L’operazione lampo che accende il mercato bianconero
Jeff Ekhator è diventato in poche ore uno dei colpi più sorprendenti dell’estate della Juventus. L’attaccante classe 2006 del Genoa è vicino al trasferimento in bianconero dopo una trattativa accelerata tra i due club negli ultimi giorni di giugno. ANSA parla di operazione in chiusura per una valutazione complessiva da 23 milioni di euro, con 18 milioni in contanti più il cartellino di David Puczka destinato al Genoa.
La Juventus si era mossa inizialmente su una base più bassa, attorno ai 15 milioni, con contatti continui e la volontà di chiudere rapidamente. Sky Sport aveva anticipato l’accelerata, spiegando che il club bianconero voleva completare l’affare entro 24 ore e che nell’operazione poteva rientrare proprio Puczka, tra i profili più interessanti della Next Gen.
Perché la Juve ha scelto proprio Ekhator
La scelta di Ekhator racconta una direzione precisa. La Juventus cerca un attaccante giovane, italiano, fisico, con margini e già abituato al ritmo della Serie A. Non è il classico investimento da vivaio da parcheggiare per anni: è un profilo che può entrare subito nella rotazione, soprattutto in un reparto offensivo che Luciano Spalletti dovrà ridisegnare tra mercato, gerarchie e necessità di profondità.
Ekhator è nato a Genova l’11 novembre 2006, è alto 1,88 e Transfermarkt lo valuta 18 milioni di euro. È un dato che spiega perché il Genoa non abbia mai considerato il suo nome come una semplice uscita minore: il ragazzo è uno dei prodotti più preziosi della nuova filiera rossoblù.
Dal Genoa alla Nazionale: una scalata velocissima
Il punto forte della storia di Ekhator è la rapidità della crescita. ANSA ricorda che l’attaccante ha già esordito anche con la Nazionale maggiore e che nell’ultima Serie A ha raccolto 30 presenze con 3 reti. Sky aveva già segnalato a gennaio l’interesse dell’Al-Hilal, sottolineando che il classe 2006 aveva segnato in campionato contro Napoli e Roma e che era un prodotto del settore giovanile del Genoa, come Ahanor e Venturino.
Sono dettagli importanti perché mostrano una cosa: Ekhator non è esploso nel vuoto. È cresciuto dentro un club che negli ultimi anni ha saputo valorizzare giovani fisici, intensi, pronti a reggere il salto tra Primavera e prima squadra. Il Genoa gli ha dato spazio, lo ha protetto e ora lo trasforma in una plusvalenza pesante.
Il ruolo nel progetto di Spalletti
Per la Juventus, Ekhator è un investimento tecnico prima ancora che economico. Spalletti ha bisogno di attaccanti capaci di muoversi, pressare, attaccare la profondità e non limitarsi a giocare da riferimento statico. Il giovane ex Genoa può diventare un’alternativa fisica, un centravanti da rotazione, ma anche un profilo da costruire con calma accanto a compagni più esperti.
La domanda sarà immediata: tenerlo subito a Torino o lasciarlo ancora un anno al Genoa? Tuttosport ha scritto che il futuro del giocatore era ancora da definire nella fase finale della trattativa, con la possibilità di valutare se inserirlo subito nella rosa bianconera o concedergli continuità altrove.
Il Genoa perde un talento, ma fa cassa
Dal lato rossoblù, la cessione è dolorosa ma comprensibile. Il Genoa vende un prodotto cresciuto in casa, incassa una cifra importante e inserisce un giovane come Puczka in un’operazione utile anche per costruire la prossima rosa. Il club aveva ricevuto altri interessamenti: ANSA cita Bologna, Atalanta e Betis Siviglia tra le società che si erano mosse, con offerte però respinte prima dell’accelerata juventina.
Il tema non è solo sportivo. Per una società come il Genoa, una cessione di questo tipo permette di finanziare il mercato, rafforzare più reparti e mantenere equilibrio nei conti. Il rischio, naturalmente, è perdere troppo presto un giocatore che avrebbe potuto diventare simbolo tecnico e identitario del nuovo ciclo.
Una scommessa da grande club
La Juventus non compra soltanto gol attuali. Compra possibilità. Ekhator non è ancora un centravanti completo, ma ha struttura, età, margine, esperienza iniziale in Serie A e status nazionale in crescita. In un mercato in cui gli attaccanti pronti costano cifre altissime, anticipare la concorrenza su un 2006 italiano è una mossa coerente con la necessità di ringiovanire e patrimonializzare la rosa.
Il passaggio decisivo sarà la gestione. Se Ekhator verrà caricato subito di aspettative eccessive, il rischio sarà bruciare una crescita ancora da consolidare. Se invece la Juventus saprà inserirlo con gradualità, il colpo potrà diventare molto più di un’operazione di fine giugno.
Ekhator lascia Genova da promessa vera. Arriva a Torino con una domanda addosso: può diventare il centravanti italiano che alla Juve manca da tempo? La risposta non arriverà in estate, ma il primo segnale è chiaro. I bianconeri hanno deciso di crederci prima degli altri.
