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Venerdi incontro tra Lega e società

Lontano dai riflettori accesi dai milioni versati dai diritti tv e dai lustrini dei grandi campioni globali, il variegato universo della Lega Pro è in movimento verso l’assemblea che Francesco Ghirelli ha convocato per venerdì. E’ lì, in quello che non è solo il campionato “dei campanili” (la Lega Pro genera un valore di 580 milioni di euro. Per ogni euro investito se ne ge- nerano tre. Le 60 squadre alimentano le attività giovanili, i centri sportivi, la crescita dei talenti, la “quarta categoria” per i disabili e centinaia di iniziative sociali sul territorio) che si corre il concreto rischio di veder riverberati gli effetti più pesanti della crisi. La stragrande maggioranza dei club di Serie C, infatti, esiste grazie alla munificenza degli imprenditori che però, inevitabilmente, dovranno pensare prioritariamente alla sopravvivenza delle proprie aziende: il calcio rischia di finire in secondo, o addirittura terzo, piano.

Così, se da una parte c’è il “confronto sportivo” sulla possibilità o meno di riprendere il campionato (sulla ripartenza è favorevole buona parte dei club), dall’altra c’è il grande lavoro per la sopravvivenza (non più solo sostenibilità) della Lega che sta portando avanti il presidente Ghirelli. Al quale va dato il merito di essere stato il primo ad avere imposto il blocco totale al campionato, quando ancora il Governo tentennava su tutto, il 21 febbraio: «Non sa quanto avrei sperato di fare a posteriori la parte dello scemo. – sospira Ghirelli – Tanto uno più uno meno… Invece, purtroppo, la scelta della C si è rivelata quella più giusta». Così, ancor più alla luce di quella decisione lungimirante, è del tutto fuori contesto pensare di poter affrontare la ripresa del campionato venerdì: «Ma figuriamoci se mi avventuro in date: è come giocare al Supere- nalotto e pensare di vincere. In questa vicenda c’è una catena di comando che va dai responsabili della sanità, al Governo, alla Figc e poi arriva alle Leghe. Però c’è soprattutto un “convitato di pietra”, che è il virus: è lui a decidere quando tornare in campo».

Venerdì, dunque, si discuterà del piano di crisi e della sostenibilità del campionato per la prossima stagione e per quella successiva, anche grazie ai piani che Ghirelli aveva già fatto approntare per la gestione ordinaria. Un tema, per nulla trascurabile considerato il blocco di capitali per centinaia di migliaia di euro da parte di ogni club, è quello delle fideiussioni necessarie per l’iscrizione.

La proposta di Ghirelli è radicale: «Le tolgo. Le toglieremo e aumenteremo i controlli per evitare che qualcuno ne approfitti o che restino penalizzati coloro che seguono le regole di gestione e di pagamenti. Vede, ora dobbiamo compiere un salto di qualità molto importante, direi perfino etico. In questi mesi ci siamo occupati, e mi lasci dire con un discreto successo, di controllare iscrizioni e gestione per togliere di mezzo i furbi e gli sciacalli. Ora dobbiamo agire per tutelare gli onesti, coloro che investono soldi per consentire di avere il calcio in tutta Italia. Per questo lavoriamo su sostenibilità endogena (fondi di solidarietà e molto altro) ed esogena (deducibilità delle sponsorizzazioni, spostamento di scadenze) che illustrerò venerdì. La riforma del cam- pionato proposta da Gravina? Ora mi concentro sulla sostenibilità e sulla salvezza del campionato poi, quando il dolore sarà passato, parleremo volentieri anche di riforme. Gabriele sa che non è un tabù». Gravina e Ghirelli si conoscono e si stimano da decenni e hanno una grande sintonia sulle riforme “di sistema” da apportare al calcio: nulla di nuovo. Le parole del presidente Figc, casomai, hanno sollevato più di qualche perplessità tra i club sia perché è sembrata una eccessiva fuga in avanti, quando ancora non è chiaro se ci saranno retrocessioni e promozioni con il rischio di ricorsi, sia perché c’è timore riguardo alla scelta dei 20 club di elite, come ha sintetizzato Oscar Magoni a TMW, ds del Renate: «Guardando la tifoseria non potremmo esserci, ma guardando i risultati sul campo sì: per meriti sportivi valiamo molto più di tante altre squadre blasonate. Quindi chi stabilisce chi è l’élite o meno?». Priorità, ora, alla sopravvivenza.

 
 

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