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La polizia aveva dichiarato la partita ad “alto rischio”, quella tra Tottenham e Millwall, due squadre di Londra, alla ricerca di un biglietto per contndersi la semi-finale di FA Cup. I club hanno dovuto aumentare la sicurezza. Numerosi agenti di polizia pattugliavano intorno al White Hart Lane dal mattino, e il Tottenham, per evitare che ci fossero problemi, non ha aperto il negozio ufficiale del club che si trova appena al di fuori dello stadio e, al suo interno, rimosso i cartelloni pubblicitari che avrebbero potuto essere lanciati dal pubblico di casa. A monitorare la situazione dall’alto, un elicottero della polizia.

Le misure erano più alte del solito e gli steward del White Hart Lane, la cui normale funzione è quella di dare indicazioni ai tifosi, hanno dovuto indossare il casco. La partita precedente era finita in rivolta,  si è conclusa con diverse cariche e scontri tra ultras locali e visitatori.

Durante il match, i tifosi del Millwall se la prese con Heung-Min Son, nato in Corea del Sud, a cui hanno dedicato diversi cori razzisti. “Vendi tre DVD per cinque dollari“, intonavano dagli stand dei visitatori, che, secondo la Federazione inglese, se si rimanda ad una persona di origine asiatica è considerato il razzismo.

Neil Harris, allenatore del Millwall, ha parlato dopo la partita di quello che è successo: “Io non ho sentito alcuna canzone, ma se dimostrato, vogliamo che la gente venga giudicatiacon severità. Siamo venuti qui con il buon spirito di godere dei quarti di finale della FA Cup. Sicuramente se ne occuperanno le autorità competenti. Incidenti come questo sono un male nella società e nel mondo del calcio “, ha detto.

Ma questo è uno solo uno dei tanti fatti di cronaca che ha per protagonisti i tifosi londinesi del Milwall. Basta leggere Non piacciamo non c’importa, il libro “scritto” dagli hoolingans stessi del club inglese per mano di Andrew Woods, per capire la pazzia di questa curva.

Tra cameratismo, battagli contro la polizia e aneddoti esilaranti sulle rivalità tra tifoserie, la curva più calda d’Inghilterra rivelano le sanguinose battaglie avute dal 1960 ad oggi.

Oltre 50 storie, dove si parla della “Mad Season” (stagione pazza nda) del 2001/2002, quando si mise in scena una guerra perenne contro i tifosi del West Ham, dei disordini di Luton del 1985, di come hanno messo a ferro e fuoco Manchester o fatto impazzire le tifoserie di tutto il Regno Unito, o una “guida” su come gestire gli “sbirri”.

I disordini di Luton del 1985

Il 1985 è sicuramente l’anno più buio del calcio inglese, ed uno dei peggiori del calcio mondiale: nel giro di tre mesi sono successi gli incidenti di Luton, il disastro di Bradford (in cui prese fuoco lo stadio nda) e la tragedia dell’Heysel in Belgio.

I tifosi del Millwall divennero famosi per il loro teppismo calcistico negli anni ’80. I Bushwacker di Millwall erano già una delle fazioni di hooligan più famose del paese nel 1985, mentre il Luton Town aveva una propria frangia di teppisti nei MIG. Il The Den, casa di Millwall, era stata teatro di una rivolta sette anni prima, quando durante un’altra partita del sesto round della FA Cup contro Ipswich Town, hooligans del Millwall avevano ferito dozzine di tifosi della loro stessa squadra. L’allora manager dell’Ipswich Bobby Robson disse che “[la polizia] avrebbe dovuto accendere i lanciafiamme su di loro“.

Il giorno della partita, 13 marzo 1985, Luton era penultimo in Premier League, mentre il Millwall era terzo in Third Division.

Sebbene al Luton fosse stato chiesto dal Milwall di fare in modo che per la partita del mercoledì sera i biglietti corrispondessero alla capienza, l’avvertimento non fu seguito. La folla di tifosi al seguito degli ospiti fu sproporzionatamente grande, due volte più grande dei seggiolini destinati al Millwall.

Il giorno della partita all’ora del the, i pub e le edicole della città avevano già le finestre rotte, mentre la polizia lottava per sedare gli hooligans più pericolosi del mondo. La tribuna denominata Kenilworth Stand, a quel tempo ancora una vasta terrazza, quella notte era riservata ai sostenitori in trasferta. Kenilworth Road (lo stadio del Luton nda) traboccava alle 19 – 45 minuti prima del calcio d’inizio – con gli spettatori persino appollaiati sui supporti del tabellone dopo che i tornelli erano stati demoliti. Dieci minuti dopo, la polizia era impotente mentre centinaia di visitatori scalavano i recinti di fronte alla stand per correre giù per il campo verso i tifosi del Luton nell’affollata Oak Road End, “curva” dei padroni di casa.

Una grandinata di bottiglie, lattine, chiodi e monete ha visto i sostenitori della casa fuggire dalle “terrazze”, ma il numero di quelli di Milwall nello stand cresceva sempre di più, che c’era poco da fare per evitare quei missili.

Bobber Stand
Bobber Stand – © Wikipedia

I giocatori uscirono per riscaldarsi e quasi immediatamente svanirono di nuovo nel tunnel. I rivoltosi invasero quindi la Bobbers Stand (la tribuna laterale), strappando i seggiolini e brandendoli come armi. Un messaggio apparve sul tabellone elettronico dello stadio, affermando che la partita non sarebbe iniziata fino al loro ritorno nell’area assegnata, venendo ovviamente  ignorato; anche un appello dell’allenatore del Millwall, George Graham all’altoparlante ebbe alcun effetto. Fu solo quando Graham apparve a bordo campo che gli spettatori finalmente tornarono allo Stand Kenilworth. Anche dopo aver calmato gli animi, alcuni degli hooligans ospiti riuscirono a trovare la loro posizione nello stand principale, dove sono successivamente scoppiati combattimenti isolati e dove altri seggiolini vennero divelti.

L’arrivo di cani poliziotti contribuì poi a liberare il campo, la partita iniziò in tempo, con molti osservatori dall’alto del Bobbers Stand dopo aver scalato i piloni del proiettore.

 
 

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