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La Juve torna su un difensore cresciuto in casa

Il nome di Tarik Muharemovic è tornato con forza dentro il mercato della Juventus. Non come semplice suggestione nostalgica, ma come possibilità concreta per rinforzare una difesa che ha bisogno di nuove certezze, fisicità e margini di crescita. Secondo quanto riportato da TuttoMercatoWeb, i bianconeri avrebbero accelerato per riportare alla Continassa il centrale del Sassuolo, dopo lo stop alla pista Lucumí, lavorando su una possibile chiusura intorno ai 18 milioni di euro. La notizia arriva dopo giorni in cui il profilo del difensore bosniaco era già stato accostato con insistenza alla Juventus, anche per il ruolo centrale di Giovanni Carnevali nei nuovi equilibri dirigenziali bianconeri.

Il punto non è soltanto tecnico. Muharemovic rappresenta un caso di mercato particolare perché la Juventus lo conosce bene: il giocatore è passato dal settore bianconero, è cresciuto nella Next Gen e poi è stato ceduto al Sassuolo. Proprio quel trasferimento ha lasciato in piedi un dettaglio economico rilevante: la Juve conserva una percentuale del 50% sulla plusvalenza futura del calciatore, un elemento che può rendere il ritorno più sostenibile rispetto a quello di altri difensori centrali dello stesso livello. La Gazzetta dello Sport aveva già spiegato che il Sassuolo aveva riscattato il calciatore a una cifra simbolica dopo la promozione in Serie A e che la clausola sulla rivendita avrebbe avuto un peso concreto nelle strategie bianconere.

Il Sassuolo alza il muro, la Juve cerca la formula giusta

Il Sassuolo, però, non ha alcuna intenzione di svendere uno dei difensori più interessanti del campionato. Nei giorni scorsi TuttoMercatoWeb ha parlato di una richiesta molto alta, fino a 40 milioni di euro, cifra che fotografa la valutazione del club neroverde e il peso ormai raggiunto dal calciatore dopo una stagione da protagonista. In un altro approfondimento, la stessa fonte ha ricordato le 32 presenze e i 2 gol dell’ultima annata, numeri che spiegano perché Muharemovic sia uscito dalla categoria del “prospetto” per entrare in quella dei difensori già pronti a muovere il mercato delle big.

La distanza fra domanda e offerta va letta anche dentro la logica della clausola. Se il Sassuolo chiede 40 milioni, la Juventus può ragionare su un costo effettivo inferiore proprio per la percentuale trattenuta sulla futura rivendita. È questa la leva che rende Muharemovic diverso da altri obiettivi difensivi. La Juve non guarda solo al cartellino, ma anche alla struttura complessiva dell’operazione. In un mercato in cui ogni innesto deve rispettare vincoli tecnici, patrimoniali e di sostenibilità, riprendere un giocatore già passato dal proprio vivaio può diventare una soluzione a metà strada tra programmazione e correzione di un rimpianto.

Una scelta tecnica coerente con la nuova difesa

Sul piano calcistico, Muharemovic offre caratteristiche che possono servire subito. È un centrale mancino o comunque abituato a giocare in costruzione, fisicamente strutturato, con centimetri e presenza nell’area. Transfermarkt lo indica come difensore centrale, nazionale bosniaco, alto 1,92 metri e con una valutazione aggiornata a 25 milioni di euro al 29 maggio 2026. Sono dati che non raccontano tutto, ma aiutano a capire perché il suo profilo sia entrato nella fascia alta dei difensori emergenti della Serie A.

La Juventus cerca un centrale capace di reggere campo, duelli e pressione. Muharemovic ha già vissuto l’ambiente bianconero, ma oggi ci tornerebbe con uno status molto diverso. Non sarebbe più il ragazzo della Next Gen da aggregare, valutare o parcheggiare, bensì un giocatore reduce da un percorso di responsabilità in Serie A. Questo cambio di prospettiva è decisivo: il ritorno avrebbe senso solo se accompagnato da un ruolo tecnico chiaro, non da una semplice operazione di mercato.

Il nodo dell’orgoglio e il rapporto con la Continassa

La Gazzetta dello Sport ha aggiunto un elemento umano non secondario: Muharemovic dovrebbe superare anche qualche resistenza personale legata al modo in cui si è chiuso il suo precedente percorso juventino. Il quotidiano ha raccontato i dubbi del difensore sul possibile ritorno, parlando di una questione di orgoglio dopo le delusioni vissute tra prima squadra e Next Gen.

È un passaggio importante perché nel mercato moderno non conta solo l’accordo tra club. Conta la percezione del calciatore, il ruolo che gli viene prospettato, la fiducia dell’allenatore, il peso del progetto. Muharemovic non tornerebbe alla Juventus per ricominciare da zero, ma per sentirsi finalmente considerato come un elemento da prima squadra. La Juve, se davvero vuole chiudere, dovrà convincerlo anche su questo piano.

Perché questa operazione racconta il mercato bianconero

Il possibile ritorno di Muharemovic dice molto della fase juventina. Il club cerca profili giovani ma già formati, possibilmente con conoscenza del campionato italiano e con costi gestibili. La pista risponde a tutte queste esigenze: difensore del 2003, già testato in Serie A, con margini di crescita e con un meccanismo economico favorevole rispetto a una normale trattativa in entrata.

L’interesse precedente di altri club, compresa l’Inter e secondo le ricostruzioni anche il Como, conferma che il giocatore non è un nome emerso all’improvviso. A inizio giugno TuttoMercatoWeb aveva riportato l’inserimento del Como dopo Inter e Juventus, mentre già a maggio si parlava di un vero derby d’Italia per il centrale bosniaco.

Un ritorno possibile, ma non ancora chiuso

La fase è delicata. Le fonti più recenti parlano di accelerata, non di affare ufficiale. Il Sassuolo punta a massimizzare la cessione, la Juventus prova a sfruttare la propria posizione contrattuale e il rapporto con Carnevali, mentre il giocatore deve essere convinto dal progetto tecnico. In mezzo c’è il valore reale di Muharemovic: non più soltanto promessa bianconera, ma difensore cresciuto altrove abbastanza da diventare nuovamente interessante per il club che lo aveva lasciato partire.

Se l’operazione dovesse andare in porto, la Juventus non comprerebbe soltanto un centrale. Recupererebbe un pezzo del proprio percorso formativo, correggerebbe una scelta precedente e aggiungerebbe alla difesa un profilo giovane, internazionale e già rodato. Ma proprio per questo il ritorno di Muharemovic non può essere trattato come una semplice occasione: sarebbe una decisione di strategia, identità e credibilità tecnica.

 
 
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