La novità: dopo la rottura, il dialogo è ripartito
Dusan Vlahovic e la Juventus hanno riaperto un canale di dialogo. Dopo settimane in cui la separazione sembrava definitiva, Tuttosport ha scritto il 22 luglio che club e giocatore “ora si parlano”, pur partendo da posizioni ancora molto distanti. La formula usata dal quotidiano è significativa: non si tratterebbe ancora di una trattativa vera e propria, ma di un inseguimento, di un ragionamento ad alta voce prima di fissare un incontro decisivo.
Il cambio di scenario è notevole perché appena poche settimane fa la situazione sembrava chiusa. La Gazzetta dello Sport aveva scritto il 3 giugno che le strade tra Juventus e Vlahovic si erano separate, con le trattative per il rinnovo interrotte per la distanza tra domanda e offerta su ingaggio, premi e commissioni.
Ora, invece, la partita è tornata aperta. Non perché le parti abbiano trovato l’accordo, ma perché il mercato non ha ancora consegnato a Vlahovic la grande offerta attesa e perché la Juventus non ha ancora chiuso il dossier centravanti.
Il nodo resta economico
Il problema centrale è sempre lo stesso: i soldi. La Gazzetta, nel raccontare la rottura di giugno, aveva indicato una distanza tra le richieste del serbo e l’offerta bianconera: Vlahovic puntava a un ingaggio da 8 milioni più commissioni e bonus rilevanti, mentre la Juventus offriva circa 6 milioni più bonus, senza costi accessori giudicati fuori scala.
Tuttosport, nell’aggiornamento del 22 luglio, aggiunge che dalla Continassa si aspettano un sacrificio molto più importante da parte del giocatore, in particolare sulle commissioni. La Juventus vuole un taglio drastico delle richieste per immaginare davvero un nuovo contratto.
Questo è il punto chiave. La Juventus non discute il valore tecnico di Vlahovic, ma la sostenibilità dell’operazione. Un ritorno o una permanenza del serbo può avere senso solo se inserita dentro il nuovo quadro economico del club, non come eccezione pesante a un progetto che vuole ridurre costi e rigidità.
Spalletti non chiude la porta
Luciano Spalletti ha lasciato aperto uno spiraglio. La Gazzetta ha riportato le parole del tecnico nella conferenza di metà luglio, quando l’allenatore bianconero ha spiegato di conoscere il valore di Vlahovic e ha usato una formula chiara: le porte sono aperte, basta citofonare.
È una frase che pesa perché Spalletti non è un tecnico che rinuncia facilmente ai centravanti di livello. Vlahovic, per caratteristiche, può essere un riferimento importante: attacco della profondità, presenza in area, tiro, struttura fisica, capacità di trasformare anche una partita sporca in occasione da gol.
Allo stesso tempo, Spalletti non ha il potere di ignorare il contesto economico. Tuttomercatoweb ha scritto che il tecnico non chiude al ritorno del serbo, ma che la priorità della Juventus resta Randal Kolo Muani, con le scelte finali legate anche agli aspetti economici e alle decisioni della società.
Kolo Muani resta il grande confronto
Il nome di Kolo Muani continua a pesare su tutta la vicenda. La Gazzetta ha scritto che il francese ha ridotto le proprie richieste pur di tornare alla Juventus, ma che resta da trovare l’accordo tra i club con il Paris Saint-Germain. Altre ricostruzioni internazionali indicano una distanza ancora significativa tra la richiesta del PSG e l’offerta bianconera.
Questo rende Vlahovic una possibilità di ritorno, ma anche uno strumento negoziale. Se Kolo Muani resta troppo costoso, la Juventus può valutare il serbo a condizioni nuove. Se invece il PSG apre a una formula sostenibile, il francese rimane il profilo preferito per il nuovo attacco.
La situazione è quindi fluida. Vlahovic non è più soltanto l’ex centravanti in uscita; è tornato a essere un’opzione. Ma un’opzione subordinata a numeri, disponibilità e strategie.
Il mercato non ha ancora premiato l’attesa del serbo
Vlahovic aveva lasciato la Juventus aspettando una big europea. Tuttomercatoweb ha scritto nei giorni scorsi che il Besiktas resta in standby, che il giocatore spera in una chiamata dal Barcellona e che al momento non ci sarebbero offerte davvero concrete all’orizzonte.
Questo spiega perché il dialogo con la Juventus sia ripartito. Il mercato a parametro zero può sembrare vantaggioso, ma non sempre produce l’effetto desiderato. Un giocatore libero da contratto può scegliere, ma deve anche trovare un club disposto a soddisfare ingaggio, commissioni e progetto tecnico. Se le offerte non arrivano o non convincono, anche una porta che sembrava chiusa può tornare interessante.
Il peso dei numeri in bianconero
Vlahovic non lascia, o non lascerebbe, una storia vuota. Tuttomercatoweb ha ricordato che dal suo arrivo nel gennaio 2022 l’attaccante ha segnato 68 gol in 168 partite con la Juventus, vincendo una Coppa Italia. Sono numeri importanti, anche se il rapporto tra il serbo e il mondo bianconero è stato spesso più complicato della semplice statistica.
La sua esperienza è stata attraversata da pressioni enormi, cambi di allenatore, problemi fisici, aspettative alte e un costo iniziale pesantissimo. Vlahovic non è mai stato un fallimento tecnico, ma non è diventato nemmeno il dominatore offensivo che la Juventus immaginava al momento dell’acquisto.
Un ritorno possibile, ma solo con un patto nuovo
Il DV9-bis può esistere soltanto se nasce su basi completamente diverse. La Juventus non può ripartire dal vecchio contratto, dalle vecchie commissioni e dalle vecchie tensioni. Vlahovic, se vuole davvero riaprire il discorso, deve accettare un ingaggio più sostenibile e un ruolo dentro un progetto che non può più essere costruito solo intorno a lui.
Per il club sarebbe un compromesso tecnico importante: riavere un centravanti forte senza pagare cartellino, ma solo se il costo complessivo è compatibile. Per il giocatore sarebbe una scelta di rilancio: restare o tornare dove conosce ambiente, campionato e pressione, ma accettando di ridiscutere status economico e percezione pubblica.
Il futuro si decide sul sacrificio
La notizia del giorno non è che Vlahovic torna alla Juventus. Questo non può essere confermato. La notizia è che le parti hanno ricominciato a parlarsi, dopo una rottura che sembrava definitiva.
Ora il punto non è più il sentimento, ma il sacrificio. La Juventus deve capire se Vlahovic può ancora essere utile a Spalletti. Vlahovic deve decidere se preferisce aspettare un’offerta che non arriva o costruire un nuovo accordo a Torino. In mezzo ci sono commissioni, ingaggio, Kolo Muani e una dirigenza che vuole evitare errori strutturali.
La storia non è chiusa. Ma per riaprirla davvero servirà molto più di una telefonata.
