Chinese Super League
 

Nel 2003 uno dei calciatori inglesi più pazzi di sempre (che in Italia ha giocato per la Lazio), Paul Gascoigne, fece una scelta azzardata, e più che per una ragione economica – per quanto appetibili potessero essere 500.000 sterline di allora, non erano di sicuro paragonabili agli stipendi milionari della Cina odierna – lo fece per tentare di scappare per l’ennesima volta dall’incubo dei suoi vizi.

Gascoigne Cina
© mirro.co.uk

La squadra in cui Gascoigne andò a giocare si chiamava Gansu Tianma, squadra della seconda divisione cinese, con sede a Lanzhou, Cina nord-occidentale, una delle tante città cinesi le cui attività ruotano attorno ad industrie altamente inquinanti.

Il buon Gazza si ritrovò da solo in un paese di cui disconosceva cultura, cibo e lingua, e per di più si trovava in un posto non proprio paradisiaco.

Firmò un contratto di nove mesi con inizio a febbraio 2003, ma in meno di due mesi, ad aprile, l’inglese si rintanò in una clinica negli States per farsi curare la depressione. Una volta riabilitatosi, però, scoppiò un’epidemia di SARS (febbre gialla), che gli impedì di tornare sui campi cinesi, dati che le restanti partite della stagione furono cancellate.

Dal punto di vista prettamente calcistico, di quell’esperienza restano quindi solo quattro misere partite (con due gol messi a segno), dove però Gazza cacciò fuori tutto il suo talento per il Gansu Tianma, per il quale tra l’altro rivestiva anche l’incarico di aiuto-allenatore.

A differenza degli aneddoti che, come ci si aspetta da un personaggio del genere, invece abbondano. Ed è lo stesso Gazza a raccontarli: come quando, annoiato a morte, decise di andare a pescare, peraltro con successo, costruendosi la canna da pesca con del bambù al quale appese come esca un biscotto, o di come nell’albergo in cui alloggiava dovesse esprimersi a gesti per farsi capire ogni volta che voleva dell’acqua.

Dopo quella esperienza, nel 2004, ritornò in patria per giocare la League Two inglese (equivalente alla nostra Serie C2 di allora). Sebbene fosse andato in Cina per scappare da se stesso, al suo ritorno mostrò tutta la sua umanità e lo fece sotto una nuova veste, come un Paul Gascoigne sempre ironico e pazzo, ma diverso.

Gazza, Gazza! What’s the score? “Gazza, Gazza! Quanto siamo?” Il coro di scherno subito dopo il gol dell’1-0 che si alza dalla curva dei tifosi del Cheltenham Town FC, alla sua prima partita in Inghilterra. Lui semplicemente si alzò dalla panchina e segnalò con le mani il risultato verso la curva, senza gestacci o parola di troppo, suscitando l’ilarità di tutto il pubblico.

Il risultato, al termine di quella partita, fu una standing ovation sincera e spontanea da incoraggiamento a non mollare nella vita di tutti i giorni.

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