Taylor Fritz esce dal Masters 1000 di Shanghai, Rafael Jódar continua il suo percorso. Il 12 ottobre consegna due risultati opposti a giocatori coinvolti nella corsa alle ATP Finals: l’americano viene rimontato da Stefanos Tsitsipas, mentre lo spagnolo recupera un set di svantaggio contro Jiří Lehečka e conquista gli ottavi di finale.
I due non si sono affrontati direttamente nel torneo cinese. A collegarli sono il peso dei risultati nella parte conclusiva della stagione e una rivalità che nel 2026 ha già prodotto incontri sul cemento americano. A Shanghai, però, le loro prospettive immediate prendono direzioni differenti: Fritz deve attendere i prossimi tornei per aggiungere punti, Jódar può continuare a guadagnarne.
Fritz eliminato da Tsitsipas: non basta il primo set
Taylor Fritz ha perso contro Tsitsipas con il punteggio di 3-6, 7-5, 6-3. L’americano aveva cominciato meglio, sostenuto da un servizio sul quale il greco faticava a costruire occasioni. La partita è cambiata nei due parziali successivi, quando Tsitsipas ha trovato maggiore efficacia nel proprio tennis offensivo.
La conclusione ha avuto anche un episodio insolito: sul 2-5 del terzo set, una pallina è caduta dalla tasca di Fritz in due punti consecutivi, entrambi ripetuti. L’americano ha segnalato personalmente il secondo episodio. Tsitsipas non ha chiuso in quel game, ma ha completato il successo nel turno successivo.
Il confronto è durato due ore e tredici minuti. Con questa vittoria, il greco ha portato sul 5-2 il bilancio degli scontri diretti contro Fritz.
Per lo statunitense resta il rammarico di un vantaggio iniziale che non è stato sufficiente. In un torneo a eliminazione diretta, un calo nella seconda parte dell’incontro può interrompere rapidamente anche una settimana cominciata bene.
Jódar supera Lehečka e raggiunge gli ottavi
Rafael Jódar ha invece battuto Lehečka per 4-6, 7-6(2), 6-4. Dopo aver perso il primo set, lo spagnolo ha vinto nettamente il tie-break del secondo e completato la rimonta nel parziale decisivo. Il risultato gli permette di avanzare agli ottavi alla prima partecipazione al torneo di Shanghai.
La partita è durata due ore e quarantadue minuti. Come riferisce il quotidiano spagnolo AS, Jódar ha sottolineato soprattutto la difficoltà delle condizioni e la qualità del servizio avversario. Il prossimo incontro lo metterà di fronte al vincitore della sfida tra Arthur Fils e Botic van de Zandschulp.
Anche il precedente con Lehečka era favorevole allo spagnolo: a Montréal aveva vinto con un doppio 6-3. Shanghai ha richiesto una soluzione diversa, costruita attraverso una rimonta. Due vittorie contro lo stesso avversario, quindi, ma ottenute con sviluppi molto differenti.
Come erano arrivati al terzo turno
Fritz aveva superato Matteo Arnaldi 7-5, 6-4, in un incontro concluso sotto il tetto del Grandstand 2 a causa della pioggia. Era un esordio positivo per un giocatore già capace, in passato, di raggiungere la semifinale a Shanghai.
Jódar aveva invece dovuto recuperare anche contro Thiago Agustín Tirante, battuto 4-6, 6-2, 6-3. Nel secondo set aveva conquistato il 93% dei punti giocati con la prima di servizio; nel terzo aveva salvato tutte e sei le palle break affrontate.
La continuità tra le due partite dello spagnolo è dunque evidente: in entrambe ha perso il primo parziale, ma è riuscito a restare competitivo abbastanza a lungo da cambiare il risultato.
La corsa a Torino: attenzione alla differenza tra ranking e Race
Nel resoconto ufficiale pubblicato dopo gli incontri del 10 ottobre, Jódar occupava l’undicesima posizione della Race e Fritz la dodicesima. È un riferimento temporale importante: si tratta della situazione riportata prima dei risultati odierni, non di una classifica definitiva del torneo.
La Race misura il rendimento nella stagione e serve a seguire la corsa verso l’appuntamento conclusivo di Torino. Va distinta dal ranking mondiale, che considera un arco temporale diverso. Confondere le due graduatorie può portare a leggere male il significato di una posizione o di un sorpasso.
L’eliminazione interrompe la raccolta di punti di Fritz a Shanghai. Jódar conserva invece la possibilità di migliorare il proprio bottino. Questo è l’effetto immediato dei risultati: la qualificazione alle Finals richiede ancora di considerare il percorso degli altri contendenti e le settimane successive.
Fritz e Jódar: i precedenti nel 2026
Il confronto diretto tra i due offre un altro elemento utile. Fritz ha battuto Jódar a Delray Beach, al secondo turno, per 7-6(4), 6-4. L’americano si è imposto anche nella finale di Washington, vinta per 7-6(2), 6-4.
Sono risultati simili nella forma, con un primo set deciso al tie-break e un secondo chiuso sul 6-4. A Washington, Fritz ha conquistato l’81% dei punti con la prima di servizio, contro il 66% dello spagnolo: un dato che aiuta a spiegare la maggiore protezione dei propri turni di battuta.
I precedenti favoriscono quindi Fritz, ma non annullano il diverso esito della giornata cinese. Il rendimento di un giocatore contro un avversario specifico e quello prodotto nell’intero torneo rispondono a domande differenti.
L’esperienza di Fritz nei grandi appuntamenti
Fritz conosce già il livello richiesto per arrivare in fondo agli eventi più importanti. Nel 2024 ha raggiunto la finale degli US Open, perdendo contro Jannik Sinner per 6-3, 6-4, 7-5. Quel percorso ha rappresentato un passaggio centrale nella sua carriera, portandolo a disputare per la prima volta una finale Slam.
Nello stesso anno è arrivato anche all’ultimo atto delle ATP Finals, ancora contro Sinner. L’italiano si è imposto a Torino con un doppio 6-4. Per Fritz, dunque, l’obiettivo di tornare al torneo conclusivo si collega a un’esperienza già vissuta da protagonista.
La sconfitta di Shanghai va letta dentro questa ambizione: è un’occasione persa in un momento importante, senza trasformare automaticamente il risultato di una singola partita nel giudizio sull’intera stagione.
Jódar, dal tennis universitario al primo titolo ATP
Il percorso di Jódar è differente. Prima del passaggio al professionismo ha giocato per l’Università della Virginia. Il primo titolo ATP è arrivato a Marrakech nel 2026, con il successo in finale su Marco Trungelliti.
L’ATP ha evidenziato la rapidità di questa crescita: il passaggio al professionismo era avvenuto soltanto nel dicembre precedente. Il titolo marocchino ha quindi dato una prima conferma concreta alla possibilità di competere stabilmente nel circuito maggiore.
Shanghai aggiunge un altro tipo di prova: vincere incontri lunghi, recuperare uno svantaggio e ripresentarsi in campo con nuove aspettative. La sua settimana continua, mentre quella di Fritz si ferma. Nella corsa verso Torino, sarà la capacità di ripetere risultati utili a dare un peso duraturo a questa giornata.
