Dal rischio di non partire al traguardo di Nizza
Urška Žigart ha completato il Tour de France Femmes 2026 appena sei settimane dopo la grave caduta che le aveva provocato una frattura alla mandibola.
La ciclista slovena dell’AG Insurance-Soudal ha terminato la corsa al 48° posto della classifica generale, con un distacco di 1 ora, 31 minuti e 19 secondi dalla vincitrice Demi Vollering.
Il dato sportivo, questa volta, racconta soltanto una parte dell’impresa.
A metà giugno Žigart non sapeva nemmeno se sarebbe riuscita a prendere parte al Tour. Il 18 giugno era caduta violentemente durante la seconda tappa del Tour de Suisse Women, colpendo un dosso stradale nel chilometro finale e finendo sull’asfalto ad alta velocità. Gli esami avevano confermato la frattura della mandibola.
Sei settimane più tardi era invece regolarmente al via del Tour de France Femmes.
La caduta al Tour de Suisse
L’incidente era avvenuto a Locarno.
Žigart stava cercando di chiudere un piccolo gap quando ha colpito un dosso sulla carreggiata ed è stata sbalzata dalla bicicletta. Dopo l’impatto è scivolata per diversi metri sull’asfalto.
Le prime immagini avevano generato forte preoccupazione.
La squadra aveva successivamente confermato che la ciclista era cosciente e che gli esami non avevano riscontrato altre lesioni oltre alla frattura della mandibola.
Il recupero previsto appariva comunque incompatibile con una preparazione normale per il Tour Femmes.
Niente intervento chirurgico
La svolta è arrivata dagli accertamenti successivi.
La frattura si era composta in maniera favorevole e Žigart ha potuto evitare l’operazione chirurgica. La ciclista ha raccontato che le diverse parti della mandibola erano rimaste correttamente allineate e che i medici le avevano quindi imposto soprattutto prudenza nei movimenti e nell’alimentazione.
Già durante la prima settimana di recupero aveva notato progressi superiori alle aspettative.
È riuscita a tornare rapidamente sulla bicicletta, inizialmente attraverso sessioni controllate e successivamente su strada. Anche l’alimentazione ha richiesto alcuni adattamenti nelle prime settimane a causa della frattura.
Il Tour era il terzo Grande Giro della stagione
La partecipazione assume ancora più valore considerando il calendario affrontato da Žigart.
Il Tour de France Femmes è stato il terzo Grande Giro della sua stagione. Prima dell’incidente aveva chiuso sesta alla Vuelta Femenina e ottava al Giro d’Italia Women.
Senza la caduta al Tour de Suisse, la slovena avrebbe potuto presentarsi al Tour con ambizioni concrete di entrare nuovamente nella top ten.
Le condizioni fisiche hanno invece modificato completamente obiettivi e responsabilità.
Žigart ha spiegato già alla vigilia che non poteva considerarsi nella forma migliore della propria carriera. Il semplice fatto di poter essere al via rappresentava qualcosa che poche settimane prima sembrava quasi impossibile.
Il lavoro per Kim Le Court-Pienaar
All’interno dell’AG Insurance-Soudal, Žigart ha quindi assunto soprattutto un ruolo di supporto.
La squadra puntava sulla classifica generale di Kim Le Court-Pienaar, che ha concluso il Tour al nono posto.
Per Žigart significava utilizzare la propria capacità in salita e l’esperienza maturata nelle corse a tappe per lavorare a favore della capitana, senza l’obbligo di inseguire quotidianamente una posizione personale.
La slovena ha comunque portato la corsa fino al traguardo conclusivo di Nizza.
48ª nella classifica finale
Dopo nove tappe e 1.174,7 chilometri, Žigart ha concluso il Tour in 48ª posizione.
Il tempo finale è stato di 32 ore, 26 minuti e 10 secondi.
Demi Vollering ha vinto la classifica generale in 30 ore, 54 minuti e 51 secondi, precedendo Katarzyna Niewiadoma-Phinney di 1’18” ed Elisa Longo Borghini di 4’19”.
Per Žigart non c’era però alcun confronto realistico con le favorite dopo il percorso di recupero affrontato.
La vittoria di Vollering chiude il Tour
La corsa si è conclusa ieri, 9 agosto, a Nizza.
Vollering ha conquistato il proprio secondo Tour de France Femmes attraverso un attacco decisivo sul Col d’Èze, staccando Niewiadoma-Phinney e arrivando sola al traguardo.
Elisa Longo Borghini ha completato il podio finale dopo il crollo di Marlen Reusser nell’ultima giornata.
Žigart è arrivata invece fino in fondo alla corsa in un ruolo completamente diverso rispetto alle favorite.
Pogačar e la paura dopo l’incidente
La caduta aveva inevitabilmente coinvolto anche Tadej Pogačar, compagno di Žigart.
Al momento dell’incidente lo sloveno stava disputando la competizione maschile collegata al Tour de Suisse e aveva potuto parlare telefonicamente con lei dopo il ricovero.
Žigart ha poi raccontato l’incidente con una prospettiva differente: superare un episodio tanto violento l’ha portata a dare maggiore importanza alla possibilità stessa di correre e godersi la propria vita sportiva.
Un 48° posto che vale molto più della classifica
Guardando soltanto l’ordine d’arrivo, il Tour 2026 di Urška Žigart potrebbe sembrare anonimo.
Quarantottesima posizione, lontanissima dalle migliori.
Ma sei settimane prima la ciclista slovena era in ospedale con una mandibola fratturata e la partecipazione al Tour era seriamente in dubbio.
È riuscita a evitare l’intervento, tornare in bicicletta, recuperare una condizione sufficiente, attraversare nove tappe del Tour de France Femmes e raggiungere Nizza.
Non è stata la corsa che avrebbe immaginato dopo il sesto posto alla Vuelta e l’ottavo al Giro.
Probabilmente, però, è stata una delle più difficili da completare.
