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Bremer rompe il silenzio sul futuro

Gleison Bremer non vuole lasciare la Juventus.

Il difensore brasiliano ha chiarito direttamente la propria posizione in un’intervista pubblicata il 7 agosto, rispondendo alle indiscrezioni che nelle ultime settimane avevano collegato il suo nome a una possibile cessione durante il mercato estivo.

La dichiarazione più importante riguarda proprio il futuro: “Non ho chiesto alla Juve di essere ceduto”. Bremer ha spiegato che lasciare adesso, in una fase delicata sia per lui sia per la società, gli sembrerebbe equivalente a fuggire dalle difficoltà.

Una presa di posizione particolarmente significativa considerando la presenza nel suo contratto di una clausola rescissoria da 58 milioni di euro, destinata a scadere il 10 agosto secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport.

Il messaggio è quindi chiaro: Bremer vuole continuare a essere uno dei leader della ricostruzione bianconera.

La clausola da 58 milioni non cambia i suoi programmi

La presenza di una clausola relativamente accessibile per i grandi club europei aveva alimentato inevitabilmente indiscrezioni.

Un difensore del livello di Bremer, nel pieno della maturità calcistica e già abituato alla Serie A, potrebbe rappresentare un’opportunità per diverse squadre di Premier League o altri top club europei.

Il brasiliano, però, ha spiegato di non avere sollecitato una partenza.

La sua intenzione è quella di recuperare completamente dopo gli ultimi anni complicati e contribuire al ritorno della Juventus ai livelli che considera naturali per il club. Se in futuro arriverà il momento della separazione, vorrebbe farlo in condizioni differenti e non durante una fase nella quale la squadra sta cercando di ricostruirsi.

Il contratto è valido fino al 30 giugno 2029, dopo il rinnovo firmato nell’estate 2024.

Il vero obiettivo è tornare il Bremer pre-infortunio

Prima ancora del mercato, il tema centrale per il brasiliano è la condizione fisica.

Bremer ha spiegato di stare meglio, ma di non essere ancora al massimo perché ha iniziato la preparazione più tardi rispetto ad alcuni compagni. I primi 45 minuti dell’estate sono arrivati nell’amichevole disputata a Hong Kong contro il Chelsea.

Il difensore considera comunque positivo il percorso delle ultime settimane.

Il recupero dopo la rottura del legamento crociato subita nell’ottobre 2024 è stato molto più complesso di quanto immaginasse inizialmente. Bremer ha raccontato che la parte più difficile non fu il periodo immediatamente successivo all’operazione, ma quello dopo il ritorno in campo.

Fisicamente era guarito, ma il corpo non rispondeva ancora con la rapidità e la sicurezza precedenti.

Il lungo percorso dopo il crociato

L’infortunio subito contro il Lipsia aveva interrotto uno dei momenti migliori della carriera di Bremer.

Il brasiliano era diventato il riferimento centrale della difesa juventina e uno dei migliori marcatori puri della Serie A. Dopo l’intervento, trascorse circa nove mesi lavorando per tornare in campo.

Il problema, come ha spiegato lui stesso, è che essere nuovamente disponibile non significava essere completamente recuperato.

Durante la scorsa stagione ci sono state situazioni nelle quali mentalmente sapeva esattamente cosa fare, ma le gambe non riuscivano ancora a seguirlo con la stessa velocità. Quel momento ha prodotto dubbi e frustrazione, prima della progressiva crescita registrata negli ultimi mesi.

Adesso Bremer avverte soprattutto una differenza nella capacità di recuperare dagli sforzi: i tempi sono diminuiti e il corpo reagisce meglio ai carichi di lavoro.

Bremer: “Mi servono partite”

La necessità principale, secondo il brasiliano, è accumulare continuità.

Allenarsi può restituire forza, mobilità e condizione atletica, ma soltanto le partite permettono a un difensore di ricostruire completamente automatismi e fiducia.

Per Bremer significa affrontare duelli, cambi di direzione, scatti all’indietro e situazioni di uno contro uno senza pensare più al ginocchio.

La preparazione estiva della Juventus diventa quindi fondamentale non soltanto per apprendere le richieste tattiche di Luciano Spalletti, ma anche per completare definitivamente un percorso iniziato quasi due anni fa.

Spalletti e una Juventus che non ha ancora subito gol

Bremer ha parlato positivamente del lavoro svolto con Luciano Spalletti.

