sembrava costruito. La voce giornalistica accompagnava quella tecnica e viceversa, lasciando che fosse la partita a occupare il centro della scena.

Federer, Nadal e Djokovic: Elena Pero ha raccontato un’epoca del tennis

Prima di Jannik Sinner, Elena Pero aveva raccontato una delle stagioni più straordinarie della storia del tennis.

Una delle curiosità più significative riguarda Roger Federer e Rafael Nadal.

Pero commentò la loro prima sfida assoluta, disputata a Miami nel marzo 2004, quando un Nadal appena diciassettenne batté Federer, che era da poco diventato numero uno del mondo.

Quindici anni più tardi era ancora in cabina di commento per raccontare uno degli ultimi capitoli della loro rivalità, la semifinale di Wimbledon del 2019 vinta da Federer.

Nel mezzo c’è stata l’intera trasformazione del tennis mondiale: il dominio di Federer, l’ascesa di Nadal, l’esplosione di Novak Djokovic e il passaggio verso la generazione successiva.

Secondo il profilo pubblicato da Sky Sport, Pero ha commentato tutte le finali dei Masters 1000 nell’arco di sedici anni, oltre alle ATP Finals da Londra a Torino, alla Coppa Davis, agli US Open e a numerose edizioni di Wimbledon.

Wimbledon era il suo torneo preferito

Tra tutti i tornei ce n’era però uno che occupava un posto particolare: Wimbledon.

Elena Pero lo definiva il luogo ideale per una telecronaca.

Non era soltanto una questione di prestigio. Nelle sue interviste parlava dell’atmosfera del Centre Court, delle postazioni di commento, dell’erba e della combinazione tra tradizione e modernità che caratterizza l’All England Club.

Proprio a Wimbledon avrebbe vissuto alcuni dei momenti più importanti dell’ultima parte della carriera.

Sky ricorda che Pero ha raccontato 14 finali maschili sull’erba londinese. Il percorso attraversa Djokovic, Federer, Alcaraz e infine Jannik Sinner.

Wimbledon sarebbe diventato anche il luogo della sua ultima telecronaca.

Elena Pero e Jannik Sinner

L’ultima fase della carriera di Elena Pero ha coinciso con l’esplosione del tennis italiano.

Sinner, Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti e gli altri protagonisti della nuova generazione hanno progressivamente trasformato il tennis da sport seguito soprattutto dagli appassionati a uno degli eventi televisivi centrali dello sport italiano.

Pero aveva osservato questa trasformazione direttamente dalla cabina di commento.

Nel 2024 raccontava come il pubblico del tennis si fosse allargato rapidamente e spiegava che proprio questo rendeva ancora più importante trovare un equilibrio nella telecronaca: bisognava parlare contemporaneamente allo spettatore esperto e a quello che aveva iniziato a seguire il circuito da poco.

Su La Piazzetta dello Sport abbiamo raccontato più volte quanto il fenomeno Sinner abbia modificato non soltanto risultati e ranking, ma l’intero ecosistema del tennis italiano. È una trasformazione che coinvolge pubblico, televisione, sponsor e Federazione, come emerge anche dal nostro approfondimento sul ruolo di Angelo Binaghi e sulla crescita del movimento. Angelo Binaghi e il boom del tennis italiano

La telecronaca della vittoria di Sinner a Wimbledon

Il 13 luglio 2025 Elena Pero fu la voce Sky di uno dei momenti più importanti nella storia del tennis italiano: il primo successo di Jannik Sinner nel singolare maschile di Wimbledon.

Sky ha riproposto quella telecronaca dopo la morte della giornalista, ricordando il coinvolgimento con cui Pero raccontò il punto conclusivo del torneo.

Non sarebbe stata l’ultima.

Nel luglio 2026 tornò a Wimbledon per raccontare la nuova vittoria di Sinner. Fu la sua ultima telecronaca. Sky ha spiegato che Pero aveva continuato a lavorare nonostante la malattia e che proprio il torneo londinese rappresentò la sua ultima apparizione al microfono.

La coincidenza è particolarmente significativa: la giornalista che aveva attraversato l’epoca di Federer, Nadal e Djokovic concluse la propria carriera raccontando il momento di massima affermazione della nuova generazione del tennis italiano.

Per seguire l’evoluzione sportiva di questa fase, può essere utile anche il nostro approfondimento dedicato alla classifica ATP e alla corsa al vertice di Sinner.

Elena Pero, la malattia e la causa della morte

Dopo la notizia della scomparsa sono aumentate anche le ricerche relative alla malattia di Elena Pero.

Su questo punto è importante attenersi esclusivamente alle informazioni rese pubbliche.

Sky Sport ha riferito che la giornalista aveva continuato a commentare le partite anche durante la malattia. Le fonti pubbliche consultate non hanno però indicato nel dettaglio una diagnosi né una specifica causa medica della morte.

Non è quindi corretto attribuirle patologie specifiche in assenza di comunicazioni attendibili da parte della famiglia o di fonti ufficiali.

La famiglia di Elena Pero

Elena Pero ha sempre mantenuto un profilo personale piuttosto riservato.

Sky Sport, nel ricordarla, ha rivolto un pensiero alla figlia Martina e a Sergio Velli, produttore televisivo e suo compagno di vita, che aveva lavorato a lungo anche nel mondo del tennis e al suo fianco.

Anche in questo aspetto la distanza tra personaggio pubblico e vita privata era rimasta molto marcata. Pero era conosciuta soprattutto attraverso il proprio lavoro, non attraverso l’esposizione personale.

Perché Elena Pero è stata così importante per il tennis in televisione

C’è infine un elemento che va oltre risultati, tornei e date.

Quando Elena Pero cominciò a lavorare, una donna alla prima voce di una grande telecronaca sportiva rappresentava ancora un’eccezione.

In un’intervista ricordava che, nei primi anni Duemila al Roland Garros, tra circa trenta cabine di commento era l’unica donna impegnata come telecronista. Perfino alcuni degli spazi destinati ai commentatori erano stati pensati esclusivamente per uomini.

Con il tempo la sua presenza smise di essere percepita come una novità.

Ed è forse proprio questo uno dei risultati più significativi della sua carriera. Elena Pero non divenne “una donna che commentava il tennis”: per il pubblico diventò semplicemente una delle principali voci del tennis.

L’eredità di Elena Pero

Elena Pero lascia una carriera lunga più di tre decenni e una quantità enorme di partite raccontate.

Ha iniziato aggiornando a mano le statistiche di Rino Tommasi, ha attraversato l’epoca di Telepiù, ha accompagnato la nascita e la crescita di Sky Sport, ha raccontato Federer, Nadal e Djokovic e infine ha assistito all’esplosione di Jannik Sinner e del nuovo tennis italiano.

Ha inoltre costruito per oltre vent’anni con Paolo Bertolucci una delle coppie di commento più riconoscibili della televisione sportiva italiana.

Ma forse la caratteristica che meglio sintetizza il suo modo di lavorare era quella che lei stessa indicava come regola fondamentale della telecronaca: conoscere tutto ciò che serve, prepararsi continuamente, ma non togliere mai spazio alla partita.

È per questo che la sua voce è diventata così familiare.

Non cercava di essere l’evento.

Raccontava l’evento.

E per più di trent’anni, per chi seguiva il tennis in televisione, Elena Pero è stata esattamente questo.

 
 
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