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L’intervista del momento

A 38 anni, David Luiz è diventato il volto internazionale del Pafos FC. Nell’intervista pubblicata ieri, il brasiliano ha ripercorso carriera e presente, toccando anche Maurizio Sarri. «Con Sarri ho avuto un ottimo rapporto, ma per lui all’inizio è stato difficile. Cercava di portare lo stesso gioco che aveva fatto a Napoli», racconta. E aggiunge l’aneddoto diventato virale: «Continuava a urlare ad Hazard: “Devi passare la palla!” e io gli dicevo: “Mister, qua devi gestire, ci sono altri giocatori”». Parole riprese in Italia da più testate e coerenti con il suo passato al Chelsea sotto la gestione Sarri (2018–19).

Il quadro sportivo: dal gol in Champions al ruolo in rosa

La ribalta recente non nasce solo dalle parole. Il 26 novembre, gol di testa contro il Monaco e pareggio 2–2 in Champions al Alphamega Stadium: «Mi sentivo un ragazzino», ha detto sorridendo a margine, rivivendo l’emozione del primo gol in Champions in 8 anni (l’ultimo con il Chelsea nel 2017). La cronaca Reuters certifica marcatori e andamento (pari nel finale su autogol Salisu dopo la traversa di Sunjić). Anche i tabloid UK hanno sottolineato la statistica “8 years later”.

Perché Pafos (e cosa promette il progetto)

Luiz insiste su un punto: «A Cipro ci resto». Tra ambizione europea e crescita del club, Pafos gli ha proposto un percorso strutturato, con centralità tecnica e leadership su un gruppo giovane. La società, in un’intervista estiva, ha definito il suo arrivo «un passaggio di livello» preparato da tempo. Il difensore ha avuto qualche acciacco nei primi mesi, ma oggi è titolare e fulcro nelle notti europee.

Il rapporto con Sarri, oltre i meme

Gli stralci sull’Inghilterra non sono un regolamento di conti. «Ottimo rapporto», ribadisce, riconoscendo la coerenza di Sarri nel chiedere principi identici a quelli del Napoli. La difficoltà? Tradurre quel calcio in un contesto Premier fatto di ritmi e profili diversi: da qui l’urgenza di “gestire” i campioni (come Hazard) senza snaturare l’idea. Un aneddoto riportato anche da siti generalisti parla del fumo in ufficio del tecnico: «Sarri fumava in ufficio», ha sorriso Luiz, a metà tra affettuosa presa in giro e ritratto realistico del personaggio.

Cosa resta oggi: competitività ed immagine

Tra leadership in campo, racconto fuori e un gol simbolico in Champions, David Luiz è diventato un ambasciatore del progetto Pafos. In prospettiva: gestione carichi, continuità in campionato, qualificazione europea come obiettivo minimo. Intanto, gli aneddoti su Sarri (e su Hazard) hanno riacceso discussioni tattiche che vanno oltre il gossip: quanto si possa esportare un modello senza adattarlo al contesto. A 38 anni, il brasiliano dimostra che si può ancora insegnare calcio — e divertirsi.

 
 
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