La Juventus sta progressivamente assimilando le idee dell’allenatore e le prime amichevoli hanno fornito indicazioni incoraggianti soprattutto dal punto di vista difensivo. Al momento dell’intervista, i bianconeri non avevano ancora subito gol nei primi test della preparazione.

Bremer considera però il processo ancora all’inizio.

Spalletti vuole una squadra capace di difendere in avanti, controllare gli spazi e mantenere il possesso con maggiore qualità. Per i centrali significa assumersi più responsabilità anche quando la Juventus ha il pallone.

Il brasiliano può diventare centrale proprio per la capacità di difendere ampie porzioni di campo e vincere i duelli individuali.

L’obiettivo è riportare la Juventus in Champions League

Bremer non nasconde le ambizioni.

La priorità della stagione è riportare la Juventus in Champions League. La qualificazione può arrivare attraverso il campionato oppure vincendo l’Europa League, scenario che il brasiliano considera addirittura particolarmente affascinante perché permetterebbe contemporaneamente di conquistare un trofeo.

La Juventus non può limitarsi, secondo Bremer, a considerare soddisfacente una semplice lotta per il quarto posto.

Le sue precedenti dichiarazioni sul tema erano state interpretate da qualcuno come possibile segnale di insofferenza verso il progetto. Il difensore ha voluto chiarire il significato: non stava preparando il terreno per una cessione, ma chiedeva alla squadra di recuperare ambizione.

Una Coppa Italia non gli basta

Bremer è arrivato alla Juventus nel 2022 dopo essersi imposto con il Torino.

Da allora ha vissuto stagioni molto diverse: penalizzazioni, cambi di allenatore, difficoltà societarie, il grave infortunio e la ricostruzione successiva.

Il suo palmarès juventino comprende una Coppa Italia, ma il brasiliano non vuole concludere la propria esperienza a Torino con un solo trofeo.

È anche questa insoddisfazione positiva a spiegare le parole sul futuro.

Restare non significa accontentarsi della situazione attuale. Significa provare a riportare la società verso una dimensione nella quale qualificarsi alla Champions sia il punto di partenza e non l’obiettivo massimo.

Bremer leader di una nuova Juventus

A 29 anni, il brasiliano è ormai uno dei giocatori più esperti dello spogliatoio.

Nel gennaio 2026 ha raggiunto quota 100 presenze con la maglia juventina, un traguardo celebrato ufficialmente dal club.

La Juventus lo considera da tempo uno dei punti di riferimento del reparto. Forza fisica, marcatura, gioco aereo e capacità di difendere nell’uno contro uno restano le caratteristiche principali del suo calcio.

La differenza rispetto al passato è il ruolo all’interno dello spogliatoio.

Bremer non è più il difensore arrivato dal Torino che deve dimostrare di essere pronto per il salto. È uno degli uomini chiamati a trasferire mentalità e responsabilità ai nuovi acquisti.

Douglas Luiz e i nuovi acquisti

Nell’intervista il difensore ha espresso fiducia anche nei confronti della rosa.

Ha citato in particolare Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic tra i nuovi elementi e ha manifestato grande fiducia in Douglas Luiz, convinto che il connazionale abbia qualità sufficienti per dimostrare il proprio valore.

È un messaggio che racconta anche il clima interno: Bremer vuole essere coinvolto nella nuova fase e non sta vivendo la preparazione con l’atteggiamento di un giocatore in attesa di essere ceduto.

Bremer-Juventus, il mercato può considerarsi chiuso?

Nel calcio estivo nessuna situazione può essere considerata matematicamente definitiva fino alla chiusura del mercato. L’esistenza della clausola da 58 milioni mantiene teoricamente aperta una possibilità ancora per pochi giorni.

La posizione del calciatore, tuttavia, è molto più chiara rispetto alle settimane precedenti.

Bremer non ha chiesto di essere ceduto, non considera questo il momento per lasciare Torino e vuole contribuire alla ricostruzione della Juventus.

Prima dovrà completare il recupero e ritrovare la continuità atletica che aveva prima della rottura del crociato. Poi potrà tornare a essere il centrale dominante visto nelle sue migliori stagioni.

Il primo obiettivo è la Champions League. Il secondo, implicitamente, è ancora più ambizioso: riportare la Juventus nella condizione in cui qualificarsi non rappresenti più un traguardo da celebrare, ma la normalità.

 
 
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