Nel giro di 48 ore la Scafatese ha cambiato volto: prima l’esonero di Gianluca Esposito (1 dicembre), poi la risoluzione consensuale con il team manager Antonio “Totò” Di Natale (2 dicembre). La particolarità? La squadra era prima, imbattuta, con miglior attacco e difesa del girone: un contesto che rende la decisione clamorosa a livello nazionale.
Perché il club ha deciso di cambiare
Dietro la scelta non si capisce se ci sono divergenze tecniche o gestionali, nonostante i numeri da capolista. Le analisi evidenziano una pressione interna crescente per accelerare il percorso verso la C e una visione diversa su rotazioni e gestione di alcuni big. Il racconto di varie testate e i resoconti locali parlano di una piazza spaccata: risultati ineccepibili da un lato, esigenza di “alzare l’asticella” e strutturare un progetto più aderente agli obiettivi societari dall’altro. Alcuni parlano di mancanza di sostegno da parte dei tifosi: oltre gli ultras, la squadra sembra avere poco seguito anche nelle partite casalinghe.
La caccia al tecnico: Ferraro in pole, contatti già avviati
Per la panchina il nome in pole è Giovanni Ferraro (ex Catania e Sorrento), profilo esperto di promozioni e piazze ambiziose. Testate locali parlano di contatti già avviati con il presidente Felice Romano e di forte convinzione nel voler affidare a Ferraro il compito di centrare la B nei prossimi 18 mesi. Il casting non esclude alternative, ma la sensazione – leggendo la stampa campana – è che la società voglia chiudere in tempi rapidi.
Di Natale: addio “di comune accordo”
In parallelo, è arrivato l’addio ad Antonio Totò Di Natale, figura di peso a Scafati dopo una carriera da oltre 200 gol in Serie A. La risoluzione è stata presentata come consensuale e comunicata dai canali locali e dai siti regionali (con rilanci nazionali di Sprint e Sport), sottolineando il rispetto reciproco tra le parti e il diverso orientamento sul progetto sportivo.
Cambiare tecnico e team manager mentre sei primo ed imbattuto comporta un rischio evidente: interrompere routine vincenti. Dall’altra parte, la società punta a un salto organizzativo: staff più allineato su mercato di gennaio. Il metro di valutazione sarà immediato: reazione dello spogliatoio, qualità delle prime tre uscite col nuovo allenatore e capacità di mantenere la pressione della vetta.
