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Rino Marchesi se n’è andato a 88 anni: una notizia che chiude un capitolo importante del calcio italiano, fatto di figure meno rumorose ma spesso decisive per stile, cultura e umanità. È morto a Sesto Fiorentino, dove viveva da tempo.

Marchesi è stato un uomo di due carriere: quella da calciatore, con una Fiorentina capace di lasciare tracce profonde nella storia europea del club, e quella da allenatore, con un primato che lo rende immediatamente riconoscibile anche a chi non segue i dettagli: fu il primo tecnico in Italia di Diego Armando Maradona al Napoli.

Da “Leone di Ibrox” alla Coppa delle Coppe con la Fiorentina

La memoria viola lo lega a un’etichetta che a Firenze è quasi un titolo nobiliare: i “Leoni di Ibrox”, quelli della doppia finale di Coppa delle Coppe 1960/61 contro i Rangers. Marchesi, in quegli anni, vinse con la Fiorentina quattro trofei: Coppa delle Coppe (1961), due Coppe Italia e la Coppa Mitropa.

È anche per questo che la notizia ha avuto un’eco speciale tra Firenze e dintorni: per molti tifosi non è “solo” un ex allenatore, ma un protagonista di un periodo in cui la Fiorentina portò a casa un trofeo europeo che ancora oggi resta un punto identitario.

Il primo Maradona in Italia: Napoli 1984, una pagina di storia

Se però bisogna scegliere una riga che spiega perché Marchesi resti nella storia nazionale, è questa: è stato il primo allenatore di Maradona in Serie A, nel Napoli del 1984.

È un dettaglio che dice molto anche del modo in cui veniva percepito: Marchesi non era un allenatore da proclami, ma un tecnico capace di reggere contesti complessi. E il Napoli di Maradona, fin dall’inizio, era un contesto enorme: attese, pressioni, un’intera città che cambiava pelle.

Inter e Juventus: il “signore” del calcio anni ’80

Marchesi allenò anche Inter e Juventus, entrando così in quel club ristretto di tecnici italiani capaci di attraversare le grandi piazze e reggere il peso delle aspettative.

Diversi ricordi di oggi insistono su una definizione ricorrente: “un signore”, un uomo colto e ironico, lontano dalle polemiche e dalle posture da copertina.
È un tipo di profilo che nel calcio contemporaneo si vede meno: non perché manchino bravi allenatori, ma perché è cambiato il modo di comunicare e di stare in scena.

L’ultimo saluto

Secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, i funerali sono previsti a Sesto Fiorentino.

Quella di Rino Marchesi resta una figura che ha attraversato il calcio italiano con un tratto riconoscibile: niente rumore inutile, molta sostanza e una carriera che lo ha messo accanto a pagine storiche — dalla Fiorentina europea al primo Maradona “italiano”, passando per panchine pesanti come Inter e Juventus.

 
 
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