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I dati relativi al settore scolastico

Come ogni anno la FIGC fa un report sull’andamento generale del calcio italiano. In sostanza, ci mostrano i numeri del calcio tanto a livello professionistico quanto dilettantistico e scolastico. Mostrano i numeri della stagione precedente a quella terminata per avere un report completo di tutti i dati economici delle varie società iscritte alla federazione.

Così lo scorso 30 maggio la Federcalcio ha presentato il ‘ReportCalcio‘, lo studio della FIGC relativo alla stagione 2015-2016 sviluppato in partnership con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC (PricewaterhouseCoopers) presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma.

Una media di 1600 gare ufficiali disputate ogni giorno (quasi 600 mila partite l’anno), circa un milione e 400 mila tesserati, ma anche 944,6 milioni di euro di contribuzione fiscale e previdenziale, che diventano 1073,3 milioni se si prende in considerazione le scommesse sul calcio.

Per la stagione in questione la LND (Lega Nazionale Dilettanti, che dirige anche il settore giovanile scolastico) aveva previsto uno sviluppo tecnologico e infrastrutturale per il miglioramento delle condizioni dei settori giovanili in generale. Lo ha fatto attraverso il progetto Football Innovation il quale aveva come obiettivo il miglioramento di impianti sportivi già esistenti per la messa in sicurezza di oltre un milione di tesserati. Altro obiettivo era la costruzione di nuovi impianti, a tal proposito nel 2016 nasce un nuovo centro di formazione a Bolzano, l’Egna, che si va ad aggiungere a quelli esistenti di Firenze, Catanzaro e della vicina Oristano.

I numeri del settore giovanile scolastico hanno un andamento altalenante rispetto all’annata precedente (2014-2015): preoccupante il numero decrescente delle società che in 5 anni è diminuito di quasi il 10%, si passa dalle oltre 14.000 del 2011-2012 alle poco più di 13.000 nel 2015-2016, in diminuzione anche il numero di tesserati e le partite disputate, unica consolazione il numero crescente di squadre che aumentano dopo una leggera decrescita nel triennio precedente.

Le regioni con i numeri migliori sono quelle che, oltre ad essere più grandi in termini di popolazione, classicamente il calcio è un retaggio quasi culturale: Campania, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana.

 

 
 

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