afa argentina
 

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In alcune occasioni i fan argentini hanno criticato Leo Messi con l’aggettivo “pechofrío“. Letteralmente “petto freddo”, ma che liberamente si intende come “cuore di ghiaccio“, in contrapposizione all’altro Diez, quello che viveva di emozioni forti per la sua albiceleste, a tal punto da giocare con una caviglia come una zampogna le fasi finali di un Mondiale.

In parole povere, qualcuno senza anima e con scarso slancio, nonostante il fatto che il capitano del Barça sia il massimo leader della squadra e il grande architetto di aver guidato la selezione argentina alle ultime finali di Coppa America e Mondiali. Questo spesso lo dimenticano i tifosi argentini.

De Rossi Messi
© www.fcbarcelonanoticias.com

A ricordarglielo, al di fuori dell’Argentina, qualcuno c’è, e crede anche che sia impensabile che i tifosi pensino a Messi come un senz’anima dopo le sue prestazioni costanti non solo con il Barça. A mettere a posto gli argentini ci ha pensato il nostro connazionale Daniele De Rossi, che ritiene molto ingiusto che il ’10’ riceva critiche quando invece è il migliore al mondo.

«Se in Italia dici che in Argentina insultano Messi, ridono qui, non capiscono niente. Come si può avere da ridire a Messi che ha due pxxxe così grandi? Ci sono persone che hanno il coraggio di dire “pechofrío” a Messi dietro un computer, e poi non hanno le pxxxe per chiedere alle proprie moglie il telecomando della TV per cambiare canale. Insultano uno che ha segnato più di 1000 goal nella sua vita!» ha dichiarato De Rossi in un’intervista a “La Nación” (quotidiano argentino; n.d.a.), dove ha voluto sottolineare che solo per piccoli dettagli La Pulga non ha potuto vincere con l’Argentina.

«Ha perso due finali di Coppa America ai rigori e io sono campione del mondo ai rigori. Guarda un po’, lui è un pechofrio in Argentina e io sono un eroe insieme ai miei compagni di squadra per aver vinto la Coppa del Mondo del 2006. E qual è la differenza? 5 centimetri. Non può essere, no, rifiuto. Vorrei che tenessi presente che spesso è lui a portare l’intera squadra sulle spalle.», ha aggiunto De Rossi, che non ha esitato a classificare Messi come il migliore.

«Da un punto di vista calcistico non c’è altro da spiegare, nulla di cui parlare. Ce ne sono altri molto bravi, come Ronaldo, che possono essere paragonabili a numeri, goal e trofei, ma poi c’è una questione di piacere e a me piace vedere Messi. L’unica fortuna che ha avuto è che ha giocato nella più grande squadra degli ultimi 30 anni, il Barcellona di Guardiola, quindi i suoi compagni di squadra, senza essere bravi come lui, erano degni di essere al suo fianco.», ha detto De Rossi, ora in pensione. dopo aver appeso gli scarpini alchiodo dopo un’avventura al Boca Juniors e un’intera carriera alla Roma.

 
 

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