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Ne ha scritto e parlato chiunque, un po’ come con ADL la settimana scorsa. E, si sa, il calcio è un cartone animato per adulti: puro e mero intrattenimento. Il calcio moderno è questo.

E anche la vecchia signora fatica ad abituarcisi. Non è abituata ad avere giocatori ed allenatori così plateali, così irrispettosi l’uno verso l’altro, così disabituati ad avere comportamenti  dentro le righe, come hanno sempre fatto allenatori e giocatori juventini.

Il Corriere dello Sport, parafrasando le parole di vari noti editorialisti, demolisce l’attuale dirigenza  bianconera: “con la frittata limpida sul piatto uscirne bene era molto difficile. Mi sembra abbia prevalso un cattivo senso del reale, la divisione per tre di un danno serio e molto seccante.

La Juve si è presa la parte della debolezza” – scrive Sconcerti, che poi ha qualcosina da dire anche ad Allegri: «Non può essere giudice Allegri che è ampiamente parte in causa. Non può dare punizioni diverse agli altri e a se stesso. Essendo stato molto plateale l’incidente e riguardando due dei suoi tesserati, toccava alla Juventus dare linee di comportamento al di sopra delle parti (…) E’ anche un po’ volgare la donazione di Allegri a copertura delle sue offese pubbliche, come vincesse sempre la prepotenza del denaro»

IL FATTO – Nel finale del match contro il Palermo c’è stato un diverbio tra Bonucci ed Allegri, nel quale, in mondo visione, non se le sono mandate a dire.
Il tutto sembra essere nato da un fattore “tattico” insistentemente e arrogantemente sottolineato durante il finale di partita da Bonucci, che avrebbe infastidito il tecnico, il quale ha poi perso le staffe. Il labbiale parla da se.

 

Secondo la Gazzetta dello Sport dopo la partita sono volate parole grosse, spintoni e nulla più.

Nelle successive ore, l’allenatore bianconero avrebbe chiesto alla società di multare il giocatore, per poi rincarare la dose e mandarlo definitivamente in tribuna per la partita di Champions League contro il Porto.

Comunque sia stato l’epilogo del tutto – “Sono cose che succedono. Non c’è nessun caso che si possa trascinare. Gli ho parlato, lui ha capito, ora dobbiamo pensare solo al Porto” – come chiosa Max Allegri, cosa ripetuta anche da capitan Buffon – la sensazione è che la situazione sembra essere scaturita da qualcosa di pregresso, da parole già dette e non dette che sfociano nell’ira di un momento totalmente folle: vincevano con un ampio margine in una partita mai sofferta.

Resta in dubbio se la decisione sia stata presa dal solo allenatore o in concomitanza con la società, anche se il tecnico toscano precisa che sia stata una sua scelta.

Sta di fatto che la Juventus, come società, ne esce affranta più per la decadenza dei tempi che per colpe proprie. Mai i vari Lippi, Capello, Trapattoni o Ancelotti avrebbero mai permesso una cosa simile o avrebbero reagito in quel modo, e mai i vari Montero, Thuram, Cannavaro o Ferrara si sarebbero permessi di un gesto così plateale davanti alle telecamere.

Certo, di cose ne sono successe (vedi Trapattoni ai tempi del B. Monaco con Strunz o Lippi ai tempi dell’Inter), ma mai alla Juventus, trovatasi dunque impreparata ad un evento del genere.

I tempi cambiano. Gli allenatori cambiano, i giocatori cambiano. Gli uomini sono cambiati. E la società bianconera ha fatto la migliore scelta possibile: tutti utili, nessuno indispensabile.

Tutto questo caos creato dai media, ha dato risonanza a quella che è stata comunque una caduta di stile, ma in fin dei conti, non è nulla di diverso da ciò che accade ogni fine settimana su un qualsiasi campo di periferia d’Italia o del mondo.

Fonti: Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Youtube

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